Amianto alla foce del Mesima. E crescono le arance marce

Foto: Gazzetta del Sud

A.n. Gaz­zet­ta del Sud SAN FERDINANDO – Lastre di eter­nit, rifiu­ti di ogni tipo e un "mare" di aran­ce mar­ce, for­se già lavo­ra­te e sca­ri­ca­te da qual­cu­no nel­la zona del fiu­me Mesi­ma. Un degra­do ambien­ta­le sen­za pre­ce­den­ti. Uno scem­pio in quel­la zona al con­fi­ne tra le pro­vin­ce di Vibo Valen­tia e Reg­gio Cala­bria, un ter­ri­to­rio di con­fi­ne che si divi­de tra i Comu­ni di San Fer­di­nan­do e Rosar­no. Poco più avan­ti, nel­la stra­da che con­du­ce alla "mari­na" di Rosar­no elet­tro­do­me­sti­ci, mate­ras­si, e pez­zi di mobi­li. Lo sce­na­rio è inquie­tan­te i pochi Vigi­li urba­ni non pos­so­no cer­ta­men­te con­trol­la­re ?abban­do­no incon­trol­la­to di rifiu­ti di ogni tipo.

Una zona di nes­su­no quel­la del fiu­me Mesi­ma, che risen­te anche dell'atavico pro­ble­ma dell'inquinamento del­le sue acque deri­van­te mol­to spes­so dagli allac­ci abu­si­vi pre­sen­ti lun­go il suo per­cor­so e che sver­sa in mare tut­to il suo con­te­nu­to deva­stan­do il lito­ra­le tra San Fer­di­nan­do e Nico­te­ra (da oltre cin­que anni vige il divie­to di bal­nea­zio­ne alla foce del fiu­me sen­za che mai nes­su­no sia riu­sci­to ad adot­ta­re inter­ven­ti riso­lu­ti­vi). Gli uomi­ni del­la Poli­zia pro­vin­cia­le, che da qual­che tem­po a que­sta par­te è all'opera nel comu­ne di San Fer­di­nan­do, seguo­no e moni­to­ra­no il tri­ste feno­me­no dell'abbandono del­la spaz­za­tu­ra da par­te di chi anco­ra non si vuo­le abi­tua­re alle nuo­ve rego­le del­la rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta. Ma non si sa chi, né da dove pro­ven­ga­no que­sti rifiu­ti.

A Rosa­mo di fat­to la rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta dei rifiu­ti è qua­si ine­si­sten­te, a San Fer­di­nan­do il siste­ma fun­zio­na ma in quel­le zone di cam­pa­gna deso­la­te, al momen­to, nes­su­no è in gra­do di dire da dove e chi ha sca­ri­ca­to indi­stur­ba­to le peri­co­lo­se lastre di eter­nit. A que­sto si aggiun­go­no i quin­ta­li di agru­mi get­ta­ti nel ter­re­no posto pro­prio a ridos­so degli argi­ni del fiu­me. Un rifiu­to, que­sto, orga­ni­co ma sicu­ra­men­te non sca­ri­ca­bi­le all'aperto. Si spe­ra nell'operato dell'amministrazione comu­na­le che, sin da dopo la vit­to­ria del­le ele­zio­ni di metà novem­bre, sta con­cen­tran­do i suoi sfor­zi per supe­ra­re le tan­te cri­ti­ci­tà ambien­ta­li pre­sen­ti nel ter­ri­to­rio che nel cor­so degli anni è sta­to infe­sta­to pro­vo­can­do gra­vi riper­cus­sio­ni socia­li ed eco­no­mi­che. La bat­ta­glia all'inciviltà, però, si pro­spet­ta di dif­fi­ci­le solu­zio­ne. Anche gra­zie alla dif­fu­sa omer­tà.

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