Aponte contro tutti in mare e sui moli. Il colosso elvetico Msc punta alla conquista dello shipping e dei porti italiani

Nico­la Capuz­zo Milanofinanza.it GIANLUIGI APONTE, nume­ro uno del colos­so arma­to­ria­le gine­vri­no Msc, non ha alcu­na inten­zio­ne di ral­len­ta­re la velo­ci­tà del­la sua nave diret­ta alla con­qui­sta del­lo ship­ping e dei por­ti ita­lia­ni. «Il Coman­dan­te», come vie­ne chia­ma­to dai fede­lis­si­mi, è sbar­ca­to in set­ti­ma­na a Geno­va con­vo­ca­to dal­la Regio­ne Ligu­ria e dall’Autorità por­tua­le per tro­va­re una qua­dra con il socio di mino­ran­za Gip, ovve­ro il Grup­po inve­sti­men­ti por­tua­li (socie­tà con­trol­la­ta dal fon­do Infra­ca­pi­tal e par­te­ci­pa­ta da Infra­via), in meri­to al nuo­vo ter­mi­nal con­tai­ner che sta sor­gen­do a Cala­ta Bet­to­lo. L’infrastruttura, pra­ti­ca­men­te com­ple­ta­ta, è costa­ta 250 milio­ni di sol­di pub­bli­ci, cui andran­no som­ma­ti ulte­rio­ri 150 milio­ni da par­te dei pri­va­ti per attrez­za­re la ban­chi­na con gru e altri mac­chi­na­ri. Dopo­di­ché l’opera con­sen­ti­rà di movi­men­ta­re nel capo­luo­go ligu­re ogni anno alme­no altri 500 mila Teu (uni­tà di misu­ra del con­tai­ner). «C’erano del­le cose da chia­ri­re e le abbia­mo chia­ri­te, quin­di tut­to pro­ce­de­rà secon­do i pro­gram­mi», ha dichia­ra­to Apon­te di fron­te alle isti­tu­zio­ni loca­li dopo il fac­cia a fac­cia con Gip. «Sia­mo sta­ti con­vo­ca­ti per acce­le­ra­re il pro­ces­so e sia­mo tut­ti d’accordo nel far­lo», ha spie­ga­to. «Abbia­mo una visio­ne con­giun­ta con i nostri part­ner e pen­so che con­clu­de­re­mo mol­to rapi­da­men­te la fir­ma del­la con­ces­sio­ne». Una con­ces­sio­ne di 33 anni su un ter­mi­nal dove Msc sareb­be in mag­gio­ran­za (65%) e che si aggiun­ge­reb­be a quel­lo di La Spe­zia dove però a coman­da­re è Con­tship Ita­lia con il 60%. Qua­li fos­se­ro le cose da chia­ri­re Apon­te non l’ha spe­ci­fi­ca­to, ma una fon­te ha spie­ga­to a MF-Mila­no­Fi­nan­za che di recen­te pro­prio Msc e Gip ave­va­no cer­ca­to inva­no di tro­va­re un’intesa per par­te­ci­pa­re con­giun­ta­men­te alla gara per la nuo­va Piat­ta­for­ma Euro­pa, un altro ter­mi­nal con­tai­ner che sor­ge­rà nel por­to di Livor­no. Entram­be i grup­pi nei mesi scor­si han­no ammes­so di voler par­te­ci­pa­re alla gara sin­go­lar­men­te, ma in real­tà risul­ta che le par­ti abbia­no cer­ca­to di tro­va­re un’intesa che, però, a oggi sem­bra nau­fra­ga­ta.

Sareb­be que­sto dun­que uno dei moti­vi di attri­to, così come lo sareb­be l’ipotetica gestio­ne con­giun­ta del ter­mi­nal geno­ve­se di Bet­to­lo con l’adiacente ter­mi­nal Sech, con­trol­la­to al 60% da Gip e al 40% dal grup­po Psa di Sin­ga­po­re. «Le due infra­strut­tu­re sono fra loro inter­di­pen­den­ti», ha ricor­da­to Pao­lo Emi­lio Signo­ri­ni, pre­si­den­te del­la port autho­ri­ty, ma non è così sem­pli­ce far lavo­ra­re in manie­ra per­fet­ta­men­te siner­gi­ca due ban­chi­ne con­trol­la­te da grup­pi diver­si. Oltre a ciò ci sono que­stio­ni ope­ra­ti­ve ine­ren­ti l’organizzazione del nuo­vo ter­mi­nal che, secon­do il gover­na­to­re ligu­re Gio­van­ni Toti, dovrà «entra­re in fun­zio­ne nel 2019». Apon­te nega ci sia­no fri­zio­ni anche con il socio Con­tship Ita­lia, di cui è part­ner (di mino­ran­za con il 40%) nel ter­mi­nal con­tai­ner di La Spe­zia e pari­ta­rio (50%) in Cala­bria nel Med­cen­ter Con­tai­ner Ter­mi­nal: «Su Gio­ia Tau­ro inten­dia­mo fare degli inve­sti­men­ti, ma i nostri soci non sono tan­to d’accordo», ha dichia­ra­to. «Vedre­mo come andrà a fini­re: se sono d’accordo sare­mo feli­ci di anda­re avan­ti con loro, vice­ver­sa occor­re­rà vede­re come si svi­lup­pe­rà la situa­zio­ne. Noi sia­mo inte­res­sa­tis­si­mi a svi­lup­pa­re Gio­ia Tau­ro e addi­rit­tu­ra a rad­dop­pia­re i volu­mi facen­do gli inve­sti­men­ti neces­sa­ri. Non esclu­do l’interesse a rile­va­re il 100% se doves­se pre­sen­tar­si l’occasione, ma non cre­do che i nostri soci sia­no dispo­sti a cede­re la loro par­te­ci­pa­zio­ne».

Msc, così come Maer­sk, Cosco, Cma Cgm e gli altri colos­si del tra­spor­to marit­ti­mo di con­tai­ner, sta cer­can­do di inte­gra­re il più pos­si­bi­le la cate­na logi­sti­ca con­trol­lan­do le spe­di­zio­ni, le navi e i ter­mi­nal por­tua­li. Il Nord Adria­ti­co e il Nord Tir­re­no sono in Ita­lia le due regio­ni por­tua­li stra­te­gi­ca­men­te più impor­tan­ti, ma se a Trie­ste Msc ha il 50% del Trie­ste Mari­ne Ter­mi­nal e a Vene­zia il 50% del Ter­mi­nal Inter­mo­da­le Vene­zia, in Tosca­na e in Ligu­ria attual­men­te Apon­te detie­ne solo par­te­ci­pa­zio­ni di mino­ran­za nel Ter­mi­nal Loren­zi­ni di Livor­no (33%) e nel La Spe­zia Con­tai­ner Ter­mi­nal (40%). Ecco per­ché le par­ti­te sul­le nuo­ve ban­chi­ne di Cala­ta Bet­to­lo e Piat­ta­for­ma Euro­pa sono tan­to impor­tan­ti per un grup­po che vuo­le por­ta­re in por­to e a casa pro­pria navi por­ta­con­tai­ner di dimen­sio­ni sem­pre mag­gio­ri.

Altre bat­ta­glie l’esperto arma­to­re sor­ren­ti­no le sta gio­can­do anche sul fron­te marit­ti­mo dove la sua Gran­di Navi Velo­ci ha stret­to un pat­to d’acciaio (com­mer­cia­le ma non solo) con Moby e Tir­re­nia per lan­cia­re una con­trof­fen­si­va allo stra­po­te­re ita­lia­no e medi­ter­ra­neo del grup­po Gri­mal­di nel tra­spor­to di pas­seg­ge­ri e cari­chi rota­bi­li. Un fron­te nel qua­le rien­tra in qual­che modo anche l’operazione Mes­si­na, la ship­ping com­pa­ny geno­ve­se in cui Msc entre­rà rile­van­do, a quan­to risul­ta, quat­tro navi e una par­te­ci­pa­zio­ne di mino­ran­za (49%) nel grup­po. Nono­stan­te il clo­sing dell’operazione tar­di ad arri­va­re, Apon­te ha assi­cu­ra­to che l’affare Mes­si­na «si farà. Stia­mo fina­liz­zan­do alcu­ni pro­ble­mi con le ban­che, già sul­la buo­na stra­da e che dovrem­mo chiu­de­re a bre­ve. Quin­di andia­mo avan­ti».

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