Gioia Tauro, arrestate 11 persone, sequestrati beni per 210milioni. Nel mirino ambienti vicini ai Piromalli

REGGIO CALABRIA – È in cor­so un'operazione del Coman­do pro­vin­cia­le del­la Guar­dia di finan­za di Reg­gio Cala­bria, che sta ese­guen­do 11 ordi­nan­ze di custo­dia cau­te­la­re nei con­fron­ti di altret­tan­ti pre­sun­ti affi­lia­ti alla cosca di ndran­ghe­ta Piro­mal­li. Nell'operazione è coin­vol­to un impren­di­to­re del­la Pia­na di Gio­ia Tau­ro che ha intrat­te­nu­to plu­rien­na­li rap­por­ti d'affari coi prin­ci­pa­li refe­ren­ti del­la cosca, che gli han­no per­mes­so di costi­tui­re un vero e pro­prio 'impe­ro' eco­no­mi­co-com­mer­cia­le.

L'operazione, deno­mi­na­ta 'Buce­fa­lo', è sta­ta ese­gui­ta insie­me al Nucleo spe­cia­le di Poli­zia valu­ta­ria e dal­lo Sci­co di Roma. Le inda­gi­ni che han­no por­ta­to all'operazione sono sta­te coor­di­na­te dal­la Dda di Reg­gio Cala­bria. I rea­ti con­te­sta­ti agli arre­sta­ti sono asso­cia­zio­ne per delin­que­re di stam­po mafio­so, con­traf­fa­zio­ne, fro­de in com­mer­cio, ricet­ta­zio­ne e ven­di­ta di pro­dot­ti indu­stria­li con segni men­da­ci.

L'impero che era sta­to costi­tui­to dall'imprenditore col­lu­so con la cosca Piro­mal­li è sta­to dife­so, nel cor­so del tem­po – rive­la­no gli inve­sti­ga­to­ri – dal­le poten­zia­li minac­ce di altre cosche cri­mi­na­li con­cor­ren­ti. Tale pro­te­zio­ne ha con­sen­ti­to all'imprenditore col­lu­so di impor­si sul mer­ca­to agen­do da asso­lu­to mono­po­li­sta. L'operazione del­la Guar­dia di finan­za con­tro la cosca Piro­mal­li ha por­ta­to anche al seque­stro di 12 socie­tà e beni per un valo­re di 210 milio­ni di euro. Nell'ambito dell'operazione, inol­tre, sono sta­te effet­tua­te 26 per­qui­si­zio­ni in Cala­bria, Cam­pa­nia e Tosca­na.

I nomi dei sog­get­ti coin­vol­ti.

Sog­get­ti desti­na­ta­ri di custo­dia cau­te­la­re in car­ce­re:
1 Annun­zia­ta Alfon­so, nato il 5-4-1943 a San Giu­sep­pe Vesu­via­no (Na)

Sog­get­ti desti­na­ta­ri di miu­ra di custo­dia degli arre­sti domi­ci­lia­ri:
1 Epi­fa­nio Dome­ni­ca nata il 2-1-1951 a Oppi­do Mamer­ti­na (RC)
2 Annun­zia­ta Vale­ria nata il 11-12-1978 a Reg­gio Cala­bria
3 Ambe­si Car­me­lo nato il 17-5-1974 a Scil­la (RC)
4 Annun­zia­ta Rosa Anna nata il 18-11-1972 a Reg­gio Cala­bria
5 Pon­to­rie­ro Clau­dio nato il 22-6-1969 a Scher­zin­ghen (Svi)
6 Annun­zia­ta Mar­zia nata il 11-11-1982 a Oppi­do Mamer­ti­na (RC)
7 Bra­vet­ti Rober­ta nata il 10-2-1967 a For­lì

Sog­get­ti desti­na­ta­ri del­la misu­ra dell'obbligo di dimo­ra.
1 Annun­zia­ta Fio­ra­van­te nato il 11-5-1947 a San Giu­sep­pe Vesu­via­no (Na)
2 Bra­vet­ti Andrea nato il 6-4-1968 a Forl'
3 Fanì Andrea nato il 15-4-1967 a Bolo­gna

Ecco l'elenco di tut­te le socie­tà che sono sta­te seque­stra­te sta­ma­ni nell'ambito dell'operazione del­la Dda di Reg­gio Cala­bria con­tro il clan dei Piro­mal­li. Socie­tà ed impre­se indi­vi­dua­li sot­to­po­ste a seque­stro pre­ven­ti­vo e per­qui­si­zio­ne loca­le

1 D.I ANNUNZIATA ALFONSO CON SEDE IN GIOIA TAURO (RC) STRADA STATALE 11 SNC 

2 D.I AMBESI CARMELO CON SEDE IN GIOIA TAURO (RC) STRADA STATALE 111 NR 294 

3 D.I. PONTORIERI CLAUDIO CON SEDE IN SAN CALOGERO (VV) VIA BERTO NR 6 

4 ANNUNZIATA S.R.L. CON SEDE IN GIOIA TAURO VIA NAZIONALE 111 NR 220 

5 ANNUNZIATA GROUP S.R.L. CON SEDE IN GIOIA TAURO VIA NAZIONALE 11 NR 294 

6 AMBESI GROUP SAS DI AMBESI CARMELO & C. CON SEDE IN VARAPODIO (RC) VIA FILIPPO TURATI SNC 

7 MAIPON LINE SNC DI PONTORIERO CLAUDIO & C. CON SEDE IN SAN CALOGERO (VV) VIA G. BERTO NR 2 

8 PIT STOP S.A.S. DI CARMELO AMBESI & C. CON SEDE IN VARAPODIO (RC) STRADA PROVINCIALE AMATO FERRADINA 

9 QUOTE SOCIALI DELLA QUBIPEL S.R.L (P.IVA 04146490406) CON SEDE LEGALE IN FOR­Lì

10 QUOTE SOCIALI DELLA SIM S.P.A. SOCIETA' PER AZIONI CON SEDE IN GIOIA TAURO (RC) VIA ASPROMONTE 8 

11 QUOTE SOCIALI DELLA GEIM SERVICE S.R.L. SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA CON SEDE IN GIOIA TAURO VIA NAPOLI NR 5 

12 QUOTE SOCIALI DELLA CENTRO ANNUNZIATA DI ANNUNZIATA ALFONSO 6 C. S.N.C, SOCIETA' IN NOME COLLETTIVO CON SEDE IN SAN GIUSEPPE VESUVIANO (NA)

Per­so­ne giu­ri­di­che desti­na­ta­rie del decre­to di per­qui­si­zio­ne:

1 SIMAR S.R.L. CON SEDE IN FORLI' VIA GHANDI NR 22 

2 B25 S.N.C. DI BRAVETTI ABDREA E ROBERTA E C. CON SEDE IN FORLI' VIA GOBETTI NR. 9 

3 AMICA SAS DI FANI' BERTINO 6 C. CON SEDE IN CASTELMAGGIORE (BO) VIA MASSARENTI NR. 6 

4 CENTRO GRAFICA DI PARRELLO E PEDULLA' G.PPE & C. SNC CON SEDE IN GIOIA TAURO (RC) VIA NAZIONALE 111 NR.189/11

GIOIA TAURO – C'è il com­ples­so immo­bi­lia­re del Par­co com­mer­cia­le 'Annun­zia­ta' di Gio­ia Tau­ro, il più gran­de del­la Cala­bria, tra i beni seque­stra­ti dal­la Guar­dia di finan­za di Reg­gio Cala­bria e dal­lo Sci­co di Roma nell'ambito dell'operazione con­tro la cosca del­la ndran­ghe­ta dei Piro­mal­li. Nell'operazione di sta­ma­ne i finan­zie­ri han­no arre­sta­to l' impren­di­to­re Alfon­so Annun­zia­ta, di ori­gi­ni cam­pa­ne ma sta­bi­li­to­si a Gio­ia Tau­ro sin dal­la fine degli anni '80. Dal­le inda­gi­ni dei finan­zie­ri, alle qua­li han­no con­tri­bui­to alcu­ni col­la­bo­ra­to­ri di giu­sti­zia, sono emer­si i rap­por­ti tra l'imprenditore e la cosca dei Piro­mal­li che risal­go­no ad oltre un tren­ten­nio, ovve­ro agli albo­ri dell'attività com­mer­cia­le di Alfon­so Annun­zia­ta.

Secon­do i finan­zie­ri, i pri­mi rap­por­ti dell' impren­di­to­re ini­zia­ro­no a metà degli anni '80 con l'allora capo­co­sca lati­tan­te Giu­sep­pe Piro­mal­li. In que­gli anni Annun­zia­ta ave­va da poco abban­do­na­to il com­mer­cio ambu­lan­te di abbi­glia­men­to nei mer­ca­ti rio­na­li ed ave­va aper­to un nego­zio nel cuo­re del­la cit­tà di Gio­ia Tau­ro. Il com­mer­cian­te, all'epoca, fu vit­ti­ma di una serie di atten­ta­ti che lo por­ta­ro­no ad allon­ta­nar­si da Gio­ia Tau­ro e a tor­nar­vi solo dopo ave­re chie­sto per­so­nal­men­te il con­sen­so al capo­co­sca. Annun­zia­ta, dopo l'intesa con la cosca, secon­do gli inve­sti­ga­to­ri, avreb­be ini­zia­to la sua sca­la­ta impren­di­to­ria­le, che lo ha visto in poco tem­po diven­ta­re uni­co pro­prie­ta­rio di un vero e pro­prio impe­ro, con la crea­zio­ne del più gran­de cen­tro com­mer­cia­le del­la Cala­bria e tra i pri­mi del sud Ita­lia. Secon­do la Guar­dia di finan­za, già il pri­mo ter­re­no, sul qua­le è sta­to costrui­to l'originario capan­no­ne del Cen­tro com­mer­cia­le 'Annun­zia­ta', è sta­to in real­tà acqui­sta­to nel 1993 dall'allora capo­co­sca Giu­sep­pe Piro­mal­li, ma è sta­to inte­sta­to pro­prio all'imprenditore gio­ie­se. La costru­zio­ne dei capan­no­ni rea­liz­za­ti nel tem­po, e tut­to­ra in fase di amplia­men­to, era appan­nag­gio di impre­se lega­te o auto­riz­za­te dal­la cosca. 

La costru­zio­ne dei capan­no­ni del cen­tro com­mer­cia­le Annun­zia­ta ha por­ta­to ai con­tra­sti tra le cosche del­la ndran­ghe­ta dei Molè e dei Piro­mal­li. E pro­prio que­sti con­tra­sti furo­no all'origine dell'omicidio di Roc­co Molè, avve­nu­to nel feb­bra­io del 2008. Il delit­to segnò, di fat­to, lo spar­tiac­que tra le due cosche, che un tem­po era­no allea­te. I par­ti­co­la­ri emer­go­no dall'inchiesta del­la Dda di Reg­gio Cala­bria con­tro la cosca dei Piro­mal­li che sta­ma­ne ha por­ta­to all'operazione del­la Guar­dia di finan­za chia­ma­ta 'Buce­fa­lo'. Dal­le inda­gi­ni è emer­so anche che l'imprenditore Annun­zia­ta non ha avu­to alcu­na voce in capi­to­lo nel­la rea­liz­za­zio­ne del cen­tro com­mer­cia­le, non poten­do deci­de­re nean­che la dit­ta a cui affi­da­re i lavo­ri in quan­to tut­to era appan­nag­gio esclu­si­vo del­la ndran­ghe­ta.

Rien­tra­no a pie­no tito­lo le inda­gi­ni sul­la mor­te del baro­ne Livio Musco, ritro­va­to ucci­so con un col­po di pisto­la cal. 6,35 alla testa nel­la sua abi­ta­zio­ne di Gio­ia Tau­ro nel mar­zo del 2013, nell'ambito dell'inchiesta chia­ma­ta 'Buce­fa­lo' con­dot­ta dal­la Guar­dia di finan­za con­tro la cosca del­la ndran­ghe­ta dei Piro­mal­li che ha por­ta­to all'arresto di otto per­so­ne. Il par­ti­co­la­re è sta­to con­fer­ma­to dal Pro­cu­ra­to­re del­la Repub­bli­ca di Reg­gio Cala­bria, Fede­ri­co Cafie­ro de Raho, nel cor­so del­la con­fe­ren­za stam­pa duran­te la qua­le sono sta­ti illu­stra­ti i par­ti­co­la­ri dell'operazione 'Buce­fa­lo'. Pro­prio sui ter­re­ni di pro­prie­tà del­la fami­glia Musco, i Piro­mal­li die­de­ro il "per­mes­so" all'imprenditore Alfon­so Annun­zia­ta di costrui­re i capan­no­ni del più gran­de cen­tro com­mer­cia­le del­la Cala­bria. Livio Musco, mol­to cono­sciu­to in Cala­bria, era figlio del gene­ra­le dell'ex Sifar, Etto­re Musco, ere­de di una fami­glia di feu­da­ta­ri di stir­pe bor­bo­ni­ca giun­ta in Cala­bria per ave­re rice­vu­to dal re di Napo­li, in com­pen­so del­le loro pre­sta­zio­ni mili­ta­ri, cen­ti­na­ia di etta­ri di fon­di agri­co­li. Nel cor­so del­la con­fe­ren­za stam­pa il Pro­cu­ra­to­re Cafie­ro de Raho si è limi­ta­to ad affer­ma­re: "pos­so solo dire che l'indagine è in cor­so".

"Sin­ce­ra sti­ma alla Guar­dia di Finan­za per il capar­bio lavo­ro su atti e docu­men­ti che sia­mo riu­sci­ti a ripor­ta­re alla loro vera natu­ra e che han­no per­mes­so di giun­ge­re alle con­clu­sio­ni che tut­ta l'attività dell'Annunziata sia ricon­du­ci­bi­le agli inte­res­si occul­ti del­la cosca Piro­mal­li". Lo ha det­to il Pro­cu­ra­to­re del­la Repub­bli­ca di Reg­gio Cala­bria, Fede­ri­co Cafie­ro de Raho, nel cor­so del­la con­fe­ren­za stam­pa per illu­stra­re i par­ti­co­la­ri dell'operazione del­la Guar­dia di finan­za con­tro la cosca del­la ndran­ghe­ta dei Piro­mal­li. "I Piro­mal­li – ha aggiun­to – han­no scel­to da tem­po di ina­bis­sar­si dopo lo scon­tro san­gui­no­so con i Molè, allea­ti di un tem­po, costel­la­to da nume­ro­si omi­ci­di e da cui sareb­be­ro usci­ti vit­to­rio­si. Rico­struen­do ana­li­ti­ca­men­te il per­cor­so impren­di­to­ria­le di Alfon­so Annun­zia­ta, in pochis­si­mi anni assur­to da mode­sto ven­di­to­re ambu­lan­te al livel­lo di impren­di­to­re del­la gran­de distri­bu­zio­ne, sia­mo riu­sci­ti a rico­strui­re, pas­so dopo pas­so, tut­te le scan­sio­ni che gli han­no per­mes­so, con la pro­te­zio­ne di Giu­sep­pe 'Pino' Piro­mal­li e del defun­to Pep­pi­no Piro­mal­li, la sca­la­ta eco­no­mi­ca che lo ha visto pro­ta­go­ni­sta intra­neo e a dispo­si­zio­ne dei vole­ri e degli inte­res­si del casa­to ndran­ghe­ti­sta dei Piro­mal­li".

"Il qua­dro pro­ba­to­rio – ha con­clu­do Cafie­ro de Raho – con­fer­ma dun­que lo spac­ca­to di una comu­ni­tà come quel­la gio­ie­se in cui è impos­si­bi­le intra­pren­de­re libe­ra­men­te atti­vi­tà impren­di­to­ria­li, pur­trop­po, con il silen­zio di chi subi­sce e dovreb­be inve­ce par­la­re". Per il Pro­cu­ra­to­re aggiun­to Otta­vio Sfer­laz­za, "sia­mo dinan­zi ad un'impresa le cui atti­vi­tà sono stret­ta­men­te subor­di­na­te agli inte­res­si ed ai vole­ri dei Piro­mal­li. E' una vec­chia dina­stia ben nota alle cro­na­che giu­di­zia­rie che per la pri­ma vol­ta vie­ne col­pi­ta in manie­ra ecla­tan­te sot­to il pro­fi­lo del seque­stro dei beni, gra­zie ad un'indagine che è riu­sci­ta ad inner­va­re i pro­fi­li sto­ri­ci con quel­li giu­ri­di­ci. Da vit­ti­ma ori­gi­na­ria, Alfon­so Annun­zia­ta era dive­nu­to sim­bo­lo di 'garan­zia ambien­ta­le' per chiun­que voles­se inve­sti­re nel suo gran­de cen­tro com­mer­cia­le". "Abbia­mo chia­ma­to l'operazione 'Buce­fa­lo' – ha det­to il coman­dan­te pro­vin­cia­le del­la Guar­dia di finan­za, col. Ales­san­dro Bar­be­ra – dal nome del caval­lo mai domo di Car­lo Magno. Sta­vol­ta, però, sia­mo riu­sci­ti a doma­re il 'caval­lo sel­vag­gio', limi­tan­do­ne signi­fi­ca­ti­va­men­te le scor­ri­ban­de"

"Le due ope­ra­zio­ni por­ta­te a ter­mi­ne oggi con­tro la ndran­ghe­ta a Gio­ia Tau­ro ed a Roma sono par­ti­co­lar­men­te impor­tan­ti anche per l'ingente valo­re eco­no­mi­co dei beni seque­stra­ti". A rile­var­lo è il pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re Anti­ma­fia, Rosy Bin­di. La pri­ma – osser­va Bin­di – che col­pi­sce una del­le più poten­ti fami­glie ndran­ghe­ti­ste del­la Cala­bria, "dimo­stra fin dove si spin­go­no le capa­ci­tà impren­di­to­ria­li del­le cosche che, gra­zie a impren­di­to­ri che da vit­ti­me si tra­sfor­ma­no in soci com­pia­cen­ti, rie­sco­no a rea­liz­za­re e gesti­re il più impor­tan­te cen­tro com­mer­cia­le del­la regio­ne e uno dei pri­mi del Sud d'Italia". La secon­da "con­fer­ma che i ten­ta­ti­vi di ripu­li­re i capi­ta­li ille­ci­ti, inve­sten­do­li in atti­vi­tà com­mer­cia­li, non si fer­ma­no nep­pu­re quan­do i pre­sta­no­me uti­liz­za­ti sono vec­chie cono­scen­ze degli inve­sti­ga­to­ri, ma soprat­tut­to che nel cen­tro del­la Capi­ta­le la risto­ra­zio­ne è un set­to­re tra i più espo­sti alle infil­tra­zio­ni mafio­se di cosche e ter­ri­to­ri diver­si che, dal­la ndran­ghe­ta alla camor­ra, si divi­do­no affa­ri e inte­res­si ille­ci­ti". Bin­di rin­gra­zia le DDA di Reg­gio Cala­bria e di Roma, insie­me alla Guar­dia di Finan­za ed alla DIA, "per il gran­de lavo­ro svol­to. Ora l'impegno del­lo Sta­to deve pun­ta­re a gesti­re bene le impre­se seque­stra­te, per rimet­te­re sul mer­ca­to libe­re da ogni con­di­zio­na­men­to e in gra­do di diven­ta­re un vola­no di ric­chez­za puli­ta per tut­ta la comu­ni­tà".