Beppe Fiorello cittadino onorario di Riace. Ultimo ciak del film ispirato al sindaco Lucano

Francesco Sorgiovanni Quotidiano del Sud RIACE – A Riace tra fiction e realtà. Dal set alla sala consiliare del municipio. Pochi passi per capire le motivazioni che hanno portato la produzione del film sul sindaco Domenico Lucano a scegliere il piccolo borgo calabrese quale location principale per una fiction dell’ammiraglia della Rai. “Per raccontare la storia, una storia di persone che ha a che vedere con il territorio e la Calabria, ha dichiarato il direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, in apertura della conferenza stampa coordinata dalla responsabile della comunicazione di Film Commission Calabria, Raffaella Salamina, tenutasi nel piccolo centro dell’alto Jonio reggino venerdì sera. “Una storia straordinaria – ha aggiunto la stessa – un film per me prezioso,che consente di raccontare in modo diverso un lembo di Calabria”. Anche Roberto Sessa, patron della casa di produzione Picomedia, è “molto contento di avere portato alla luce questa storia”.

E ha parole di elogio per Riace e la Calabria, “una terra straordinaria che ci ha accolto con grande generosità” non sono parole di circostanza e glielo si legge negli occhi. I più euforici e soddisfatti di tutti sono regista e attori. Tutti attorno al tavolo del consiglio comunale, preparati a festeggiare l’atto finale del programma di Riace, quando sono ormai finiti i ciak. Due parole le dice anche il regista Giulio Manfredonia: “Abbiamo vissuto una storia di integrazione anche noi. Portiamo via un pezzo di Riace”. Accanto a lui c’è Beppe Fiorello. E’ stanco e sudato. Beve in continuazione, evidentemente anche per l’emozione. “La cosa che più mi ha conquistato di Mimmo (Lucano) è stata la prima telefonata – ha dichiarato l’attore. Ripete le parole che il sindaco di Riace gli ha risposto al telefono: “Mio figlio mi ha detto che fai cose interessanti”. E poi aggiunge: “Lucano è un uomo senza interessi e la sua storia, come le altre che ho interpretato, mi riportano all’infanzia e a mio padre. Ma cerchiamo con esse di veicolare anche qualche messaggio di speranza”. Nell’aula consiliare Lucano, seduto accanto a Fiorello, comincia a cercare il segretario del Comune. Per quell’ora era convocata una seduta di consiglio comunale. Si cercano i consiglieri che si confondono nella folla che riempie all’inverosimile la saletta. E’ il momento del conferimento della cittadinanza onoraria al protagonista della fiction “Tutto il mondo è paese”. Un atto di riconoscenza a Beppe Fiorello ma che vale simbolicamente per tutto il cast. Il sindaco legge le motivazioni dell’atto ufficiale e tutti votano all’unanimità. Ormai è il momento della festa finale. Il sindaco Lucano consegna all’attore le chiavi della città e un piccolo quadro realizzato da un immigrato, che raffigura il mare di Riace e il borgo dell’accoglienza. Beppe Fiorello è cittadino onorario di Riace. “Un cittadino onorario quando arriva qua – ha replicato l’attore a Lucano – deve avere una casa e io una l’ho ‘adocchiata”. Una risata finale fa calare il sipario. E’ quando simpaticamente lo stesso Fiorello dichiara che per la seconda volta ha vestito i panni di sindaco calabrese. Sempre per finzione.

“Tutto il mondo è paese” ultimo ciak. Film con Beppe Fiorello liberamente ispirato alla storia di Domenico Lucano

RIACE – Si sono concluse le riprese di “Tutto il mondo è paese”, la fiction di Raiuno con Beppe Fiorello. Un’avventura cominciata nella prima settimana dello scorso mese di giugno a Riace, dove la troupe diretta dal regista Giulio Manfredonia è rimasta per quattro settimane. Centinaia di ciak, che proseguiranno per alcuni giorni nel vicino centro di Stignano e a Roma, dove verranno girate scene di interni, per poi lasciare spazio al lavoro di montaggio. Il tv movie, prodotto da Roberto Sessa per Picomedia, in collaborazione con Rai Fiction e Iblafilm, verrà trasmesso a gennaio o febbraio del 2018. Una la prima serata prevista, per un unico episodio di circa cento minuti. Nel cast, oltre a Beppe Fiorello, anche Daniela Marra, Corrado Fortuna, Liliana Mele, Carlo Gallo, Souleyman Seye Ndiaye, Sergis Galstyan, Gianfranco Quero, Gianni Pellegrino, Davide Giordano, Ballde Bassirou, Djibril Kebe, Lara Okwe e Marine Galstyan. “Tutto il mondo è paese” è un film liberamente ispirato alla storia di Domenico Lucano, sindaco attuale di Riace, piccolo borgo della Calabria, divenuto noto nel mondo dopo che nel 2016 è stato inserito dalla rivista americana “Fortune” nella lista delle 40 persone più influenti del pianeta. A rivelare a Lucano la notizia è stato il cronista del Quotidiano, che ha pubblicato per primo la lista di Fortune con il nome
del sindaco di Riace. Paese fino ad allora conosciuto nel mondo esclusivamente per i Bronzi. “Tutto il mondo è paese”, interpretato da Beppe Fiorello, ripercorre l’epica storia di un gruppo di amici che, partendo dal nulla, riesce a creare un nuovo modello di accoglienza studiato in tanti paesi.

Tutto inizia nel 1998, quando a Riace arriva un barcone con a bordo centinaia di profughi. Mino Giordano, alias Mimmo Lucano (Beppe Fiorello), ne è colpito e si offre volontario presso la Casa del Pellegrino che li ospita, stabilendo così un rapporto con loro. Quando la chiesa deve mandarli via perché la struttura serve ad altri scopi religiosi, a Mino viene in mente un’idea assurda: farsi prestare le case vuote dei Riacesi che se ne erano andati tanti anni prima senza più farvi ritorno, e darle ai profughi. E’ l’uovo di Colombo, una soluzione insospettatamente semplice a un problema apparentemente impossibile, al quale nessuno aveva mai pensato, sostituire gli emigranti con i migranti. E ridare vita a un paese abbandonato che stava morendo, attraverso la solidarietà. E così l’accoglienza diventa magicamente una opportunità per chi accoglie e per chi è accolto. Per l’ultimo ciak del film, davanti al palazzetto del municipio si è radunata una folla di giornalisti e curiosi. La troupe al completo ha scelto lo spiazzo più centrale del borgo per girare le ultime scene della fiction. A Riace, per la conclusione delle riprese, è arrivato il produttore Roberto Sessa di Picomedia e il direttore di Rai Fiction, Eleonora “Tinny” Andreatta. Presente anche Chiara Sasso, la responsabile di Recoasol, la Rete nazionale dei Comuni Solidali, autrice del libro “Riace, terra di accoglienza”, che ha ispirato il film su Lucano e guidata la sceneggiatura di Fabio Bonifacci con la collaborazione dello stesso attore protagonista. Una fiction prodotta in cofinanziamento dalla Film Commission Calabria, presieduta da Giuseppe Citrigno. La spesa complessiva si aggira, secondo quanto rivelato dal produttore in persona, intorno ai due milioni e mezzo di euro, con una contribuzione da parte della Regione Calabria di una somma inferiore al 10 per cento dell’intero importo. Sessanta gli attori calabresi che hanno partecipato alla realizzazione della fiction. Tra loro anche immigrati di Riace. Trenta le maestranze tecniche. L’ultima scena si gira ai piedi del grande albero di pino che ripara dai raggi infuocati di un pomeriggio di luglio. Alla base del grande tronco, sotto un piccolo cartello che segna i giorni della protesta di Mino Giordano, i due interpreti protagonisti di tutto il film, Beppe Fiorello e Daniela Marra, alias Anna, sua moglie. Discutono tra loro. Non si sente mosca volare. I due si alzano, lasciano quel luogo, scendono nella piazza sottostante e s’incamminano verso il cuore del borgo dell’accoglienza. Giulio Manfredonia, il regista, segue tutto da uno schermo piazzato a poca distanza, attorniato da produttore e tecnici. Procede come un unico piano sequenza. Poi lancia ad alta voce uno “stop” e la piazza esplode di vitalità.

Colazione al mattino con nduja e soppressata

MOMENTI indimenticabili per tutti, quelli trascorsi a Riace in circa un mese di riprese per la fiction sulla storia del sindaco Domenico Lucano. Al momento di tirare le somme tutti a ricordare aneddoti e curiosità. Ma è soprattutto il rapporto che si è creato nel paese tra addetti ai lavori e cittadini. A ricordare qualcuno di questi momenti è lo stesso Beppe Fiorello. Lo fa sforzandosi di parlare con qualche termine che gli è rimasto particolarmente impresso per le consonanti aspirate tipiche del dialetto del posto. E gli riesce anche un tantino bene. Poi, tra tante altre cose curiose, ricorda che la mattina, quando si apprestavano a iniziare le riprese, molti erano i cittadini che facevano a gara a invitarlo, insieme a tutti quelli della troupe, a fare colazione con nduja e soppressata. «Fin da subito si è creato un bel rapporto con la gente, sempre disponibile e affabile». Fino all’ultimo, anche prima del momento istituzionale di conferimento della cittadinanza onoraria, quando una bambina di Riace si è presentata davanti a Beppe Fiorello per farli una domanda a margine della conferenza stampa conclusiva. «Ti è piaciuto recitare a Riace?» – ha chiesto la bambina all’attore, che senza parole, ha allargato le braccia, rispondendo emozionato con un grande sorriso. Venerdì sera poi il sindaco Lucano ha consegnato all’attore le chiavi della città (ne parliamo nella cronaca di Reggio a pagina 23) e un piccolo quadro realizzato da un immigrato. E così Beppe Fiorello è anche cittadino onorario di Riace.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*