Caulonia, la visita dell’erede di “Vici u Pacciu”, inventore e pioniere del volo

Ila­rio Came­rie­ri Quo­ti­dia­no del Sud CAULONIA – Accom­pa­gna­ta dal mari­to, Dolo­res Rei­nec­ke, nipo­te di Vin­cen­zo Raschel­là, “Vici u Pac­ciu”, l’Icaro di Cau­lo­nia, è arri­va­ta in visi­ta alla casa nata­le del non­no arti­sta, inven­to­re e pio­nie­re del volo. Ad acco­glier­la c’era Enzo Dichie­ra, l’occasionale sco­pri­to­re di Vin­cent Raschel­la (come ven­ne codi­fi­ca­to dagli ame­ri­ca­ni). L’inventore del­la mac­chi­na lustra­scar­pe ed altre inven­zio­ni era nato a di Cau­lo­nia nel 1863. Uomo dal­la per­so­na­li­tà eccen­tri­ca e dal­la gran­de inven­ti­va ave­va stu­dia­to all’Accademia del­le bel­le arti di Roma. Arti­sta di pre­gio che, tra l’altro, par­te­ci­pò al con­cor­so per affre­sca­re la basi­li­ca di Sant’Antonio di Pado­va. La cosa che più di tut­te sal­tò agli occhi è sta­to tro­var­si di fron­te al pri­mo uomo, dopo il leg­gen­da­rio Ica­ro, ad esser­si libra­to in volo. La cosa avven­ne il 10 otto­bre 1889 a Scron­gi, nel­le cam­pa­gne di Cau­lo­nia (a testi­mo­niar­lo l’atto noto­rio sot­to­scrit­to dal sin­da­co pro-tem­po­re ed altri testi­mo­ni). Vin­cen­zo Raschel­là ave­va rea­liz­za­to un alian­te azio­na­to da peda­li che chia­mò “Il Fal­co”.

Il salu­to uffi­cia­le nel­la resi­den­za muni­ci­pa­le dove ad acco­glier­la c’erano il sin­da­co, Nin­ni Ric­cio, Kety Bel­ca­stro, con­si­glie­re metro­po­li­ta­no e Fran­co Cagliu­so, entram­bi ammi­ni­stra­to­ri di Cau­lo­nia e can­di­da­ti a sin­da­co, e Mario Vasi­le dell’associazione 38° Fly Zone. Enzo Dichie­ra, facen­do gli ono­ri di casa, ha intro­dot­to l’attività che sta vol­gen­do il comi­ta­to cul­tu­ra­le “La memo­ria ritro­va­ta” e le dif­fi­col­tà che incon­tra per acqui­si­re l’innumerevole docu­men­ta­zio­ne custo­di­ta pres­so il museo nazio­na­le di New York. Il sin­da­co ha assi­cu­ra­to che una del­le sale del­la casa del­la cul­tu­ra sarà dedi­ca­ta al pio­nie­re del volo. Gli ha fat­to eco Dolo­res Rei­nec­ke che ha dichia­ra­to la volon­tà pro­pria e quel­la del figlio di dona­re a Cau­lo­nia tut­te le ope­re d’arte custo­di­te nel­la loro casa e che si farà pro­mo­tri­ce pres­so gli altri paren­ti affin­chè fac­cia­no altret­tan­to per­chè ven­ga­no espo­ste nel pae­se nata­le del non­no. Tra i doni, la per­ga­me­na del sin­da­co che inter­pre­tan­do i sen­ti­men­ti del­la comu­ni­tà si è dichia­ra­to “rico­no­scen­te” dell’opera dell’illustre con­cit­ta­di­no.

“Mio non­no emi­grò in Ame­ri­ca che era ormai adul­to nel­la spe­ran­za di tro­va­re acco­glien­za per rea­liz­za­re le pro­prie inven­zio­ni ed anche per­chè delu­so dal­la man­ca­ta pro­mes­sa del com­pa­gno di stu­di Vit­to­rio Ema­nue­le III di soste­ner­lo nel­la rea­liz­za­zio­ne del pro­to­ti­po del “Fal­co”. Tra gli stu­di di Vin­cen­zo Raschel­là il Wave Motor, inven­zio­ne per lo sfrut­ta­men­to del­le onde del mare per la pro­du­zio­ne di ener­gia del 1909, altre­sì pro­get­ti e bre­vet­ti custo­di­ti pres­so l’United Sta­tes Patent Offi­ce.

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