Dal Csoa Cartella solidarietà alla Palestina dopo la mossa di Trump su Gerusalemme capitale israeliana

Cen­tro socia­le occu­pa­to Ange­li­na Car­tel­la, Comu­ni­ca­to REGGIO CALABRIA – Stia­mo assi­sten­do, sen­za mol­to stu­po­re ormai, all’ennesima pro­vo­ca­zio­ne in ordi­ne di tem­po con­tro il popo­lo Pale­sti­ne­se. La vio­la­zio­ne di ogni rego­la, a par­ti­re da quel­la del buon sen­so, è lam­pan­te. Il copio­ne è il soli­to: pro­vo­ca­zio­ne, rispo­sta, mas­sa­cri indi­scri­mi­na­ti. Così, i feri­ti ed i mor­ti, come i pez­zi di ter­ri­to­rio arbi­tra­ria­men­te sot­trat­ti gior­no dopo gior­no, esplo­do­no cicli­ca­men­te nel­le gran­di stra­gi, come quel­le cui assi­stia­mo oggi, nell’indifferenza gene­ra­le tra­ve­sti­ta da fle­bi­li rimo­stran­ze. Le leg­gi inter­na­zio­na­li scom­pa­io­no, nascon­den­do­si die­tro inu­ti­li reto­ri­che su dirit­ti a sen­so uni­co a favo­re di chi inva­de; per­man­go­no inve­ce intat­te le dif­fe­ren­ze sostan­zia­li in un pae­se occu­pa­to tra vit­ti­me e car­ne­fi­ci.

E’ l’ennesima tap­pa del pro­get­to di distru­zio­ne di un popo­lo e del­la sua can­cel­la­zio­ne dal­le car­te geo­gra­fi­che e dal­la sto­ria ver­so la solu­zio­ne fina­le. Il soli­to codaz­zo di pen­ni­ven­do­li si fa già cari­co di dare impro­ba­bi­li giu­sti­fi­ca­zio­ni a quan­to si pone al di fuo­ri ed al di sopra di qual­sia­si trat­ta­to inter­na­zio­na­le e del­le nor­me di rela­zio­ni tra i popo­li. Il dirit­to ad esi­ste­re di Israe­le diven­ta il dove­re di scom­pa­ri­re del popo­lo pale­sti­ne­se che da mil­len­ni, da sem­pre, ha abi­ta­to quel­la ter­ra, in bar­ba a qua­lun­que del­le cen­ti­na­ia di riso­lu­zio­ni ONU che richia­ma­no vana­men­te Israe­le al rispet­to dei trat­ta­ti inter­na­zio­na­li e che per i sio­ni­sti non con­ta­no.

La fred­da seve­ri­tà del­la con­ta dei mor­ti già da sola baste­reb­be a ren­de­re con­to di chi sia l’aggressore e di chi l’aggredito, anche in quest’ultima pro­vo­ca­zio­ne, e di chi sia il dirit­to ad esi­ste­re tra un popo­lo che resi­ste ed un eser­ci­to occu­pan­te. Le debo­li pro­te­ste dei gover­ni occi­den­ta­li su quan­to sta suc­ce­den­do nel­la Pale­sti­na occu­pa­ta e dell’apartheid, ed in quel­la par­te del mon­do che si sta peri­co­lo­sa­men­te desta­bi­liz­zan­do, non spo­sta­no di una vir­go­la l’arrogante per­vi­ca­cia di chi abu­sa siste­ma­ti­ca­men­te del dirit­to del più for­te.

Ma la sto­ria ci inse­gna che anche quel­lo che si cre­de­va incrol­la­bi­le è crol­la­to e che i geno­ci­di pri­ma o poi paga­no il loro prez­zo. Nel frat­tem­po, in un mon­do che va sem­pre più a roto­li per la stu­pi­di­tà e l’ingordigia di alcu­ni, la soli­da­rie­tà dei popo­li è anco­ra e sem­pre l’unica rispo­sta.

Anco­ra e sem­pre a fian­co del­la resi­sten­za del popo­lo pale­sti­ne­se!

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