Depone come teste al processo sulla ndrangheta in Lombardia il fratello di Mino Reitano

MILANO – "Andai a tro­va­re Zam­bet­ti per chie­de­re un favo­re per il mio gene­ro, per­ché lo aiu­tas­se a tro­va­re lavo­ro in qual­che uffi­cio regio­na­le". Lo ha spie­ga­to Vin­cen­zo Rei­ta­no, fra­tel­lo del can­tau­to­re cala­bre­se Mino Rei­ta­no mor­to il 27 gen­na­io 2009, ascol­ta­to come teste a Mila­no nel pro­ces­so a cari­co dell'ex asses­so­re regio­na­le alla Casa Dome­ni­co Zam­bet­ti e di altre per­so­ne coin­vol­te in un'inchiesta sull'infiltrazione del­la ndran­ghe­ta in Lom­bar­dia. Vin­cen­zo Rei­ta­no, anche lui musi­ci­sta, ha rife­ri­to di aver cono­sciu­to Zam­bet­ti, accu­sa­to di voto di scam­bio con i boss alle ele­zio­ni regio­na­li del 2010, in occa­sio­ne di uno spet­ta­co­lo nel Mila­ne­se in memo­ria del fra­tel­lo e di "una cena elet­to­ra­le in via Vin­cen­zo Mon­ti" a Mila­no.

"Non mi ha mai chie­sto di rac­co­glie­re voti a suo favo­re", ha sot­to­li­nea­to rispon­den­do alle doman­de del pm del­la Dda di Mila­no Giu­sep­pe D'Amico. All'epoca, infat­ti, Vin­cen­zo Rei­ta­no, soste­ne­va "un'altra cor­ren­te" del Pdl. In segui­to avreb­be chie­sto quin­di aiu­to all'ex asses­so­re per "tro­va­re lavo­ro" al gene­ro, com­mer­cia­li­sta. Tra gli impu­ta­ti, oltre a Zam­bet­ti, ci sono l'ex sin­da­co di Sedria­no, il Comu­ne dell'hinterland mila­ne­se sciol­to per mafia, Alfre­do Cele­ste, e Ambro­gio Cre­spi, il fra­tel­lo di Lui­gi, l'ex son­dag­gi­sta di Sil­vio Ber­lu­sco­ni. Tra i testi­mo­ni, è sta­to ascol­ta­to oggi anche un ex asses­so­re del Comu­ne di Bof­fa­lo­ra (Mila­no), Pao­lo Bono­mel­li, tito­la­re di un'impresa edi­le che si sareb­be fat­to pre­sta­re una som­ma di dena­ro dal pre­sun­to boss Saba­ti­no Di Gril­lo. "Abbia­mo paga­to milio­ni di euro di tas­se e quan­do abbia­mo chie­sto alla ban­ca un pre­sti­to da 10mi­la euro non ce l'hanno con­ces­so – ha spie­ga­to -. Qua­si sem­pre ci si rivol­ge alle per­so­ne sba­glia­te per biso­gno di dena­ro".

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