Di Maio ordina, lei dice no. Dalla Calabria schiaffo al capo grillino

Iltempo.it ROMA – Si mol­ti­pli­ca­no le resi­sten­ze alla "svol­ta" impres­sa da Di Maio al MoVi­men­to 5 Stel­le, in par­ti­co­la­re per quan­to riguar­da la scel­ta di spon­so­riz­za­re can­di­da­ti "civi­ci" alle Regio­na­li per far dige­ri­re alla base l'alleanza con il Pd.

Sta­vol­ta lo schiaf­fo al capo gril­li­no arri­va dal­la Cala­bria, e in par­ti­co­la­re dal­la depu­ta­ta "orto­dos­sa" Dali­la Nesci, che ave­va avan­za­to la pro­pria can­di­da­tu­ra per la pol­tro­na di pre­si­den­te del­la Regio­ne. Can­di­da­tu­ra che Di Maio ha boc­cia­to ma che la Nesci ha inve­ce con­fer­ma­to, ribel­lan­do­si aper­ta­men­te alla stra­te­gia mes­sa in cam­po dal capo poli­ti­co.

''Dali­la è intel­li­gen­te – ave­va det­to Di Maio in un col­lo­quio con il Fat­to – e sa che non si può fare. Abbia­mo del­le rego­le e van­no rispet­ta­te. Non esi­sto­no dero­ghe".

La depu­ta­ta ha repli­ca­to dal­la pro­pria pagi­na Face­book: "Caro Lui­gi, leg­gen­do le tue ras­si­cu­ra­zio­ni cir­ca la mia intel­li­gen­za ti rin­gra­zio per aver­le fat­te, di que­sti tem­pi fre­quen­tan­do i palaz­zi del­la poli­ti­ca a qual­cu­no potreb­be­ro esser sor­ti dei dub­bi. Sen­to il dove­re e la neces­si­tà di pro­por­re un'alternativa ai model­li elet­to­ra­li 'civi­ci' che hai deci­so di spe­ri­men­ta­re cam­bian­do le rego­le del M5s, model­li che sen­za garan­zie a mio avvi­so rin­ne­ga­no le moti­va­zio­ni che ci han­no gene­ra­to".

"Non pos­sia­mo scon­fes­sa­re – ha con­ti­nua­to la Nesci – il fat­to che noi sia­mo nati per esse­re alter­na­ti­va cre­di­bi­le e vera a quel siste­ma di spec­chi rifles­si di cui si sono ser­vi­ti i par­ti­ti: se oggi peschia­mo nel cosid­det­to 'civi­smo' come foglia di fico per­ché non abbia­mo crea­to i pre­sup­po­sti orga­niz­za­ti­vi per la for­ma­zio­ne di una clas­se diri­gen­te all'altezza del­le respon­sa­bi­li­tà che ormai il popo­lo ci ha con­se­gna­to, noi abbia­mo il dove­re di por­vi rime­dio. Per que­sti moti­vi, in atte­sa di una stra­te­gia più deli­nea­ta per la Cala­bria, io riman­go a dispo­si­zio­ne con la mia pro­po­sta di can­di­da­tu­ra alla Pre­si­den­za del­la Regio­ne; pro­po­sta che non cre­do deb­ba esse­re 'giu­di­ca­ta' (né tan­to meno inci­den­tal­men­te), ma vaglia­ta con la serie­tà che deve con­trad­di­stin­gue­re una for­za poli­ti­ca, ancor di più la nostra che è gio­va­ne ed in evo­lu­zio­ne sin dal­la nasci­ta".

"Se il M5s, dopo 10 anni di vita, rinun­cia nel­le com­pe­ti­zio­ni ter­ri­to­ria­li alla sua voca­zio­ne di aggre­ga­to­re di garan­zia del­le ener­gie sane ed inno­va­ti­ve del­la socie­tà, se il M5s rinun­cia alla sua fun­zio­ne di incar­na­zio­ne del cam­bia­men­to con can­di­da­tu­re lim­pi­de e ripie­ga su com­pro­mes­si al ribas­so, in quel caso il MoVi­men­to per­de la sua ragio­ne di esi­ste­re" la duris­si­ma con­clu­sio­ne.

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