Dopo 9 mesi, "Il Garantista" è già in crisi: sciopero delle firme dei giornalisti

Giornalisticalabria.it "CARI LETTORI, nono­stan­te le ripe­tu­te pro­mes­se da par­te del­la socie­tà edi­tri­ce, per l'ennesima vol­ta mol­ti gior­na­li­sti si ritro­va­no sen­za sti­pen­dio. Una situa­zio­ne intol­le­ra­bi­le, che va pur­trop­po a lede­re la qua­li­tà del pro­dot­to che pun­tual­men­te arri­va ogni mat­ti­na in edi­co­la, che si pro­trae ine­so­ra­bil­men­te sin dai pri­mi pas­si di que­sta gio­va­ne testa­ta". Nove mesi e mez­zo dopo l'uscita del pri­mo nume­ro, i gior­na­li­sti del­le "Cro­na­che del Garan­ti­sta" rom­po­no "un lun­go silen­zio" e, con un comu­ni­ca­to sin­da­ca­le, pub­bli­ca­to nell'edizione di ieri del quo­ti­dia­no diret­to da Pie­ro San­so­net­ti, si rivol­go­no diret­ta­men­te ai let­to­ri infor­man­do­li su "cosa sta acca­den­do e con quan­ti sacri­fi­ci i gior­na­li­sti con­ti­nua­no a garan­ti­re l'uscita di un pro­get­to senz'altro libe­ro, a vol­te dis­sa­cran­te, nuo­vo per que­sta ter­ra". "Per la stes­sa cor­ret­tez­za con cui abbia­mo per­mes­so che Il Garan­ti­sta vi tenes­se com­pa­gnia quo­ti­dia­na­men­te dal­lo scor­so 18 giu­gno – denun­cia­no i gior­na­li­sti – oggi voglia­mo far­vi sape­re che se una di que­ste mat­ti­ne non dove­ste tro­var­ci in edi­co­la sarà per­ché abbia­mo deci­so di incro­cia­re le brac­cia". Oggi il Comi­ta­to di reda­zio­ne rin­ca­ra la dose sot­to­li­nean­do che "nono­stan­te le diver­se ras­si­cu­ra­zio­ni arri­va­te, pri­ma e dopo la pub­bli­ca­zio­ne del­la nostra comu­ni­ca­zio­ne sin­da­ca­le dell'edizione di ieri, anco­ra oggi mol­ti gior­na­li­sti sono sen­za sti­pen­dio".

"Con la stes­sa cor­ret­tez­za con cui in que­sti mesi abbia­mo garan­ti­to l'arrivo del gior­na­le – affer­ma­no i gior­na­li­sti del Garan­ti­sta – ogni mat­ti­na in edi­co­la, oggi, 2 apri­le 2015, con­ti­nuia­mo a infor­mar­vi e tener­vi com­pa­gnia, adot­tan­do però una pri­ma for­ma di pro­te­sta nei con­fron­ti del­la socie­tà edi­tri­ce. Abbia­mo, così, deci­so di rimuo­ve­re ogni fir­ma dal gior­na­le. Una scel­ta sof­fer­ta, ma neces­sa­ria per pren­de­re una posi­zio­ne net­ta davan­ti a chi, con la stes­sa nostra cor­ret­tez­za, dovreb­be garan­ti­re lo sti­pen­dio ai suoi dipen­den­ti. Capi­re­te che nul­la è cam­bia­to se nei pros­si­mi gior­ni non ci tro­ve­re­te in edi­co­la". Nell'esprimere "pie­na e con­vin­ta soli­da­rie­tà ai col­le­ghi in lot­ta per riven­di­ca­re il più sacro­san­to dirit­to dei lavo­ra­to­ri (la retri­bu­zio­ne)", il segre­ta­rio del Sin­da­ca­to Gior­na­li­sti del­la Cala­bria, Car­lo Pari­si, si dice "for­te­men­te pre­oc­cu­pa­to dal pre­ci­pi­ta­re degli even­ti in una real­tà edi­to­ria­le nei con­fron­ti del­la qua­le, pur­trop­po, ancor pri­ma del debut­to, il Sin­da­ca­to dei gior­na­li­sti è sta­to faci­le pro­fe­ta espri­men­do serie riser­ve in mate­ria di soste­ni­bi­li­tà dell'impresa". Pari­si ricor­da che, "nono­stan­te la bre­ve vita del gior­na­le, i redat­to­ri accu­sa­no cro­ni­ci ritar­di nell'erogazione degli sti­pen­di, indie­tro anche di quat­tro mesi, men­tre la mag­gior par­te dei col­la­bo­ra­to­ri (paga­ti una vol­ta sola) viag­gia già con oltre sei mesi di ritar­do. Una situa­zio­ne dram­ma­ti­ca che, il 13 feb­bra­io scor­so, ha spin­to il Comi­ta­to di reda­zio­ne ed il Sin­da­ca­to Gior­na­li­sti del­la Cala­bria, su dele­ga dell'Assemblea dei gior­na­li­sti, a sot­to­scri­ve­re il con­trat­to di soli­da­rie­tà per scon­giu­ra­re il licen­zia­men­to col­let­ti­vo di 23 lavo­ra­to­ri dichia­ra­ti in esu­be­ro su un orga­ni­co di 57". 

"Come, pur­trop­po, pre­vi­sto, anche l'applicazione dell'ammortizzatore socia­le – spie­ga Car­lo Pari­si – si è rive­la­ta insuf­fi­cien­te a fron­teg­gia­re la cri­si del gior­na­le che, il 16 gen­na­io scor­so, ave­va indot­to la Socie­tà Coo­pe­ra­ti­va Gior­na­li­sti Indi­pen­den­ti, edi­tri­ce del gior­na­le, ad avvia­re la pro­ce­du­ra di licen­zia­men­to col­let­ti­vo per ridu­zio­ne di per­so­na­le, ai sen­si del­la leg­ge 223/1991 per 19 gior­na­li­sti dei 49 assun­ti con con­trat­to nazio­na­le Fnsi-Fieg (3 capi ser­vi­zio, 14 redat­to­ri, 2 pra­ti­can­ti) e 4 poli­gra­fi­ci su 8. Il calen­da­rio pre­ve­de­va, infat­ti, 14 licen­zia­men­ti entro il 28 feb­bra­io e 9 entro il 31 mar­zo". Dopo un mese di incon­tri e trat­ta­ti­ve, affi­da­te dall'Assemblea dei gior­na­li­sti al segre­ta­rio del Sin­da­ca­to Gior­na­li­sti del­la Cala­bria, Car­lo Pari­si, assi­sti­to dall'avv. Maria­gra­zia Mam­mì dell'Ufficio Lega­le, ed al Comi­ta­to di reda­zio­ne (Fran­ce­sco Alto­mon­te, Camil­lo Giu­lia­ni, Clau­dio Laba­te, Erri­co Novi, Ange­la Pan­ze­ra, Gui­do Scar­pi­no ed il rap­pre­sen­tan­te dei col­la­bo­ra­to­ri ester­ni Anna­li­sa Costan­zo), la ver­ten­za sem­bra­va chiu­sa con la fir­ma dell'accordo sin­da­ca­le con la Socie­tà Coo­pe­ra­ti­va Gior­na­li­sti Indi­pen­den­ti, rap­pre­sen­ta­ta dal pre­si­den­te Andrea Cuz­zo­crea, che pre­ve­de l'applicazione del con­trat­to di soli­da­rie­tà nei con­fron­ti di 38 gior­na­li­sti assun­ti con con­trat­to di lavo­ro dipen­den­te Fieg-Fnsi e 7 poli­gra­fi­ci, per un perio­do di 24 mesi, dal 16 feb­bra­io 2015 al 15 feb­bra­io 2017, nel­la misu­ra del 40 per cen­to del­la ridu­zio­ne dell'orario di lavo­ro in moda­li­tà ver­ti­ca­le (inte­re gior­na­te non lavo­ra­te). Così non è sta­to e, dun­que, dopo la pro­cla­ma­zio­ne del­lo sta­to di agi­ta­zio­ne, sin dal mese di dicem­bre, e la con­se­gna al Cdr di un pac­chet­to di tre gior­na­te di scio­pe­ro "come con­se­guen­za del man­ca­to rispet­to degli accor­di e dei con­ti­nui e ormai inso­ste­ni­bi­li ritar­di da par­te del­la socie­tà nel ver­sa­re gli sti­pen­di al per­so­na­le", i gior­na­li­sti del­le "Cro­na­che del Garan­ti­sta" han­no dovu­to ama­ra­men­te con­sta­ta­re che "nul­la è cam­bia­to, soprat­tut­to in tema di auspi­ca­to ingres­so di nuo­ve for­ze a soste­gno eco­no­mi­co dell'azienda".

Ine­vi­ta­bi­le la pro­te­sta, auto­riz­za­ta dall'assemblea del 3 feb­bra­io scor­so (39 voti a favo­re, 2 con­tra­ri e 4 aste­nu­ti), che, in assen­za di fat­ti con­cre­ti, fini­rà per sfo­cia­re nel bloc­co del gior­na­le. "Una pro­te­sta civi­le, legit­ti­ma, sacro­san­ta – con­clu­de Car­lo Pari­si – che i gior­na­li­sti, con gran­de sen­so di respon­sa­bi­li­tà, per lun­go tem­po han­no volu­to evi­ta­re, ma che ades­so li costrin­ge a dire basta ai con­ti­nui rin­vii ed alle pro­mes­se non man­te­nu­te, nono­stan­te gli enor­mi sacri­fi­ci soste­nu­ti da quan­ti han­no volu­to cre­de­re in un'impresa "fol­le e teme­ra­ria", così come l'ha defi­ni­ta lo stes­so diret­to­re Pie­ro San­so­net­ti, "par­ti­ta con­tro­cor­ren­te da Reg­gio Cala­bria per affer­ma­re tre valo­ri fon­da­men­ta­li: liber­tà, garan­ti­smo e meri­dio­na­li­smo". "Impre­sa fol­le e teme­ra­ria" che, nono­stan­te gli apprez­za­bi­li riscon­tri in Cala­bria (cir­ca 3500 copie in edi­co­la), per gli ele­va­ti costi non è riu­sci­ta a rag­giun­ge­re gli obiet­ti­vi, anche mini­mi, di ven­di­ta e di distri­bu­zio­ne, soprat­tut­to a livel­lo nazio­na­le", rischian­do seria­men­te di met­te­re a repen­ta­glio il posto dei 57 lavo­ra­to­ri, mol­ti dei qua­li già bru­tal­men­te appie­da­ti dal disa­stro­so epi­lo­go dell'Ora del­la Cala­bria.

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