Genova, la Dia sequestra beni per 10 milioni di euro. Il provvedimento riguarda tre imprese sospettate di legami con la ndrangheta

ROMA – La Dire­zio­ne Inve­sti­ga­ti­va Anti­ma­fia di Geno­va, in col­la­bo­ra­zio­ne con per­so­na­le del­la Poli­zia di Sta­to di Savo­na, sta ese­guen­do un seque­stro pre­ven­ti­vo di beni azien­da­li del valo­re di cir­ca 10 milio­ni di euro, ricon­du­ci­bi­li ai fra­tel­li Fotia, Pie­tro, Fran­ce­sco e Dona­to e nei con­fron­ti di Cria­co Giu­sep­pe e Casa­no­va Remo. Il prov­ve­di­men­to riguar­da tre impre­se, "SCAVO-TER s.r.l.", "P.D.F. s.r.l." e "SE.LE.NI. s.r.l.", impe­gna­te nel­la rea­liz­za­zio­ne di appal­ti pub­bli­ci, ope­re edi­li e movi­men­to ter­ra. Gli inda­ga­ti sono accu­sa­ti del delit­to di inte­sta­zio­ne fit­ti­zia di beni. Alle 11.00 avrà luo­go una con­fe­ren­za stam­pa pres­so la sede del­la DIA di Geno­va, nel cor­so del­la qua­le saran­no for­ni­ti mag­gio­ri det­ta­gli.

GENOVA – Ave­va­no mes­so le mani su can­tie­ri a Geno­va e anche a Mila­no i fra­tel­li Pie­tro, Fran­ce­sco e Dona­to Fotia ai qua­li la Dia di Geno­va ha seque­stra­to beni per 10 milio­ni di euro al ter­mi­ne di inda­gi­ni sca­tu­ri­te dai con­trol­li sui lavo­ri nel tor­ren­te Pol­ce­ve­ra a Geno­va nei qua­li ope­ra­va­no le socie­tà a respon­sa­bi­li­tà limi­ta­ta Sca­vo­ter e Pdf. Gli inve­sti­ga­to­ri sono riu­sci­ti a risa­li­re ai veri aggiu­di­ca­ta­ri del subap­pal­to: i fra­tel­li Fotia ave­va­no crea­to nuo­ve socie­tà inte­stan­do­le a pre­sta­no­me ma di fat­to gesten­do­le in pri­ma per­so­na. Tra i lavo­ri che ave­va­no cer­ca­to di aggiu­di­car­si, anche alcu­ne ope­re com­mis­sio­na­te dal­la Bicoc­ca di Mila­no. Dopo l'arresto del boss Ninet­to Gul­la­ce, capo del­la più impor­tan­te 'loca­le' del­la 'ndran­ghe­ta nel Nord Ove­st arre­sta­to a savo­na "e l'operazione di oggi – ha det­to il colon­nel­lo San­dro San­dul­li che gui­da la Dia geno­ve­se -, ci ren­dia­mo sem­pre più con­to che sul ter­ri­to­rio del­la Ligu­ria ci sono strut­tu­re orga­niz­za­te e pre­sen­ti da tem­po. Le atti­vi­tà di inda­gi­ne e le ulti­me ope­ra­zio­ni dimo­stra­no la pre­sen­za con­so­li­da­ta di grup­pi di 'ndran­ghe­ta atti­vi in diver­si set­to­ri eco­no­mi­ci e in par­ti­co­la­re gli appal­ti. Ci sono rap­por­ti soli­di con la fami­glia dell'ndrangheta di Afri­co, ege­mo­ne sul ter­ri­to­rio cala­bre­se e con un ruo­lo impor­tan­te negli equi­li­bri del­la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta: nel cor­so del­le atti­vi­tà inve­sti­ga­ti­ve sono emer­si lega­mi di tipo fami­lia­re come matri­mo­ni ma anche ami­ci­zie e fre­quen­ta­zio­ni di lun­go cor­so".

La Scavo-Ter è la prima azienda di movimento terra della provincia di Savona “Noi fratelli Fotia imprenditori incensurati, altro che mafiosi! Non abbiamo nulla da nascondere e da vergognarci” La “Tributaria” è da un anno al lavoro. I rapporti con 5 banche e i grandi fornitori. La campagna “denigratoria”? Il primo dispiacere per la Gronda di Genova. Trucioli pubblica bilanci, certificati penali, denunce e fotografie della moderna sede di Vado Ligure

Lucia­no Cor­ra­do Truciolisavonesi.it VADO LIGURE – La Sca­vo- Ter s.r.l. può van­ta­re di esse­re diven­ta­ta la pri­ma dit­ta per il “movi­men­to ter­ra” del­la pro­vin­cia di Savo­na. A libro matri­co­la una cin­quan­ti­na di dipen­den­ti (due soli i cit­ta­di­ni stra­nie­ri), una set­tan­ti­na di auto­mez­zi tra camion e esca­va­to­ri, quat­tro i geo­me­tri. Una moder­na e spa­zio­sa sede nel­la val­le di Vado (vedi…). In que­sto momen­to sono atti­vi una tren­ti­na di can­tie­ri e rap­por­ti di lavo­ro-col­la­bo­ra­zio­ne con altret­tan­te socie­tà impren­di­to­ria­li. Un bilan­cio “cer­ti­fi­ca­to” che nel 2009 ha rag­giun­to qua­si 8 milio­ni di euro (16 miliar­di del­le vec­chie lire) e nei pri­mi mesi del 2010 il fat­tu­ra­to è di 3 milio­ni 781.506 euro. Tra i prin­ci­pa­li for­ni­to­ri figu­ra­no “Bec­car­la Srl”, Vegom Gom­me, Ive­co Ligu­ria Disel, Mer­ce­des Auto­no­van­ta, Cater­pil­lar, Hita­chi. Oltre alla Sca­vo-Ter, ope­ra una secon­da socie­tà: Acqua­vi­va srl. Le due socie­tà han­no rap­por­ti con cin­que diver­si isti­tu­ti di cre­di­to pre­sen­ti nel savo­ne­se e dal dicem­bre 2005 la loro prin­ci­pa­le fon­te di finan­zia­men­to sca­tu­ri­sce da “Inte­sa Medio­fac­to­ring”, in via Gui­do­bo­no, a Savo­na. L’Amministrazione pro­vin­cia­le ha di recen­te auto­riz­za­to l’apertura di un nuo­vo cen­tro di rici­clo per mate­ria­le non inqui­nan­te, a Vado Ligu­re. Si sono aggiu­di­ca­ti gare d’appalto con il Comu­ne di Savo­na: demo­li­zio­ne del mer­ca­to di Piaz­za Bolo­gna e rea­liz­za­zio­ne giar­di­ni; demo­li­zio­ne e rico­stru­zio­ne del vec­chio cani­le comu­na­le, ma anche l’acquisto e la tra­sfor­ma­zio­ne in allog­gi dell’ex Odon­to­tec­ni­co di via De Ami­cis. L’operazione box di via Bea­to Otta­via­no (Vil­let­ta). Anche l’Autorità Por­tua­le ha dato loro fidu­cia con la rea­liz­za­zio­ne di un’ampia area di aiuo­le nel­la zona di Ber­geg­gi. Nell’interporto di Vado la rea­liz­za­zio­ne di un nuo­vo magaz­zi­no. Un fab­bri­ca­to pro­dut­ti­vo a Savo­na, in zona Paip. La demo­li­zio­ne dell’ex Par­co Doria. Tan­to per cita­re i “fio­ri all’occhiello” del depliant illu­stra­ti­vo. Per­ché ci occu­pia­mo di “Sca­vo-Ter”? Lo ave­va­mo già fat­to qua­si un anno fa. Dell’azienda di Savo­na, iscrit­ta all’Unione Indu­stria­li (le quo­te asso­cia­ti­ve si paga­no in base al nume­ro dei dipen­den­ti), abbia­mo scrit­to pure il mese scor­so. Anco­ra una vol­ta per ripren­de­re il con­te­nu­to di un arti­co­lo del blog “Casa del­la Lega­li­tà e del­la Cul­tu­ra”, Onlus che ha sede a Geno­va ed ha fat­to del­la lot­ta alla cri­mi­na­li­tà mafio­sa, uno dei caval­li di bat­ta­glia. Tra que­re­le e richie­ste dan­ni. Sen­za peral­tro demor­de­re, indie­treg­gia­re. Una pun­ta­ta è sta­ta dedi­ca­ta (già il 7 apri­le 2010) pro­prio alla Sca­vo-ter. Le pri­me righe: “La fami­glia Fotia è fami­glia di Afri­co… e fami­glia di ‘ndran­ghe­ta. In Ligu­ria i Fotia sono la Sca­vo-Ter, quin­di impren­di­to­ri che si sono fat­ti da soli. Ope­ra­no prin­ci­pal­men­te nel ponen­te dove il rac­ket incen­dia i mez­zi nei can­tie­ri, ma non quel­li dei Fotia, dei Faz­za­ri &Gul­la­ce (o degli ami­ci di Mamo­ne, Guar­nac­cia e Ste­fa­nel­li). No, quan­do gli appal­ti e le con­ces­sio­ni le han­no loro tut­to fila liscio, anzi di più, per­ché vi è come una rin­cor­sa da par­te del­le Pub­bli­che ammi­ni­stra­zio­ni, sino alla Regio­ne Ligu­ria, a far si che tut­to vada sem­pre nel ver­so giu­sto…”. Non solo. Un espo­sto urgen­te invia­to al Con­si­glio Supe­rio­re del­la Magi­stra­tu­ra il 21 set­tem­bre 2009 del­la stes­sa Casa del­la Lega­li­tà ha come “ogget­to”: “Atti­vi­tà pres­so l’ufficio del­la pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca di Savo­na e gra­vi pub­bli­che dichia­ra­zio­ni del Pm Alber­to Lan­dol­fi (già ogget­to di pro­nun­cia­men­to da par­te del Csm nel 1988) con con­se­guen­te gra­ve dan­no per il pre­sti­gio e l’autorevolezza del­la magi­stra­tu­ra e dei magi­stra­ti impe­gna­ti nell’attività di con­tra­sto alle orga­niz­za­zio­ni di stam­po mafio­so”. Tra le altre cose si par­la di “pro­ce­di­men­ti segui­ti dal Pm Lan­dol­fi, con la dichia­ra­zio­ne di “non luo­go a pro­ce­de­re” per fat­ti gra­vis­si­mi lega­ti alle vicen­de Ita­lia­na Coke, con sospet­to ince­ne­ri­men­to di mate­ria­le Far­mo­plant denun­cia­to dai lavo­ra­to­ri, la Maz­zuc­ca disca­ri­ca di tossico-nocivi…aree ex Agri­mont, disca­ri­ca abu­si­va di rifiu­ti spe­cia­li ed indu­stria­li nel pie­no cen­tro di Cai­ro…” E anco­ra: “Inchie­ste e inda­gi­ni di Lan­dol­fi “per pro­cu­ra­to allar­me” che si sono tra­sfor­ma­te in vere e pro­prie ves­sa­zio­ni e per­se­cu­zio­ni giu­di­zia­rie nei con­fron­ti dei tec­ni­ci (oltre ai peri­ti anche del­la Asl) di dipen­den­ti di azien­de di smaltimento…e di gior­na­li­sti quali…Numa de La Stam­pa e Meni­cuc­ci allo­ra del­la testa­ta Pano­ra­ma”. Ad un cer­to pun­to, l’esposto al Con­si­glio Supe­rio­re del­la Magi­stra­tu­ra, di cui non sono noti even­tua­li svi­lup­pi o archi­via­zio­ni, cita “…atti­vi­tà del­la fami­glia Fotia, oltre a quel­le del­la ‘ndran­ghe­ta che vedo­no sia la pre­sen­za dei Gul­la­ce-Raso-Alba­ne­se, sia quel­la dei Fame­li e l’indicazione inve­sti­ga­ti­va per cui anche a Savo­na sia pre­sen­te un “loca­le” del­la ‘ndrangheta….e anco­ra le inchie­ste del­la Pro­cu­ra di Geno­va in ordi­ne alla fami­glia Mamo­ne ha fat­to emer­ge­re lavo­ri stra­da­li ed edi­li del noto Vin­cen­zo Ste­fa­nel­li dell’omonima fami­glia resi­den­te ed ope­ran­te a Varaz­ze e già coin­vol­to in ope­ra­zio­ni antimafia….inoltre Car­me­lo Gul­la­ce….”. Nell’esposto del­la “Casa del­la Lega­li­tà” al CSM si asse­ri­sce che di fron­te a que­sti sce­na­ri, il magi­stra­to Lan­dol­fi abbia dichia­ra­to pub­bli­ca­men­te (fra­si ripre­se dai gior­na­li loca­li) duran­te un dibat­ti­to al liceo Del­la Rove­re: …”Nel savo­ne­se, ma in tut­ta la Ligu­ria non abbia­mo pro­ble­mi lega­ti alla cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta. Esi­sto­no for­se solo dei rigur­gi­ti lega­ti ai vin­co­li esi­sten­ti tra qual­che fami­glia anco­ra resi­den­te qui con nuclei mala­vi­to­si, ma sen­za conseguenze…qualcosetta c’era sta­to, ma ver­so la fine degli anni ’80 e gli ini­zi del ‘90”. E la ragio­ne del ripu­dio ? “La gen­te di que­sta ter­ra è liti­gio­sa, si arrab­bia, ma non accet­ta la cul­tu­ra del­la vio­len­za, anzi la rifug­ge”. E sul blog di Pie­tra Ligu­re (Acta Diur­na) Lan­dol­fi ha scrit­to che gra­zie alla inces­san­te e lun­ga atti­vi­tà di repres­sio­ne e con­fi­sca dei beni che ha pro­dot­to risul­ta­ti posi­ti­vi, oggi non si può soste­ne­re che un’organizzazione mafio­sa sia atti­va e ope­ran­te in pro­vin­cia di Savo­na. “Chi lo affer­ma, o è in mala­fe­de, o è un igno­ran­te”. L’ultimo maci­gno –peral­tro rima­sto sen­za stra­sci­chi pub­bli­ci per quan­to è dato a sape­re dai mass-media – del­la Casa del­la Lega­li­tà del 7 apri­le, che rin­ca­ra inve­ce la dose e pun­ta l’indice pro­prio sull’attività e sul­la pre­sen­za “mafio­sa” del­la Sca­vo-Ter” nel pano­ra­ma savo­ne­se. L’INTERVISTA A PIETRO FOTIA Qua­le è sta­ta la vostra rea­zio­ne, dopo aver let­to l’articolo di Tru­cio­li, sul­la base di quan­to rife­ri­to dal­la Casa del­la Lega­li­tà, in cui si descri­ve­va­no accu­se e si pone­va­no inquie­tan­ti inter­ro­ga­ti­vi? E’ per que­sta ragio­ne che ho deci­so di chia­mar­vi. Per il resto ho dato inca­ri­co a due lega­li, uno di Savo­na, l’altro di Geno­va. Que­ste accu­se di mafio­si­tà qual­cu­no dovrà spie­gar­me­le, ad ini­zia­re dal­le Isti­tu­zio­ni demo­cra­ti­che. E sono fidu­cio­so per­ché con i miei due fra­tel­li, Dona­to e Fran­ce­sco, né dob­bia­mo ver­go­gnar­ci, né abbia­mo traf­fi­ci loschi e tan­to­me­no mafio­si da nascon­de­re. Vie­ne natu­ra­le chie­der­si qua­le sia la ragio­ne del vostro suc­ces­so impren­di­to­ria­le… Sono e sia­mo un libro aper­to. Da un anno è in cor­so una veri­fi­ca del­la Guar­dia di Finan­za, nucleo di poli­zia tri­bu­ta­ria di Savo­na. Un anno di accer­ta­men­ti e sono sere­no. Loro diran­no se meri­tia­mo di esse­re tac­cia­ti per impren­di­to­ri mafio­si. La nostra asce­sa, la nostra vera for­tu­na è scrit­ta pro­prio nei bilan­ci; pri­ma del­la Edil­set­te (vedi…..), poi Sca­vo­ter e Acqua­vi­va. Il sub appal­to con la spa­gno­la Fer­ro­vial Agro­man Sa per i lavo­ri di rad­dop­pio del­la fer­ro­via San Loren­zo al Mare-Ando­ra ci ha fat­to fare un gros­so bal­zo… Spie­ghi pure, è inte­res­san­te. Per­so­nal­men­te nel 1994 ho rice­vu­to i sol­di di un risar­ci­men­to dal­lo Sta­to. Nel 1995 i pri­mi pas­si nel mon­do del­la pic­co­la impre­sa, con i miei fra­tel­li, Fran­ce­sco e Dona­to. I pri­mi lavo­ri edi­li, poi l’acquisto di un esca­va­to­re, di un camion (1998). Sia­mo tre fami­glie a lavo­ra­re sodo e pure mio padre ci da un mano. Quan­do si è pre­sen­ta­ta l’occasione del sub appal­to Fer­ro­vial abbia­mo tro­va­to por­te aper­te. Mi sono pre­sen­ta­to in banca…”Se lavo­ra­te con que­sta socie­tà vi assi­cu­ria­mo tut­to il cre­di­to neces­sa­rio e vi garan­tia­mo anche il paga­men­to del­le fatture”…Ora chie­do: “il grup­po ban­ca Inte­sa aiu­ta i “mafio­si”? E aggiun­go. Pote­va­mo pren­de­re quei lavo­ri ad una con­di­zio­ne. Dispor­re di mez­zi mec­ca­ni­ci ade­gua­ti, all’avanguardia. Non ho cer­ca­to appog­gi per met­ter­mi in con­tat­to con la Fer­ro­vial. Cer­ca­va­no ruspe par­ti­co­la­ri, bul­do­zer apri­pi­sta, men­tre noi usa­va­mo pale mec­ca­ni­che. Ebbe­ne ci sia­mo dati da fare. Abbia­mo avu­to la pos­si­bi­li­tà di noleg­gia­re dall’azienda Cater­pil­ler. Nes­sun acqui­sto. E ci sia­mo impe­gna­ti al mas­si­mo, sen­za sosta, saba­to e dome­ni­ca. Dicia­mo che si è semi­na­to bene; la Fer­ro­vial ci ha pure affi­da­to il movi­men­to ter­ra. Ven­ti milio­ni di euro di lavo­ri, non sono noc­cio­li­ne. E’ in que­sto con­te­sto che sia­mo riu­sci­ti, sen­za cul­lar­ci, a crea­re una strut­tu­ra impren­di­to­ria­le di suc­ces­so, capa­ce di movi­men­ta­re anche 5 mila metri cubi di ter­ra al gior­no”. E ora i rap­por­ti con Fer­ro­vial, anche alla luce del­le inda­gi­ni che si sono sus­se­gui­te su più fron­ti? Noi non sia­mo sta­ti mai “toc­ca­ti”, coin­vol­ti. Eppu­re non cre­do di aver avu­to trat­ta­men­ti di favo­re. Del resto come dimo­stra­no i cer­ti­fi­ca­ti pena­li (vedi….) sia­mo tre fra­tel­li incen­su­ra­ti, non abbia­mo cari­chi pen­den­ti. Non sia­mo mai sta­ti con­vo­ca­ti né come inda­ga­ti, né testi­mo­ni per inchie­ste, inda­gi­ni. Cari­ca­va­mo il mate­ria­le ad Ando­ra e lo por­ta­va­mo nel­la zona di Bastia d’Albenga. Per noi la gran­de idro­vo­ra che sca­va­va non si fer­ma­va mai. Abbia­mo lavo­ra­to noi e tan­ti pic­co­li “padron­ci­ni” di auto­mez­zi di tra­spor­to. C’era col­la­bo­ra­zio­ne nell’intero set­to­re, ho paga­to tut­ti, non ho una cau­sa per debi­ti. La Sca­vo-Ter garan­ti­sce lavo­ro a mec­ca­ni­ci, gom­mi­sti, pen­si sol­tan­to al con­su­mo di 8–10 mila litri di gaso­lio al gior­no. Allo­ra qui sono tut­ti inqui­na­ti dal­la mafia! Inti­mo­ri­ti, inti­mi­di­ti dai Fotia. Un patri­mo­nio ingen­te, oltre al fat­tu­ra­to! Un teno­re di vita ele­va­to, auto spor­ti­ve…! Fino ad oggi, dall’inizio del­la nostra atti­vi­tà, abbia­mo fat­tu­ra­to 47 milio­ni di euro. 90 miliar­di del­le vec­chie lire. Io mi pos­so per­met­te­re qual­che lus­so. Ini­zio al mat­ti­no por­tan­do i figli a scuo­la ed esco dall’ufficio, occu­pan­do­mi di ammi­ni­stra­zio­ne, all’ora di cena. I miei fra­tel­li alle 5,30 sono già nei can­tie­ri. E poi dove abbia­mo acqui­sta­to i mez­zi, da “Ive­co Ligu­ria Disel”, tut­to è avve­nu­to tra­mi­te lea­sing. E gra­zie a que­sta fidu­cia con­qui­sta­ta negli anni, oggi mi accin­go ad acqui­si­re una deci­na di nuo­vi camion per­ché è impor­tan­te e stra­te­gi­ca­men­te vin­cen­te sem­pre dispor­re di un par­co mez­zi effi­cien­te. Più pro­du­ci lavo­ro e più gua­da­gni. Ma que­ste cose le auto­ri­tà com­pe­ten­ti lo san­no benis­si­mo Chi sono i Fotia se un gior­no si sco­pris­se lega­mi mafio­si… Sono e dor­mo tran­quil­lis­si­mo. Tut­to ciò che ho fat­to, con i miei fra­tel­li, l’abbiamo costrui­to dal nul­la. Pia­no, pia­no. E sfi­do chiun­que a dimo­strar­mi il con­tra­rio. Sia­mo tut­ti spo­sa­ti, con fami­glie. Cer­to che ogni tan­to ci rechia­mo al pae­se natio, Afri­co; cosa dovrem­mo fare, sol­tan­to per­ché si par­la di mafia, ripu­dia­re la nostra ter­ra d’origine. Sfi­do chiun­que a soste­ne­re che intrat­te­nia­mo rap­por­ti con grup­pi mala­vi­to­si. Sem­mai vor­rei dire a voce alta che vivo per un riscat­to uma­no e mora­le. Inda­ghi­no pure in tut­te le dire­zio­ni. Scu­si, i Mamo­ne di Geno­va qual­che pro­ble­ma ce l’hanno… L’impresa Mamo­ne sta­va lavo­ran­do allo svin­co­lo auto­stra­da­le di Savo­na. Li ho cono­sciu­ti allo­ra. Ho chie­sto se c’era lavo­ro. E’ nato un rap­por­to. Se una per­so­na mi chia­ma ed è tito­la­re di un’impresa per­ché dovrei rifiu­ta­re il lavo­ro, sol­tan­to per­ché ci sono voci sul suo con­to? Di que­sto pas­so le cin­que ban­che non dovreb­be­ro ope­ra­re con i Fotia, nes­su­no dovreb­be col­la­bo­ra­re e dar­ci appal­ti. Sia­mo alla fol­lia. Non basta esse­re incen­su­ra­ti, ave­re le garan­zie di isti­tu­ti di cre­di­to. Dovrei ver­go­gnar­mi per i lavo­ri con la Unie­co-Bar­ba­no? Con gros­si grup­pi impren­di­to­ria­li di que­sta regio­ne? Lavo­ria­mo per­ché abbia­mo pun­ta­to tut­to sul­la serie­tà, sul­la leal­tà, affi­da­bi­li­tà. E mi sem­bra ridi­co­lo par­la­re di atten­ta­ti in odo­re di mafia a dit­te con­cor­ren­ti. Anche noi ne abbia­mo subi­ti e denun­cia­ti (vedi….). E le ami­ci­zie nel ponen­te savo­ne­se, come sostie­ne la Casa del­la Lega­li­tà. I Faz­za­ri, Gul­la­ce, Fame­li… Con i Faz­za­ri-Gul­la­ce, le figlie Rita e Giu­lia, ci sono sta­ti esclu­si­va­men­te rap­por­ti di lavo­ro, come con tan­ti altri. Nel­la più asso­lu­ta tra­spa­ren­za. Mi inte­res­sa la serie­tà impren­di­to­ria­le, poi lascio ad altri giu­di­ca­re le per­so­ne. Men­tre non cono­sco nes­su­no del­la fami­glia Fame­li. Mai avu­to rap­por­ti. Cre­do che non ope­ri­no nel set­to­re del movi­men­to ter­ra e del­le esca­va­zio­ni. Con­clu­dia­mo. Ad Afri­co, nel­le sue visi­te, ha avu­to con­tat­ti con espo­nen­ti di orga­niz­za­zio­ni… poi fini­ti in car­ce­re? Lo ripe­to, abbia­mo paren­ti che vivo­no lag­giù, anche da par­te di mia moglie. Non ho rap­por­ti con nes­sun esponente…e con i miei avvo­ca­ti voglio anda­re a fon­do su quan­to leg­go a pro­po­si­to di un rap­por­to del­la Dia. Per­chè nasco­no cer­ti acco­sta­men­ti nei nostri con­fron­ti, qua­li sono gli ele­men­ti di cui dispon­go­no. Con­ti­nuo ad ave­re fidu­cia nel­le isti­tu­zio­ni e la rispo­sta alle dif­fa­man­ti illa­zio­ni la dia­mo con la nostra serie­tà impren­di­to­ria­le. Guar­di che qual­che “bido­ne” lo pren­dia­mo pure noi, mi rife­ri­sco a chi non ci paga. Il cam­po spor­ti­vo di Pie­tra Ligu­re l’hanno rifat­to con i nostri sol­di. Ci ho rimes­so 100 mila euro, nono­stan­te aves­si avver­ti­to in tem­po l’ingegner Gat­to di quel Comu­ne. La dit­ta appal­tan­te, di Mila­no, è fal­li­ta. Ogni tan­to qual­che pic­co­lo “bido­ne” di inso­lu­to ce lo rifi­la­no. Signor Pie­tro Fotia, se sie­te estra­nei al malaf­fa­re e ai ten­ta­co­li mafio­si, peral­tro non sono un’invenzione, né una rari­tà, in que­sto Pae­se (Ita­lia), non dovre­ste pre­oc­cu­par­vi. Pri­ma o poi ver­rà a gal­la la veri­tà, il “riscat­to”. Cer­ti arti­co­li vi lascia­no dav­ve­ro indif­fe­ren­ti? Ora si sono supe­ra­ti i limi­ti. Avver­tia­mo i pri­mi segna­li di ciò che potreb­be tra­sfor­mar­si in un dan­no, non solo di imma­gi­ne. Per­si­no inven­zio­ni. Io, ad esem­pio, per la cava di Cos­se­ria, non sono mai anda­to in Comu­ne. La cava non è nostra. A chi inte­res­sa dav­ve­ro? Duran­te l’inaugurazione del­la Gron­da di Geno­va, pre­sen­ti il mini­stro Scjao­la, il pre­si­den­te Bur­lan­do e tan­te auto­ri­tà, i mez­zi per la posa del­la pri­ma pie­tra era­no tut­ti e sol­tan­to i nostri. Ser­vi­va­no per le ripre­se tele­vi­si­ve, per le imma­gi­ni da offri­re all’opinione pub­bli­ca? Era­va­mo orgo­glio­si. Poi è acca­du­to qual­co­sa di par­ti­co­la­re. La dit­ta appal­ta­tri­ce dei lavo­ri, ha asse­gna­to in sub appal­to ad altra azien­da che ha fat­to un’offerta evi­den­te­men­te più van­tag­gio­sa del­la nostra. Era­va­mo entra­ti dal­la por­ta, come si suo­le dire, sia­mo usci­ti dal fine­stri­no. Cre­do non sia­no estra­nee alcu­ne cam­pa­gne deni­gra­to­rie nei nostri con­fron­ti. A chi gio­va­no? Chi ne trae van­tag­gio? Nel caso del­la Gron­da qual­co­sa è già suc­ces­so. Non sia­mo mafio­si e chie­dia­mo che lo Sta­to ci dia del­le rispo­ste. Con i nostri avvo­ca­ti andre­mo a fon­do. Non è uno sfo­go. Una pro­mes­sa che voglio man­te­ne­re.