Gioele Magaldi, il massone a pranzo con la senatrice M5S Laura Bottici: "Tra noi ci sono contatti politici"

Andrea Caru­ga­ti Huffingtonpost.it È UN MASSONE e lo riven­di­ca con orgo­glio. Ci ha per­si­no scrit­to su un libro­ne per Chia­re­let­te­re, “Mas­so­ni”, un testo che descri­ve un mon­do domi­na­to da super log­ge Ur-Lod­ges che “vie­ne mol­to let­to tra i gril­li­ni”. Riven­di­ca come sua la vit­to­ria al bal­lot­tag­gio di Gio­ia Tau­ro, che ha visto pre­va­le­re Giu­sep­pe Pedà, soste­nu­to da alcu­ne liste di cen­tro­de­stra ma “nostro socio fon­da­to­re”. Par­lia­mo di Gioe­le Magal­di, roma­no, clas­se 1971, Gran mae­stro del Gran­de orien­te demo­cra­ti­co (nato in pole­mi­ca con il più noto Gran­de orien­te d’Italia), pre­si­den­te del “Movi­men­to Roo­se­velt”, una sor­ta di meta par­ti­to che si pro­po­ne, dopo il suc­ces­so cala­bre­se, di par­te­ci­pa­re alle pros­si­me comu­na­li a Napo­li, Mila­no, Roma. Maga­ri pro­prio in part­ner­ship con il M5s, “con cui ci sono con­tat­ti poli­ti­ci e alcu­ne visio­ni comu­ni”. Nei gior­ni scor­si è sta­to avvi­sta­to al Sena­to, a pran­zo con la sena­tri­ce gril­li­na Lau­ra Bot­ti­ci, uno dei pila­stri del movi­men­to. Una lun­ga con­ver­sa­zio­ne su come ripor­ta­re alle urne il 50% di asten­sio­ni­sti, baci­no poten­zia­le che fa gola a mol­ti. Su come radi­car­si sul ter­ri­to­rio, e con­vin­ce­re “i tan­ti ita­lia­ni che non guar­da­no i talk poli­ti­ci, ma che han­no biso­gno di un con­tat­to diret­to”, han­no con­ve­nu­to i due com­men­sa­li. Un dia­lo­go aper­to, e del resto Magal­di ormai va per la mag­gio­re tra i gril­li­ni. “Gril­lo ha cita­to più vol­te il mio libro nei suoi post e il blog mi ha inter­vi­sta­to. Mi han­no det­to che lo stes­so Casa­leg­gio ha tro­va­to il mio libro illu­mi­nan­te”. Nel volu­me, Magal­di si defi­ni­sce “un addet­to ai lavo­ri mas­so­ni­co inter­na­zio­na­le”, e rac­con­ta come l’opinione pub­bli­ca, non solo ita­lia­na, sia “mani­po­la­ta” dai gran­di media e di come varie per­so­na­li­tà del­la poli­ti­ca e dell’economia sia­no lega­te alle super log­ge. La stes­sa Bot­ti­ci, nel­lo scor­so gen­na­io, ha pre­sen­ta­to un’interrogazione a palaz­zo Mada­ma per chie­de­re all’allora pre­si­den­te Napo­li­ta­no di “rife­ri­re sul­la sua affi­lia­zio­ne alla log­gia mas­so­ni­ca segre­ta sovra­na­zio­na­le ari­sto­cra­ti­ca rea­zio­na­ria Three Eyes”, denun­cia­ta “in un libro mol­to inte­res­san­te del gran mae­stro Gioe­le Magal­di”. L’interrogazione non ha mai avu­to rispo­sta, ma il soda­li­zio con il M5s non si è inter­rot­to. Fino al recen­te pran­zo in Sena­to. “Ho visto la Bot­ti­ci e anche altri par­la­men­ta­ri M5s”, spie­ga Magal­di ad Huf­f­po­st. “C’è mol­to inte­res­se tra loro sul mio libro”. In Cala­bria però il gemel­lag­gio, pur in assen­za di una lista Roo­se­velt, è sta­to col cen­tro­de­stra.

“Noi soste­nia­mo chi segue il nostro pro­gram­ma”, spie­ga, “sia­mo un meta-par­ti­to, abbia­mo iscrit­ti anche del Pd e di For­za Ita­lia, di cui pre­fe­ri­sco non fare i nomi”. Con i gril­li­ni però il fee­ling sem­bra più for­te. E del resto, nell’intervista al blog di Gril­lo del gen­na­io 2015, Magal­di defi­ni­sce il M5s il “meno peg­gio” tra i par­ti­ti e invi­ta i gril­li­ni ad “allear­si” con lui e a “scon­ge­la­re” i loro voti. “Solo così potre­mo ave­re una svol­ta poli­ti­ca impor­tan­te”. “All’inizio pen­sa­vo che loro fos­se­ro ete­ro­di­ret­ti da qual­cu­no per con­ge­la­re dei voti e favo­ri­re l’inciucio tra Pd e For­za Ita­lia. Poi mi sono ricre­du­to, loro sono in buo­na fede. E il fasci­no che io eser­ci­to su di loro deri­va dal fat­to che nel libro han­no tro­va­to una descri­zio­ne rigo­ro­sa e niti­da del­le dina­mi­che del pote­re, al di là di mol­te tesi com­plot­ti­ste che io con­fu­to. E anche dal fat­to che io ho det­to loro con chia­rez­za che le allean­ze in demo­cra­zia si fan­no, che non si può pen­sa­re si abo­li­re i par­ti­ti”. A Gio­ia Tau­ro l’alleanza però è sta­ta con For­za Ita­lia, “ma il par­ti­to loca­le si è già roo­svel­tiz­za­to”, assi­cu­ra Magal­di, che annun­cia la nasci­ta di coor­di­na­men­ti loca­li e di cir­co­li “in tut­ta Ita­lia”. “Io sono mas­so­ne, ma il movi­men­to è aper­to a tut­ti”. Dal por­to cala­bre­se, che con­si­de­ra un “espe­ri­men­to poli­ti­co arche­ti­pi­co” Magal­di pun­ta alle pros­si­me ammi­ni­stra­ti­ve 2016 nel­le gran­di cit­tà. Nel frat­tem­po cor­re il rischio di diven­ta­re un nuo­vo ideo­lo­go gril­li­no come il pro­fes­sor Bec­chi? “Ma per cari­tà”, repli­ca lui. “Io non sono in intel­let­tua­li­no o un ideo­lo­go. Sono un ex impren­di­to­re, che ha lascia­to l’attività per divi­sio­ni den­tro il mon­do del­la mas­so­ne­ria. Sono uno stu­dio­so, un mas­so­ne orgo­glio­so che ora inten­de fare poli­ti­ca”. L’obiettivo pare ambi­zio­so: “Un’alleanza tra i cit­ta­di­ni comu­ni e le avan­guar­die mas­so­ni­che pro­gres­si­ste inter­na­zio­na­li, con­tro le oli­gar­chie neoa­ri­sto­cra­ti­che, e le invo­lu­zio­ni tec­no­cra­ti­che del­la gover­nan­ce ita­lia­na, euro-atlan­ti­ca e mon­dia­le”. Ce n’è abba­stan­za per affa­sci­na­re gli habi­tué del blog di Gril­lo. E chis­sà che alla fine la part­ner­ship non si rea­liz­zi dav­ve­ro.

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