Gioia Tauro, sequestrati 173 chili di cocaina occultati in un container proveniente dal Messico

GIOIA TAURO – Un estrat­to di frut­ta per pro­dur­re mar­mel­la­te e con­fet­tu­re e tan­ta, tan­ta cocai­na puris­si­ma. E' quel­la tro­va­ta dai finan­zie­ri del Coman­do pro­vin­cia­le di Reg­gio Cala­bria che, insie­me ai fun­zio­na­ri dell'Agenzia del­le doga­ne-Uffi­cio anti­fro­de, han­no seque­stra­to 173 chi­li di pol­ve­re bian­ca in un con­tai­ner nel por­to di Gio­ia Tau­ro. Ope­ra­zio­ne che con­fer­ma, una vol­ta di più, come lo sca­lo cala­bre­se sia cro­ce­via del traf­fi­co di sostan­ze stu­pe­fa­cen­ti. Un dato ormai accla­ra­to da varie inchie­ste del­la Dire­zio­ne distret­tua­le anti­ma­fia di Reg­gio Cala­bria. Nei pri­mi due mesi dell'anno, sono già 271 i chi­li di cocai­na seque­stra­ti nel più gran­de ter­mi­nal con­tai­ner del Medi­ter­ra­neo. Lo scor­so anno furo­no 1.309 – in 12 distin­te ope­ra­zio­ni – per un valo­re, una vol­ta immes­sa taglia­ta e immes­sa sul mer­ca­to, sti­ma­to in 261 milio­ni di euro. L'ultima par­ti­ta di cocai­na – di un valo­re sti­ma­to in 36 milio­ni di euro – è sta­ta inter­cet­ta­ta gra­zie ad una serie di incro­ci docu­men­ta­li e suc­ces­si­vi con­trol­li su nume­ro­si con­tai­ner in tran­si­to nel por­to di Gio­ia Tau­ro, all'interno di un con­te­ni­to­re pro­ve­nien­te dal Mes­si­co, nasco­sta in alcu­ni bor­so­ni occul­ta­ti tra un cari­co di pec­ti­na, un com­po­sto estrat­to dal­la frut­ta usa­to nell'industria ali­men­ta­re per mar­mel­la­te e con­fet­tu­re.

Un traf­fi­co, quel­lo del­la dro­ga nel­lo sca­lo cala­bre­se, sul qua­le, natu­ral­men­te, si allun­ga la mano del­le cosche del­la ndran­ghe­ta, ma a cui non è estra­nea mano­va­lan­za inter­na. Cir­co­stan­za, quest'ultima, emer­sa dall'inchiesta "Puer­to Libe­ra­do" che nel luglio del­lo scor­so anno por­tò all'arresto di 13 per­so­ne – tra le qua­li alcu­ni dipen­den­ti ed ex dipen­den­ti del­la socie­tà che lavo­ra sul­le ban­chi­ne – che, secon­do l'accusa, face­va­no par­te di un grup­po cri­mi­na­le che, di fat­to, era diven­ta­to una vera e pro­pria socie­tà di ser­vi­zi spe­cia­liz­za­ta nel­la gestio­ne e nel tra­spor­to all'esterno del­la dro­ga, non solo per la ndran­ghe­ta, ma anche per mafia e camor­ra. Ma il traf­fi­co di dro­ga non pas­sa solo dal por­to di Gio­ia Tau­ro. Un altro pun­to rite­nu­to "sen­si­bi­le" dagli inve­sti­ga­to­ri sono gli imbar­ca­de­ri a Vil­la San Gio­van­ni per la Sici­lia. Ed è qui, infat­ti, che sta­ma­ni la poli­zia di Sta­to ha bloc­ca­to un auto­tra­spor­ta­to­re incen­su­ra­to di Pater­nò (Cata­nia) che a bor­do del pro­prio mez­zo tra­spor­ta­va 67 chi­li di mari­jua­na e 150 mila euro in con­tan­ti, frut­to, secon­do gli inve­sti­ga­to­ri, del­la sua atti­vi­tà di "cor­rie­re" del­la dro­ga.