Giornalisti, consiglieri comunali, imprenditori: la lunga lista degli amici emiliani della ndrangheta

BOLOGNA - Dall'indagine 'Aemilia' emergono riscontri di attività di supporto e tentativi di influenzare elezioni amministrative da parte degli affiliati al gruppo criminale in vari comuni dell'Emilia. Lo ha spiegato il procuratore Roberto Alfonso, nella conferenza stampa a Bologna, citando i casi di Parma nel 2002, Salsomaggiore nel 2005, Sala Baganza nel 2011, Brescello nel 2009. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio fu sentito "come persona informata sui fatti" nelle indagini della Dda di Bologna. Lo ha spiegato il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso. Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia, fu sentito nel 2012. "Volevamo capire in che tipo di considerazione la società di Reggio Emilia teneva la comunità calabrese" ha detto Alfonso, aggiungendo che oltre a Delrio furono sentiti altri politici reggiani.

 

C'è anche una cronista sottoposta a pressioni per non pubblicare notizie tra i risvolti dell'indagine della Dda di Bologna. Si tratta di Sabrina Pignedoli, corrispondente ANSA da Reggio Emilia e cronista del Resto del Carlino. "Il tentativo di compressione della libertà di stampa è stato respinto e io credo che la vostra collega per questo meriti un plauso" ha spiegato il procuratore di Bologna Roberto Alfonso. Tra le persone coinvolte nell'inchiesta della Dda di Bologna ci sono imprenditori, professionisti, amministratori pubblici, rappresentanti delle forze dell'ordine e anche un giornalista. Lo ha spiegato in conferenza stampa il procuratore di Bologna, Roberto Alfonso. Il giornalista è Marco Gibertini, raggiunto da misura di custodia cautelare per concorso esterno in associazione mafiosa, il quale "metteva a disposizione del sodalizio i suoi rapporti con i politici - ha spiegato Alfonso - con l'imprenditoria e con il mondo della stampa", con interviste in tv e su un quotidiano. Fra gli altri nomi fatti, sempre per concorso esterno, c'è quello del consigliere comunale di Forza Italia a Reggio Emilia, Giuseppe Pagliani, e del politico di Parma Giovanni Paolo Bernini. C'è inoltre il nome di Augusto Bianchini, che ha lavorato con la sua azienda nello smaltimento delle macerie del terremoto e nelle opere di ricostruzione per il sisma del 2012.

 

"E' un'indagine di una importanza senza precedenti, segna un momento di svolta nell'azione di contrasto alle cosche ndranghetiste nel centro nord". Lo ha ribadito il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, commentando l'inchiesta della Dda di Bologna. "C'è un precedente milanese e ora questa. Sono punti saldi nell'azione di contrasto - ha aggiunto -. Dopo questo intervento non sarà più come prima l'azione di contrasto, perché con una investigazione durata molti anni, le organizzazioni di polizia si sono affinate e si sono sempre più rese conto. C'è stata una crescita comune di esperienze. Abbiamo raggiunto un livello di capacità investigativa che prima non c'era". Roberti ha sottolineato la "modernità di questa organizzazione che cura i rapporti con l'informazione e con il tessuto sociale. E' una visione politica del radicamento", ha concluso. "Soddisfazione per gli arresti", ma "c'è amarezza perché la Lega, da mesi, da Reggio a tutta l'Emilia, sta denunciando lo strapotere mafioso". Così il leader della Lega Nord Matteo Salvini sulla maxi operazione anti-ndrangheta di questa mattina.

 

"Dopo la straordinaria operazione eseguita oggi dalla Procura distrettuale antimafia di Bologna e dai Carabinieri non si può continuare a sminuire il radicamento della ndrangheta al Nord, nonchè la sua dimensione internazionale. Bisogna alzare il livello di guardia per coadiuvare il lavoro prezioso svolto dalla magistratura e dalle forze dell'ordine". Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare Antimafia, commentando gli arresti eseguiti oggi in Emilia Romana e in altre regioni d'Italia nei confronti degli affiliati della cosca Grande Aracri di Cutro. "I numeri impressionanti dell'operazione - aggiunge - ci danno il senso della portata criminale della ndrangheta, che non trova limiti territoriali e settoriali. Le cosche si espandono ovunque ci siano spazi per fare affari, creano reti di collusioni con il mondo della politica, dell'impresa, delle professioni e addirittura dell'informazione e delle stesse forze dell'ordine". "Di fronte ad una situazione simile - conclude l'esponente del Pd - è urgente dare sistematicità alla nostra legislazione antimafia, realizzare al più presto uno spazio antimafia europeo e potenziare l'azione di legalità e sviluppo nei nostri territori. Ecco perché torno a chiedere una sessione dei lavori parlamentari dedicata ai temi della lotta alle mafie".

 

"E' la conferma, purtroppo, che non ci si può più limitare a ragionare e agire in termini di infiltrazione mafiosa nelle nostre terre, ma di vero e proprio radicamento": il senatore modenese del Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia, commenta i risultati dell'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna sulla presenza della ndrangheta in Emilia e in tutto il nord del Paese. "Desidero ringraziare - afferma Vaccari - la magistratura e le forze dell'ordine per l'imponente mole di indagini e lo storico risultato ottenuto con questa operazione. Il lavoro investigativo ha confermato il contenuto delle nostre denunce sul piano politico e dell'allarme che, a più riprese, abbiamo reso pubblici, circa il coinvolgimento di tutti i pezzi della società e non solo della politica".

 




 

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