Il ministro De Vincenti chiarisce: «La Zes? Solo su Gioia Tauro»

Claudio De Vincenti

Maria Fran­ce­sca For­tu­na­to Quo­ti­dia­no del Sud COSENZA – «LE zone eco­no­mi­che spe­cia­li fun­zio­na­no se dispon­go­no di alcu­ni stru­men­ti essen­zia­li. Il decre­to “Mez­zo­gior­no” pre­ve­de che ogni Zes atti­va­ta com­pren­da un por­to core. La Cala­bria ha un por­to core che voglia­mo rilan­cia­re ed è Gio­ia Tau­ro». Il mini­stro per le Poli­ti­che di coe­sio­ne Clau­dio De Vin­cen­ti, nel­la secon­da gior­na­ta di “Can­tie­re Cala­bria all’Unical, riba­di­sce l’impegno del gover­no su Gio­ia Tau­ro e, tra le righe, smon­ta la pos­si­bi­li­tà di isti­tui­re una secon­da Zes nel­la Cala­bria cen­tra­le. «In Cala­bria, come in tut­te le altre regio­ni, la Zes è atti­va­ta su un por­to core. Ciò che con­ta, poi, è che diven­ti il per­no di un siste­ma di rela­zio­ni eco­no­mi­che fun­zio­na­li in gra­do di trai­na­re lo svi­lup­po di tut­ta la Cala­bria» aggiun­ge De Vin­cen­ti. Di altre misu­re, già attua­te, il mini­stro si dice poi sod­di­sfat­to. Una di que­ste è il cre­di­to d’imposta. «Regi­stria­mo doman­de da impre­se che voglio­no inve­sti­re nel Sud pari a un miliar­do di euro, che si tra­du­co­no in due miliar­di e 800 milio­ni di inve­sti­men­ti nel Mez­zo­gior­no per il 2017. In Cala­bria abbia­mo doman­de per 117 milio­ni, dun­que 300 milio­ni di inve­sti­men­ti.

Un otti­mo segna­le – con­ti­nua De Vin­cen­ti – Nel­la leg­ge di bilan­cio aumen­te­re­mo la dota­zio­ne del cre­di­to d’imposta». Altre misu­re, ha anti­ci­pa­to il mini­stro, tro­ve­ran­no spa­zio nel­la mano­vra. «Con­ti­nue­re­mo con la decon­tri­bu­zio­ne per i nuo­vi assun­ti, che in Cala­bria ha por­ta­to a 4761 nuo­vi occu­pa­ti. Stia­mo lavo­ran­do a fon­di d’investimento per la cre­sci­ta del­le pic­co­le impre­se del Sud. La Ban­ca del Mez­zo­gior­no, tra­sfe­ri­ta da Poste a Invi­ta­lia, sarà chia­ma­ta final­men­te a fare il suo com­pi­to. Noi sap­pia­mo che i gio­va­ni, gli impren­di­to­ri, i cit­ta­di­ni del Mez­zo­gior­no han­no gran­di poten­zia­li­tà – con­clu­de il mini­stro – Il dove­re del gover­no e del­le isti­tu­zio­ni è quel­lo di soste­ne­re il pro­ta­go­ni­smo del­la socie­tà civi­le del Sud». De Vin­cen­ti cita diret­ta­men­te dal tito­lo del­la tavo­la roton­da che occu­pa la par­te cen­tra­le del­la secon­da gior­na­ta di “Can­tie­re Cala­bria”, la tre gior­ni pro­mos­sa dal­la Regio­ne per fare il pun­to sui pri­mi tre anni del gover­no Oli­ve­rio. Il dibat­ti­to chiu­so dal respon­sa­bi­le del­la Coe­sio­ne ter­ri­to­ria­le ha per temi cen­tra­li l’andamento dell’economia regio­na­le e il lavo­ro fat­to sui fon­di euro­pei. Qua­si tre ore di tavo­la roton­da, aper­te dal­la rela­zio­ne del diri­gen­te alla Pro­gram­ma­zio­ne nazio­na­le e comu­ni­ta­ria, Pao­lo Pra­ti­cò. «Che le risor­se ci sia­no non è una novi­tà, il pun­to è la capa­ci­tà di spen­de­re. Su indi­riz­zo del pre­si­den­te Oli­ve­rio c’è sta­to un deci­so cam­bio di rot­ta. Abbia­mo adot­ta­to una visio­ne mana­ge­ria­le, lavo­ria­mo per obiet­ti­vi e pro­get­ti, veri­fi­chia­mo costan­te­men­te – dice Pra­ti­cò – l’attuazione dei pro­gram­mi. E il con­trol­lo è aper­to a tut­ti, veri­fi­ca­bi­le in rete».

Le risor­se di cui par­la Pra­ti­cò com­pren­do­no i 2,4 miliar­di del Por, il miliar­do e 200 milio­ni del Pat­to Cala­bria, i 720 milio­ni dei Pac, cui si som­ma­no varie risor­se nazio­na­li. «Sia­mo al 50 per cen­to d’attuazione dei pro­get­ti. Non par­lia­mo di risor­se già spe­se, atten­zio­ne, ma comun­que di risor­se già inve­sti­te sui loro pro­get­ti» spie­ga il diri­gen­te. Cir­co­la un cau­to otti­mi­smo tra i rela­to­ri dell’aula Cal­do­ra, tan­to tra i rap­pre­sen­tan­ti isti­tu­zio­na­li (i depu­ta­ti Deme­trio Bat­ta­glia e Ste­fa­nia Covel­lo e il con­si­glie­re regio­na­le Flo­ra Scul­co) quan­to tra i tec­ni­ci. L’economista Adria­no Gian­no­la, pre­si­den­te di Svi­mez, con­fer­ma i segna­li di ripre­sa del­la regio­ne. La Cala­bria, dice, è sta­ta la pri­ma regio­ne del Mez­zo­gior­no ad arre­sta­re la cadu­ta del Pil. «Gli esi­ti del­la cri­si, però, non si azze­ra­no in un paio di anni – spie­ga Gian­no­la – Occor­re che que­sti segna­li di ripre­sa ora diven­ti­no strut­tu­ra­li». C’è una misu­ra, poi, tra quel­le pre­vi­ste dal decre­to Mez­zo­gior­no che lo Svi­mez da sem­pre sostie­ne: la clau­so­la che garan­ti­sce al Sud il 34 per cen­to del­la spe­sa sta­ta­le in con­to capi­ta­le. «Se fos­se sta­ta appli­ca­ta negli anni del­la cri­si il Sud non avreb­be per­so il 10 ma il 5 del Pil. E non avreb­be per­so 490 mila posti di lavo­ro ma 199 mila» spie­ga Gian­no­la. L’ad di Invi­ta­lia, Dome­ni­co Arcu­ri, invi­ta a spin­ge­re su quat­tro temi: i col­le­ga­men­ti, l’integrazione tra offer­ta cul­tu­ra­le e turi­sti­ca, il siste­ma pro­dut­ti­vo e il cre­di­to. «Biso­gna evi­ta­re – dice – che solo il 22,8 per cen­to del­le impre­se che chie­de un pre­sti­to alle ban­che nel Sud lo otten­ga e che di que­ste solo il 4,8 rie­sca a otte­ne­re l’intera cifra richie­sta».

Elio Cata­nia, pre­si­den­te di Con­fin­du­stria digi­ta­le, “can­di­da” inve­ce l’Unical al pros­si­mo ban­do per i com­pe­ten­ce cen­ter pre­vi­sti dal Pia­no indu­stria 4.0. Nata­le Maz­zu­ca, pre­si­den­te di Unin­du­stria Cala­bria, invo­ca la sem­pli­fi­ca­zio­ne, con un impe­gno in più per Gio­ia Tau­ro: «Lì ser­ve buro­cra­zia zero». Una paro­la – buro­cra­zia – risuo­na­ta più vol­te in que­ste gior­na­te di “Can­tie­re Cala­bria”. E sem­pre in acce­zio­ne nega­ti­va. Anche ieri il pre­si­den­te Mario Oli­ve­rio ha “avver­ti­to” diri­gen­ti e fun­zio­na­ri regio­na­li: «La buro­cra­zia deve sape­re che da lune­dì si cam­bia pas­so, per­ché se non è così non è la Cala­bria che muo­re, ma muo­re quel­la par­te di buro­cra­zia che non cam­bia pas­so».

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