Il naufragio milionario di Fincalabra tra bandi mai avviati e diversi consulenti voluti dalla politica

Adria­no Mol­lo Ilquotidianoweb.it CATANZARO – Su Fin­ca­la­bra il pre­si­den­te del­la giun­ta Regio­na­le Mario Oli­ve­rio si è sof­fer­ma­to poco in que­sti pri­mi mesi di man­da­to. Eppu­re la finan­zia­ria del­la regio­ne meri­ta mol­ta atten­zio­ne per quel­lo che dove­va esse­re e non è sta­to. Per il ruo­lo che il legi­sla­to­re le ave­va affi­da­to e che negli anni è sta­to stra­vol­to fino a pren­de­re le sem­bian­ze di un “car­roz­zo­ne man­gia­sol­di”. In pre­mes­sa biso­gna dire che di Fin­ca­la­bra non tut­to è da but­ta­re, ma pri­ma di una ristrut­tu­ra­zio­ne neces­si­ta di un'approfondita ana­li­si per discer­ne­re le posi­ti­vi­tà dal­le nega­ti­vi­tà emer­se dal­la gestio­ne di que­sti ulti­mi anni. Il nodo che va sciol­to è la tra­spa­ren­za e l’autonomia del­la gover­nan­ce, per­chè se trop­po lega­ta a dop­pio filo alla poli­ti­ca rischia di diven­ta­re stru­men­to di pote­re e clien­te­la­re.

Fin­ca­la­bria fa par­te del­le 21 socie­tà di capi­ta­li par­te­ci­pa­te dal­la Regio­ne e di quel grup­po ristret­to con­trol­la­te al 100%. A que­sto grup­po nel 2012 si è aggiun­ta Fer­ro­vie del­la Cala­bria acqui­si­ta del mini­ste­ro insie­me ad una vago­na­ta di milio­ni di euro di debi­ti. Se però le Fdc, nono­stan­te la cura dima­gran­te impo­sta al mana­ge­ment dal­la Regio­ne ha chiu­so gli ulti­mi due bilan­ci (2012 e 2013) rispet­ti­va­men­te con 1,4 milio­ni e 2 milio­ni di per­di­te, alme­no i bilan­ci di Fin­ca­la­bria, sul­la car­ta sono in uti­le. Pro­ba­bil­men­te qual­che pro­ble­ma in più lo avrà dal 2015 in poi doven­do garan­ti­re lo sti­pen­dio ai 132 dipen­den­ti dell’ex con­trol­la­ta Cala­briaIt. Fino a quel momen­to la socie­tà ave­va in orga­ni­co 7 dipen­den­ti e cen­ti­na­ia di con­su­len­ti scel­ti per lo più dal­la poli­ti­ca.

La svol­ta per la finan­zia­ria dove­va arri­va­re con la scel­ta del cen­tro­de­stra gui­da­to da Sco­pel­li­ti di affi­da­re al pre­si­den­te uscen­te di Con­fin­du­stria Umber­to De Rose la gui­da. Chi meglio di lui pote­va gesti­re una socie­tà che dove­va accom­pa­gna­re lo svi­lup­po indu­stria­le del­la Cala­bria. Ma da quel momen­to la finan­zia­ria ini­zia a gesti­re una serie di misu­re per le impre­se del Por 2007/2013 per con­to del­la Regio­ne per qua­si 200 milio­ni di euro. Atti­vi­tà che vie­ne remu­ne­ra­ta dal capi­to­lo per l'assistenza tec­ni­ca dei Fon­di comu­ni­ta­ri. In que­sto modo la socie­tà ha risor­se per sti­pu­la­re cen­ti­na­ia di con­su­len­ze e diven­ta la gal­li­na del­le uova d’oro per la poli­ti­ca. Con De Rose vie­ne nomi­na­to un diret­to­re gene­ra­le, Fla­vio Cedo­lia, per un anno che poi si sco­pre non ave­re i tito­li e fini­sce anche per que­sto sot­to pro­ces­so. Oggi doven­do trac­cia­re un bilan­cio pos­sia­mo dire che l'attività di Fin­ca­la­bra è anda­ta ben al di sot­to del­le aspet­ta­ti­ve e i moti­vi sono mol­te­pli­ci. In tut­to que­sto c'è da con­si­de­ra­re le pole­mi­che che han­no inve­sti­to il pre­si­den­te Umber­to De Rose, sia per quan­to riguar­da la man­ca­ta usci­ta del gior­na­le Cala­briao­ra, sia per il vio­len­to scon­tro con il pre­si­den­te del­la com­mis­sio­ne Vigi­lan­za Aure­lio Chiz­zo­ni­ti. Con i risul­ta­ti tutt'altro che sod­di­sfa­cen­ti, De Rose lo scor­so ago­sto è sta­to sosti­tui­to dal­la giun­ta (all'epoca gui­da­ta dal­la facen­te fun­zio­ni Anto­nel­la Sta­si) con Luca Man­na­ri­no, pro­fes­sio­ni­sta e teso­rie­re regio­na­le di For­za Ita­lia, il qua­le ha avu­to giu­sto il tem­po per capi­re le cose da fare per risol­le­va­re le sor­ti di una socie­tà in cri­si di iden­ti­tà, che è deca­du­to. Il pri­mo prov­ve­di­men­to che ha annun­cia­to il pre­si­den­te Oli­ve­rio, anche per que­sta socie­tà, è la tra­spa­ren­za degli atti.