In libreria "Liberi di scegliere. La battaglia di un giudice per liberare i ragazzi della ndrangheta"

VIOLENZA, ONORE, omer­tà sono i codi­ci del­la ndran­ghe­ta. All'interno del­le fami­glie rispet­tar­li è un dove­re che non si discu­te. Le madri cre­sco­no i figli per con­se­gnar­li a un mon­do fon­da­to su que­sti valo­ri, i figli san­no che un gior­no dovran­no fare il mestie­re dei padri. Una cate­na fami­lia­re che si tra­man­da soli­da, affi­da­bi­le, gene­ra­zio­ne dopo gene­ra­zio­ne. Rober­to Di Bel­la, giu­di­ce mino­ri­le a Reg­gio Cala­bria, in ven­ti­cin­que anni ha pro­ces­sa­to pri­ma i padri, poi i loro figli. Sem­pre per gli stes­si rea­ti. Ha visto ragaz­zi che ave­va­no anco­ra una luce nel­lo sguar­do pro­ce­de­re ine­so­ra­bil­men­te ver­so una vita adul­ta fat­ta di vio­len­za e car­ce­re duro. E ha capi­to due cose. La pri­ma è che la ndran­ghe­ta non si sce­glie, si ere­di­ta. La secon­da è che non vole­va più sta­re a guar­da­re.

Biso­gna­va dare a que­sti ragaz­zi una pos­si­bi­li­tà. Far­li tor­na­re libe­ri di sce­glie­re. Mostra­re loro altri mon­di, altre vite, un futu­ro rita­glia­to sui loro sogni e non sul­le richie­ste di una socie­tà cri­mi­na­le. E l'unico modo per far­lo era allon­ta­nar­li dal­la Cala­bria, dal­la ragna­te­la di ricat­ti, pres­sio­ni, allu­sio­ni che il loro nucleo fami­lia­re avreb­be mes­so in atto. Un per­cor­so non sem­pre sem­pli­ce, anzi, spes­so fati­co­so e dolo­ro­so, ma che ha resti­tui­to a mol­ti ragaz­zi la pos­si­bi­li­tà con­cre­ta di una vita diver­sa da quel­la segna­ta dal car­ce­re e dal­la vio­len­za dei loro padri. Rober­to Di Bel­la in que­ste pagi­ne ci rac­con­ta come è matu­ra­ta in lui que­sta scel­ta, le rea­zio­ni dei ragaz­zi, la col­la­bo­ra­zio­ne, ina­spet­ta­ta, di mol­te madri. Un'esperienza vis­su­ta gior­no dopo gior­no che nel tem­po ha dato vita a un pro­to­col­lo oggi adot­ta­to anche in real­tà diver­se dal­la Cala­bria.

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La scel­ta

La mia vita da magi­stra­to è comin­cia­ta in una gior­na­ta di luglio così cal­da da far sem­bra­re tut­to irrea­le, i vesti­ti che si appic­ci­ca­va­no addos­so per l’umidità, le scar­pe che a ogni pas­so sem­bra­va­no spro­fon­da­re nell’asfalto, la fac­cia­ta dell’hotel Ergi­fe di Roma, che si avvi­ci­na­va, enor­me e ano­ni­ma, come un’astronave cala­ta in mez­zo al nul­la. Ave­vo ven­tot­to anni e gli ulti­mi due li ave­vo pas­sa­ti a stu­dia­re. Come tut­ti i ragaz­zi che deci­do­no di pro­va­re il con­cor­so per diven­ta­re magi­stra­to. Con il dirit­to non puoi bara­re, se vuoi cono­scer­lo, devi sta­re sui libri, ore, gior­ni, tut­to il tem­po che ser­ve. E io quel con­cor­so vole­vo supe­rar­lo. Mi era costa­to un liti­gio con mio padre, for­se il pri­mo vero liti­gio che aves­si­mo mai avu­to.

Fini­to il ser­vi­zio mili­ta­re, dove ero sta­to uffi­cia­le di com­ple­men­to, ave­vo la pos­si­bi­li­tà di fer­mar­mi in Mari­na. Un posto sicu­ro, già pron­to per me. Ma io ave­vo det­to no. Mio padre non si aspet­ta­va che rifiu­tas­si, che pre­fe­ris­si con­ge­la­re la mia vita altri due anni per pro­va­re un con­cor­so dove la pos­si­bi­li­tà di non far­ce­la è altis­si­ma. Ma io vole­vo fare il magi­stra­to, lo sape­vo, non c’erano altri sce­na­ri pos­si­bi­li per il mio futu­ro […]” (Da Libe­ri di sce­glie­re)

Rober­to Di Bel­la, Moni­ca Zapel­li
Libe­ri di sce­glie­re
Riz­zo­li, 2019
256 pages
ISBN: 8817143553

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