"La Calabria centrale per il futuro del Paese". Minniti all’Unical ha parlato delle nuove sfide

Marco Minniti

Mas­si­mo Clau­si Quo­ti­dia­no del Sud RENDE – SI è chiu­sa col bot­to la tre gior­ni di “Can­tie­re Cala­bria” all’Unical, la con­ven­tion volu­ta dal gover­no regio­na­le per fare il pun­to sul­la pri­ma metà di legi­sla­tu­ra. Le con­clu­sio­ni sono sta­te affi­da­te all’uomo for­te del Pd cala­bre­se, e non solo a leg­ge­re cer­te cro­na­che, Mar­co Min­ni­ti. E il peso spe­ci­fi­co del Mini­stro dell’Interno si è nota­to subi­to appe­na ha pre­so la paro­la, quan­do la sala dav­ve­ro gre­mi­ta, ha smes­so il vocia­re che ha con­trad­di­stin­to que­sta tre gior­ni ed è cala­ta in un silen­zio assor­to. Min­ni­ti ha evi­ta­to di toc­ca­re il tema cal­do di que­sti gior­ni e cioè quel­lo dei flus­si migra­to­ri che inve­sto­no la Cala­bria come pri­mo pun­to di appro­do, così come nul­la ha det­to rispet­to all’idea di rea­liz­za­re gli hotspot sul ter­ri­to­rio. Dicia­mo che ha vola­to più alto lascian­do il pro­ble­ma sul­lo sfon­do e sot­to­li­nean­do il gran­de ruo­lo, per evi­den­ti que­stio­ni geo­gra­fi­che, che gio­che­rà la par­ti­ta più impor­tan­te.

«L’Italia che vuo­le esse­re for­te e com­pe­ti­ti­va al ivel­lo inter­na­zio­na­le deve pre­sen­tar­si come Pae­se uni­to e non divi­so. Vale soprat­tut­to se guar­dia­mo alla Cala­bria nel­la dimen­sio­ne medi­ter­ra­nea. E alla sua posi­zio­ne geo­po­li­ti­ca straor­di­na­ria. Ecco: avrem­mo biso­gno di una poli­ti­ca di inter­na­zio­na­liz­za­zio­ne del­la Cala­bria». Ambi­zio­ne trop­po spin­ta? E per­ché mai? «L’Africa è spec­chio dell’Europa. E qual­cu­no ha pen­sa­to, sba­glian­do, che potes­se esse­re spec­chio solo dell’Italia… è bene com­pren­der­lo una vol­ta per tut­te: se l’Africa sta bene, l’Europa sta­rà bene». E la Cala­bria in tut­to que­sto? «La Cala­bria deve esse­re all’altezza di que­sta sfi­da. Che signi­fi­ca non pen­sa­re sol­tan­to alle nostre pic­co­le cose. Fino a quan­do pre­var­rà l’idea di esse­re ripie­ga­ti su noi stes­si, e che è più impor­tan­te guar­dar­si l’ombelico inve­ce di guar­da­re negli occhi dell’altro, la par­ti­ta risul­te­rà al limi­te dell’impossibile. Biso­gna impa­ra­re a con­si­de­ra­re “l’approccio al mon­do” come pre-requi­si­to per le con­di­zio­ni del­lo svi­lup­po».

A pro­po­si­to di svi­lup­po non pote­va man­ca­re il pas­sag­gio sui temi dell’occupazione. I dati di par­ten­za sono dram­ma­ti­ci con un gio­va­ne su due che non lavo­ra «ma que­sto – spie­ga Min­ni­ti – deve spin­ger­ci tut­ti a get­ta­re il cuo­re oltre l’ostacolo». Ine­vi­ta­bi­le aggiun­ge­re che il cuo­re non basta e che il pro­ble­ma dle lavo­ro è stret­ta­men­te con­nes­so con quel­lo del­la lega­li­tà. «Noi abbia­mo in Cala­bria una del­le orga­niz­za­zio­ni cri­mi­na­li più poten­ti d’Europa, la ndran­ghe­ta che costi­tui­sce oggi il prin­ci­pa­le nemi­co allo svi­lup­po del­la Cala­bria. Se voglia­mo affron­ta­re tema del­lo svi­lup­po dob­bia­mo affron­ta­re il tema del­la ndran­ghe­ta. Non per con­te­ner­la ma per scon­fig­ger­la. Ne par­lo qui per­ché so che que­ste posi­zio­ni sono mar­gi­na­li nel dibat­ti­to ita­lia­no e cala­bre­se. Per lun­go tem­po ci sia­mo con­fron­ta­ti con luo­go comu­ne: non dove­va­mo o pote­va­mo par­la­re di ndran­ghe­ta per non inde­bo­li­re l’immagine del­la Cala­bria. Ma la mia di con­vin­zio­ne è pro­prio l’opposta: par­la­re e con­tra­sta­re la ndran­ghe­ta è solo un atto di amo­re ver­so que­sta ter­ra». Amo­re che il Gover­no sem­bra ave­re ver­so la regio­ne.

«Abbia­mo di fron­te una mas­sa straor­di­na­ria di euro: 9 miliar­di. Dob­bia­mo ope­ra­re tut­ti come fos­si­mo un solo uomo. Poli­ti­ca, impren­di­to­ri, lavo­ra­to­ri, pro­fes­sio­ni­sti, magi­stra­tu­ra, cor­pi del­lo Sta­to. Noi dovre­mo dimo­stra­re, come impe­gno cate­go­ri­co, che nean­che un euro si disper­de­rà in cor­ru­zio­ne e mafia. Così cam­bie­re­mo per sem­pre l’immagine del­la Cala­bria». Biso­gna tene­re stret­ta la con­nes­sio­ne tra paro­la e fat­ti. Anzi, dia­mo leg­ger­men­te pre­va­len­za ai fat­ti rispet­to alla paro­la. Fac­cia­mo­la vive­re così que­sta par­ti­ta, riu­sci­re­mo a vin­cer­la».

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