La "Convenzione": dopo il "Protocollo Farfalla" ecco il nuovo patto Aisi-Dap

Fran­ce­sca Mon­din Antimafiaduemila.com CONTINUANO gli scam­bi d’informazioni alle spal­le del­la magi­stra­tu­ra tra Dap e ser­vi­zi segre­ti. La “Con­ven­zio­ne”, sareb­be que­sto il nome del nuo­vo pat­to, sigla­to a giu­gno del 2010 tra il gene­ra­le Gior­gio Pic­ci­ril­lo, all’epoca diret­to­re dell’Aisi (Agen­zia infor­ma­zio­ni e sicu­rez­za inter­na che nel 2007 sosti­tuì il Sisde, ndr) e Fran­co Ion­ta, ex nume­ro uno del Dipar­ti­men­to dell’amministrazione peni­ten­zia­ria. Un testo di sole sei pagi­ne con­te­nen­ti ben die­ci pun­ti che con­ti­nua e supe­ra l’intento del “Pro­to­col­lo Far­fal­la” con­ce­den­do libe­ro acces­so ad infor­ma­zio­ni con­te­nu­te negli archi­vi del Dap sen­za nes­su­na limi­ta­zio­ne e all’oscuro del­la magi­stra­tu­ra. “Le par­ti si impe­gna­no a rea­liz­za­re un costan­te scam­bio infor­ma­ti­vo per lo svol­gi­men­to, in col­la­bo­ra­zio­ne, di atti­vi­tà isti­tu­zio­na­li dei con­traen­ti – ci sareb­be scrit­to nel docu­men­to – non­ché per favo­ri­re la ricer­ca infor­ma­ti­va nei set­to­ri di com­pe­ten­za e lo scam­bio del­le infor­ma­zio­ni in pro­prio pos­ses­so…” A rive­lar­lo è Ilfattoquotidiano.it ieri sera: “La base giu­ri­di­ca a cui la “Con­ven­zio­ne” fa rife­ri­men­to è la leg­ge di rifor­ma dei ser­vi­zi del 2007 – scri­ve Nico­la Bion­do sul quo­ti­dia­no onli­ne.

Ma è il pun­to “8” che dise­gna un regi­me di asso­lu­ta esclu­si­vi­tà di que­sto accor­do. ‘Cia­scu­na del­le par­ti si impe­gna a non tra­smet­te­re a ter­zi né a divul­ga­re le infor­ma­zio­ni e i docu­men­ti di cui sopra sen­za il pre­ven­ti­vo con­sen­so dell’altra par­te’”. A sco­pri­re l’esistenza di que­sto accor­do fu la Com­mis­sio­ne Anti­ma­fia nel 2014 nell’ambito di un’inchiesta sul­la tenu­ta del 41bis, gra­zie a Gio­van­ni Tam­bu­ri­no, l’allora diret­to­re del­le car­ce­ri che cer­cò di far­si scu­do richia­man­do pro­prio il pun­to 8. Il Copa­sir due gior­ni fa ha scrit­to, nel­la rela­zio­ne fina­le sull’inchiesta sul “pro­to­col­lo Far­fal­la”, “Ope­ra­zio­ne Rien­tro” e “caso Fla­mia”, che i sog­get­ti coin­vol­ti nell'operazione Far­fal­la avreb­be­ro agi­to “scon­fi­nan­do la leg­ge sui ser­vi­zi allo­ra vigen­te", che è sta­ta inter­pre­ta­ta “in modo stru­men­ta­le e arbi­tra­rio”. Aggiun­gen­do però che l’operazione “è sta­ta costrui­ta solo sul­la base di cono­scen­ze per­so­na­li tra i rispet­ti­vi diri­gen­ti e diret­to­ri degli enti e non sul­la base di rego­le pre­ci­se, con­cor­da­te e codi­fi­ca­te, risul­tan­do fal­li­men­ta­re” come a dire che per tali ragio­ni non essen­do riscon­tra­to un vero e pro­prio docu­men­to for­ma­le l’operazione Far­fal­la in que­sti ter­mi­ni non esi­ste­reb­be. Que­sto nuo­vo docu­men­to però dimo­stra una con­ti­nui­tà d’intenti e di meto­do­lo­gia dei ser­vi­zi segre­ti che va ben oltre i sin­go­li indi­vi­dui essen­do infat­ti cam­bia­ti i sog­get­ti che han­no sigla­to il nuo­vo pat­to. Se quin­di, come dice il Copa­sir l’Operazione Far­fal­la fal­lì, (anche se su que­sto pun­to ci sono anco­ra le inda­gi­ni in cor­so) la “Con­ven­zio­ne” è for­se un nuo­vo pat­to per arri­va­re dove Mori (diret­to­re del Sisde all’epoca del pro­to­col­lo Far­fal­la) e Tine­bra (diret­to­re del Dap nel­lo stes­so perio­do) non era­no riu­sci­ti? Secon­do quan­to scri­ve il fattoquotidiano.it dal­le inda­gi­ni del­la Pro­cu­ra di Paler­mo, nell’ambito del­la trat­ta­ti­va Sta­to-Mafia, emer­ge che l’Aisi sul­la base del­la “Con­ven­zio­ne” avreb­be atten­zio­na­to nel 2012 Rosa­rio Cat­ta­fi, l’avvocato bar­cel­lo­ne­se, dete­nu­to in regi­me di car­ce­re duro, che è con­si­de­ra­to il boss mafio­so testa di pon­te tra Cosa nostra, mas­so­ne­ria e ser­vi­zi segre­ti. La vicen­da sareb­be avve­nu­ta pri­ma che Cat­ta­fi testi­mo­nias­se al pro­ces­so Trat­ta­ti­va Sta­to-mafia.

L’Aisi avreb­be inol­tra­to una richie­sta al Dap per rac­co­glie­re infor­ma­zio­ni sul­la situa­zio­ne car­ce­ra­ria del boss, le fre­quen­ta­zio­ni e i col­lo­qui del dete­nu­to “anti­ci­pan­do” in que­sto modo le inda­gi­ni del­la pro­cu­ra paler­mi­ta­na. Ora resta da capi­re il per­ché di que­sta azio­ne. Cat­ta­fi è l’unico oppu­re ci sono altri sog­get­ti rin­chiu­si al 41bis su cui sono sta­te rac­col­te infor­ma­zio­ni dai ser­vi­zi segre­ti sen­za infor­ma­re la magi­stra­tu­ra? Die­tro que­sti accor­di, basa­ti su cono­scen­ze per­so­na­li o no, cosa si nascon­de? Per­chè i ser­vi­zi segre­ti e il Dap voglio­no poter agi­re sen­za che la magi­stra­tu­ra sia infor­ma­ta?

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