La maggioranza fa quadrato. Tutti pronti a rilanciare l’azione di Oliverio, trovato un accordo sul rimpasto

Bru­no Gemel­li Quo­ti­dia­no del Sud CATANZARO – Dodi­ce­si­mo pia­no, vista pano­ra­mi­ca. Que­sta è sta­ta la loca­tion del­la Cit­ta­del­la che ha ospi­ta­to il ver­ti­ce di mag­gio­ran­za che si è tenu­to ieri pome­rig­gio. Sei ore di con­fron­to dove sono inter­ve­nu­ti tut­ti i con­si­glie­ri, con una for­te requi­si­to­ria da par­te di Giu­sep­pe Aie­ta. Il pre­si­den­te Mario Oli­ve­rio per pre­pa­ra­re a pun­ti­no il pia­no di rilan­cio del suo ese­cu­ti­vo, orfa­no da tem­po di alcu­ne pedi­ne, ha invi­ta­to i con­si­glie­ri regio­na­li del­la sua mag­gio­ran­za per fare il pun­to del­la situa­zio­ne, spie­ga­re lo sta­to dell’arte, trar­re spun­ti e indi­ca­zio­ni dai suoi part­ner e pro­va­re a ripar­ti­re. Alle fine il gover­na­to­re si è dichia­ra­to sod­di­sfat­to per l’esito dell’incontro. Pros­si­ma fer­ma­ta: rim­pa­sto. Tut­ti pre­sen­ti all’appello tran­ne Car­lo Guc­cio­ne, non invi­ta­to, e Toni­no Scal­zo, uffi­cial­men­te (?!) a Bru­xel­les.

Una nota lan­cia­ta da Sebi Romeo reci­ta: «Una for­te con­di­vi­sio­ne è emer­sa sui temi trat­ta­ti, a par­ti­re da una atten­ta ana­li­si del voto del 4 mar­zo che ha espres­so un for­te disa­gio socia­le ed una for­te doman­da di cam­bia­men­to che non s’intende in alcun modo sot­to­va­lu­ta­re, né tan­to­me­no igno­ra­re ma al con­tra­rio assu­me­re e rap­pre­sen­ta­re. Si apre ora una fase, in cui si trat­ta di capi­ta­liz­za­re il gran­de lavo­ro fat­to in que­sti anni dal­le Giun­te e dal Con­si­glio in ter­mi­ni di boni­fi­ca, rior­ga­niz­za­zio­ne, tagli ai costi del­la poli­ti­ca, pro­gram­ma­zio­ne e inve­sti­men­to del­le risor­se Nazio­na­li e Comu­ni­ta­rie. Tut­ti i con­si­glie­ri han­no mani­fe­sta­to la volon­tà di intra­pren­de­re con deter­mi­na­zio­ne e con impe­gno sem­pre mag­gio­re le ini­zia­ti­ve Legi­sla­ti­ve vol­te a tra­dur­re in prov­ve­di­men­ti i biso­gni e le doman­de dei ter­ri­to­ri. La col­le­gia­li­tà qua­le meto­do di lavo­ro è sta­ta riba­di­ta nel cor­so del­la riu­nio­ne, con un man­da­to al pre­si­den­te Oli­ve­rio di assu­me­re tut­te le deci­sio­ni, sul­la rimo­du­la­zio­ne del­la giun­ta e del­la strut­tu­ra buro­cra­ti­ca regio­na­le, rite­nu­te all’altezza di esse­re fun­zio­na­li alla Cala­bria e ai cala­bre­si. La riu­nio­ne ha defi­ni­to un pro­gram­ma di ini­zia­ti­ve che si arti­co­le­ran­no in appro­fon­di­men­ti su pro­ble­ma­ti­che ed aspet­ti spe­ci­fi­ci che coin­vol­ge­ran­no le for­ze socia­li, intel­let­tua­li e ter­ri­to­ria­li».

In estre­ma sin­te­si: uni­tà attor­no a Oli­ve­rio; man­da­to pie­no al pre­si­den­te per una giun­ta sen­za con­si­glie­ri, di “alto pro­fi­lo” e comun­que con per­so­ne da lui indi­vi­dua­te; uni­co vin­co­lo che non si can­di­di­no alle regio­na­li. Oli­ve­rio ha poi det­to ai cro­ni­sti che riflet­te­rà sul­la sol­le­ci­ta­zio­ne rice­vu­ta per rican­di­dar­si alle pros­si­me ele­zio­ni. Sono pre­vi­sti incon­tri bila­te­ra­li. In coda ieri sera c’è sta­to il pri­mo, un col­lo­quio tra il pre­si­den­te e Flo­ra Scul­co. La nuo­va giun­ta dovreb­be asce­re dopo il Con­si­glio regio­na­le del 28. Alla vigi­lia gli sce­na­ri pos­si­bi­li, imma­gi­na­bi­li, era­no tre. Pri­mo. Pro­va­re a rilan­cia­re la vit­to­ria del 2014 cer­can­do un quid neces­sa­rio per rag­giun­ge­re l’obiettivo del­le cose fat­te. Secon­do. Evi­ta­re il logo­ra­men­to per­ché i logo­ra­to­ri fini­sco­no per logo­ra­re se stes­si. Ter­zo. Evi­ta­re di spe­gne­re la luce anzi­tem­po. Intan­to suc­ce­de che gli avver­sa­ri inter­ni di Oli­ve­rio e Magor­no abbia­no inten­si­fi­ca­to le loro riu­nio­ni esplo­ra­ti­ve sot­to la spin­ta del­le aree socia­li­ste e cat­to­li­che. I resi­sten­ti imma­gi­na­no la crea­zio­ne dia­ree civi­che e rifor­mi­ste. Lune­dì si riu­ni­sce a Lame­zia l’assemblea regio­na­le del Pd, gio­ve­dì arri­va a Cosen­za Andrea Orlan­do.

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