Lanzetta contro tutti: "Su di me infamità, Oliverio ammetta l'infortunio politico"

Maria Carmela Lanzetta

Ildispaccio.it REGGIO CALABRIA – "Il mon­do è un posto peri­co­lo­so, non a cau­sa di quel­li che com­pio­no azio­ni mal­va­gie ma per quel­li che osser­va­no sen­za fare nul­la". Ini­zia così, con una cita­zio­ne di Albert Ein­stein, la lun­ga nota di repli­ca del mini­stro Maria Car­me­la Lan­zet­ta.

"Caro Segre­ta­rio, mi per­met­to di ricor­dar­ti che l'audizione alla com­mis­sio­ne anti­ma­fia è sta­ta secre­ta­ta e, quin­di, for­se sareb­be il caso- obbli­ga­to­rio-che non venis­se­ro rive­la­ti i con­te­nu­ti. Vor­rei anche con­si­gliar­ti di evi­ta­re di far­ne un uso poli­ti­co, anche in buo­na fede, per­ché altri­men­ti rischi di dar­mi ragio­ne quan­do ho sup­po­sto che la mia audi­zio­ne rispon­de­va ad altri obiet­ti­vi. Vor­rei anche ricor­da­re che Palaz­zo Chi­gi ha espres­so un pare­re abba­stan­za chia­ro e net­to sul­la que­stio­ne che ha cau­sa­to il mio non ingres­so in giun­ta, di cui ero già con­vin­ta, ma su que­sto non hai rite­nu­to di pro­fe­ri­re paro­la, men­tre non ti sfug­ge mai l'occasione di repli­ca­re alle mie con­si­de­ra­zio­ni, così come hai fat­to, in modo indi­ret­to, all'Assemblea Regio­na­le; né hai rite­nu­to oppor­tu­no "con­te­sta­re" la con­vo­ca­zio­ne del­la com­mis­sio­ne anti­ma­fia nono­stan­te la moti­va­zio­ne incon­si­sten­te, men­tre, come ho det­to e ripe­to, la ndran­ghe­ta impaz­za in tut­ta Ita­lia. I 5se­gre­ta­ri5 pen­sa­no di far­mi desi­ste­re o di ridur­mi al silen­zio con le loro infa­man­ti inti­mi­da­zio­ni, ma si sba­glia­no di gros­so; ne ho subi­te ben altre – che a lor signo­ri in pol­tro­na non augu­ro mai – com­pre­si due seque­stri di per­so­na di miei paren­ti- ma non ho abbas­sa­to la testa che, inve­ce, qual­cu­no di loro ha per­so com­ple­ta­men­te: for­se per­ché ha qual­co­sa da nascon­de­re? Segre­ta­rio, hai qual­co­sa da dire a pro­po­si­to di uno dei più infa­man­ti e ver­go­gno­si insul­ti ver­so le più alte isti­tu­zio­ni ita­lia­ne? Lo chie­do anche al signor gover­na­to­re, al qua­le vor­rei con­si­glia­re di man­te­ne­re la cal­ma, per­ché la sot­to­scrit­ta non è abi­tua­ta a segui­re o ad attua­re "inte­res­si poli­ti­ci" di chic­ches­sia e, soprat­tut­to, lo invi­to a non abban­do­nar­si ad allu­sio­ni varie, per­ché sono incon­si­sten­ti e val­go­no solo come inti­mi­da­zio­ni… poli­ti­che, natu­ral­men­te. E poi non sen­te di esse­re in con­trad­di­zio­ne con se stes­so nel momen­to in cui abbia­mo fat­to insie­me la cam­pa­gna elet­to­ra­le, ha par­te­ci­pa­to con me a con­ve­gni e incon­tri al Mini­ste­ro, ecc.?". 

Sola con­tro tut­ti, Maria Car­me­la Lan­zet­ta repli­ca alle dure rispo­ste rice­vu­te dal mon­do del Par­ti­to Demo­cra­ti­co, dopo il suo inter­ven­to nel­la tra­smis­sio­ne Klau­sCon­di­cio. "Ma il mas­si­mo dell'infamità lo rag­giun­go­no i suoi 5se­gre­ta­ri5 quan­do mi accu­sa­no di esse­re "vici­no alla cul­tu­ra mafio­sa": è una affer­ma­zio­ne da una par­te in pri­mis denun­cia­bi­le, ma dall'altra ridi­co­la, arte­fat­ta e inso­ste­ni­bi­le, pro­nun­cia­ta dal­la peg­gio­re spe­cie di arram­pi­ca­to­ri socia­li con sci­vo­lo­ni ridi­co­li ver­so una bas­sa, grez­za e para­ma­fio­sa cul­tu­ra poli­ti­ca che, in que­sto modo, ren­do­no inde­gna la cari­ca di segre­ta­rio pro­vin­cia­le che deten­go­no, tre dei qua­li, tra l'altro, con­tro le rego­le del­lo Sta­tu­to del PD. Ma pri­ma o poi una risa­ta li sep­pel­li­rà. Vor­rei anche ricor­dar­le, signor gover­na­to­re che, nel men­tre ho il dirit­to di fare le mie con­si­de­ra­zio­ni riguar­do le sue scel­te, il "caso De Gae­ta­no" è scop­pia­to nei gior­na­li a dicem­bre 2014, per poi esse­re ripre­so a fine gen­na­io 2015, con fat­ti mai smen­ti­ti da nes­su­no. Stra­na­men­te, nono­stan­te tut­ta que­sta pub­bli­ca­zio­ne gior­na­li­sti­ca e una inter­ro­ga­zio­ne par­la­men­ta­re del 2010, la com­mis­sio­ne anti­ma­fia non ha rite­nu­to di con­vo­ca­re le per­so­ne rite­nu­te più oppor­tu­ne per for­ni­re infor­ma­zio­ni sul­la que­stio­ne. E chi con­vo­ca inve­ce? Lan­zet­ta. Vor­rei far capi­re, tra l'altro, all'on. Bin­di che la mia non è una pole­mi­ca gra­tui­ta o altro (il 2012, da Sin­da­co, ho volu­to for­te­men­te la pre­sen­za dell'on. Bin­di a Mona­ste­ra­ce per la festa del 2 giu­gno), ma tro­va anche una giu­sti­fi­ca­zio­ne in un suo com­men­to del 2013 con rife­ri­men­to ad una rifles­sio­ne di Fabri­zio Bar­ca. Ha dichia­ra­to infat­ti l'on. Bin­di, in Cala­bria per un ciclo di con­fe­ren­ze dell'Associazione di for­ma­zio­ne poli­ti­ca "Giu­sep­pe Dos­set­ti": "PD in Cala­bria in mano ai capi­ba­sto­ne? Bar­ca non cri­ti­ca, ma foto­gra­fa". In Cala­bria, "dove capi e capet­ti si auto legit­ti­ma­no" e dove "le pra­ti­che clien­te­la­ri sono l'anticamera del­la cri­mi­na­li­tà". Signor gover­na­to­re, riguar­do la tele­no­ve­la intol­le­ran­te e stan­can­te del­la serie se ho det­to pri­ma "si" e poi "no" o vice­ver­sa, rispon­do con il comu­ni­ca­to di Palaz­zo Chi­gi e con il mio del 27 gen­na­io ("non ci sono le con­di­zio­ni di chia­rez­za sul­la posi­zio­ne dell'assessore Nino De Gae­ta­no"), due gior­ni dopo che lei mi ha comu­ni­ca­to uffi­cial­men­te il nome dell'assessore alle infra­strut­tu­re, ai lavo­ri pub­bli­ci e ai tra­spor­ti" dice anco­ra Lan­zet­ta.

"E allo­ra? Qual è il pro­ble­ma? Lei pen­sa vera­men­te che gior­no più o gior­no meno pos­sa esse­re rap­pre­sen­ta­ta come una giu­sti­fi­ca­zio­ne per le sue con­si­de­ra­zio­ni? Sono sicu­ra che non lo cre­de nean­che lei; e allo­ra, signor gover­na­to­re, le chie­do, con mol­to mol­to rispet­to, di non offen­de­re la sua intel­li­gen­za. Comun­que, per "addol­ci­re" la que­stio­ne, le sug­ge­ri­sco una bat­tu­ta di Bre­cht: "Esi­ta­re va benis­si­mo, se poi fai quel­lo che devi fare". Sem­mai sono io che chie­do a lei e ai suoi segre­ta­ri – così come richie­sto da mol­ti cala­bre­si – di spie­gar­ci final­men­te come mai De Gae­ta­no non è sta­to can­di­da­to alle regio­na­li e poi è sta­to ripe­sca­to come asses­so­re: ce lo vole­te spie­ga­re una vol­ta per tut­te, in modo chia­ro, net­to, con­vin­cen­te e sen­za equi­vo­ci? Come cit­ta­di­ni di que­sta Regio­ne, ne abbia­mo dirit­to o no? O vi cre­de­te immu­ni da qual­sia­si cri­ti­ca? E allo­ra, signor gover­na­to­re, sono io che dico, a nome di tut­ti i cit­ta­di­ni cala­bre­si che non ne pos­so­no più di una poli­ti­ca auto­re­fe­ren­zia­le, che anco­ra vede il cit­ta­di­no a chie­de­re con il cap­pel­lo in mano: Ades­so Basta! Per­ché nel­la mia inter­vi­sta non ho accu­sa­to nes­su­no, ma ho solo fat­to del­le con­si­de­ra­zio­ni poli­ti­che su una scel­ta che non con­di­vi­do, ma che potreb­be "fare un favo­re alla ndran­ghe­ta" non cer­ta­men­te per­ché que­sta è la sua volon­tà, signor gover­na­to­re, come ha volu­to inten­de­re lei in buo­na o cat­ti­va fede, ma per­ché spes­so le cose e i fat­ti pren­do­no stra­de acci­den­ta­te sen­za che ce ne accor­gia­mo o per altri moti­vi.

E se qual­cu­no ti avvi­sa in tem­po del­la deri­va dovre­sti rin­gra­ziar­lo, non accu­sar­lo. Di que­sto sono sicu­ra, per­ché ho dal­la mia par­te cit­ta­di­ni e ammi­ni­stra­to­ri di tut­ta Ita­lia che sosten­go­no le mie scel­te. E spe­ro che, pri­ma o poi, ven­ga smen­ti­to il famo­so det­to di M L. King che tut­ti cono­scia­mo, nel sen­so che "non vor­rei ave­re più pau­ra del silen­zio dei giu­sti", che sono tan­ti ma, spes­so, han­no pau­ra di par­la­re pro­prio per­ché in Cala­bria, regio­ne ad eco­no­mia debo­le, la poli­ti­ca ha trop­po pote­re con­di­zio­nan­te la vita del­le per­so­ne, soprat­tut­to le più debo­li, per ovvi moti­vi." con­ti­nua l'ex mini­stro per gli Affa­ri Regio­na­li.

"E men­tre un con­si­glie­re regio­na­le e due cit­ta­di­ni di Locri e di Sider­no ( solo per­ché par­te­ci­pa­va alle pri­ma­rie) subi­sco­no vigliac­che inti­mi­da­zio­ni di una serie inter­mi­na­bi­le e depri­men­te, la poli­ti­ca cala­bre­se con­ti­nua a fare lot­ta alla mafia in Cala­bria solo con le atte­sta­zio­ni di soli­da­rie­tà e vici­nan­za, a cui ho det­to basta, alme­no in for­ma pub­bli­ca. E quan­do li ho espres­si, ho sem­pre det­to e ripe­tu­to che occor­re­va e occor­re cam­bia­re pas­so, costrui­re altri oriz­zon­ti di lega­li­tà, dispor­re di una com­mis­sio­ne antin­dra­ghe­ta che abbia alme­no anche un ruo­lo edu­ca­ti­vo per le gio­va­ni gene­ra­zio­ni, spen­den­do­si ogni gior­no per incon­tri nel­le scuo­le e nei pae­si, così come, sen­za tema di smen­ti­ta e in tem­pi non sospet­ti, l'avevo chie­sto per la com­mis­sio­ne anti­ma­fia nazio­na­le. Ma non è mai trop­po tar­di. Per con­clu­de­re vor­rei ricor­da­re al segre­ta­rio e al signor gover­na­to­re, che le mie con­si­de­ra­zio­ni poli­ti­che riflet­to­no quel­le pro­nun­cia­te da Mat­teo Ren­zi e Lui­gi Zan­da a pro­po­si­to del "caso Lupi", che mi per­met­to di ricor­da­re per rin­fre­sca­re la memo­ria: Non c'è biso­gno di un avvi­so di garan­zia per dimet­ter­si, per­ché lo si fa soprat­tut­to per que­stio­ni poli­ti­che ed eti­che (Ren­zi) "La rego­la del­la poli­ti­ca è che chi ha respon­sa­bi­li­tà pub­bli­che con­si­de­ri sem­pre prio­ri­ta­rio il rap­por­to di fidu­cia con i cit­ta­di­ni. Non stia­mo par­lan­do di pro­ce­di­men­ti giu­di­zia­ri, ma di posi­zio­ni e di respon­sa­bi­li­tà poli­ti­che. Mi augu­ro che in Ita­lia si stia apren­do una nuo­va sta­gio­ne in cui la poli­ti­ca sap­pia rico­no­sce­re le rego­le spe­cia­li alle qua­li è sot­to­po­sta (Zan­da)." dice anco­ra Lan­zet­ta ai suoi inter­lo­cu­to­ri.

Poi un post scrip­tum: "Signor gover­na­to­re, lei sa benis­si­mo di esse­re incor­so in un infor­tu­nio poli­ti­co. Ma se riu­scis­se ad ammet­ter­lo sareb­be un gesto che rivo­lu­zio­ne­reb­be posi­ti­va­men­te e per sem­pre la poli­ti­ca in Cala­bria; non dimen­ti­chi infat­ti che dal­la sua poli­ti­ca dipen­de­rà la vita o la mor­te del­la nostra Regio­ne, dove la mag­gio­ran­za dei cala­bre­si one­sti e per bene ha scel­to di vive­re. Al segre­ta­rio Magor­no chie­do di dir­ci final­men­te qua­li sono gli obiet­ti­vi rea­li – non teo­ri­ci da con­ve­gni – del PD cala­bre­se, come inten­de rag­giun­ger­li, per­ché e con chi. Det­to que­sto, anti­ci­po che il 12 apri­le sarò anch'io pre­sen­te ad Ama­ro­ni per rap­pre­sen­ta­re vici­nan­za e soli­da­rie­tà al con­si­glie­re regio­na­le Artu­ro Bova" con­clu­de l'ex mini­stro Maria Car­me­la Lan­zet­ta, oggi com­po­nen­te del­la Dire­zio­ne Nazio­na­le del Par­ti­to Demo­cra­ti­co.

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