Legambiente alla Regione Calabria: “Ripartire dalle politiche ambientale per affrontare le emergenze calabresi”

Legambiente.it ROMA – Ripartire dalle politiche ambientali per dare una concreta e reale risposta alle tante emergenze che la Calabria ogni giorno affronta. Il dissesto idrogeologico, la questione rifiuti e la raccolta differenziata “porta a porta”, l’emergenza depurazione, la tutela del territorio e del mare devono essere i punti sui cui lavorare e ripartire attraverso una agenda politica ambientale ben precisa. Un altro fronte prioritario è rappresentato dal rispetto della legalità, dalla trasparenza nella gestione della cosa pubblica nelle istituzioni e nel territorio, dalla lotta alle ecomafie. L’ecomafia è una seria minaccia per l’ambiente e un laccio mortale per l’economia. Sono decine i clan della ndrangheta che hanno sviluppato vere e proprie holding criminali dedite alla gestione del ciclo illegale del cemento o dei rifiuti. L’illegalità aggredisce e cancella la bellezza: del territorio, dei luoghi, del paesaggio, ma anche la bellezza dei gesti, quella della buona convivenza, la bellezza di riconoscersi cittadini della stessa Regione.

I primi passi del neo presidente sono significativi ma non bastano, se per un verso vi è la decisione di costituire la Regione come parte civile in tutti i processi contro la ndrangheta, per un altro sembra che la “vecchia politica” possa ancora una volta condizionare scelte e programmi di sviluppo. Su questi temi e questioni Legambiente pretende dalla Regione Calabria e dal suo presidente Mario Oliviero risposte ed azioni chiare ed incisive. C’è ancora molto da fare per far sì che questa Regione esca dalle perenni emergenze che la soffocano ogni giorno.

Per questo l’associazione ambientalista è pronta a fare la sua parte con proposte e azioni ma anche a denunciare ed a vigilare affinché si trovino soluzioni e sinergie adeguate per affrontare i problemi non solo ambientali calabresi. Prima fra tutti quello della estrema criticità della gestione dei rifiuti per passare poi alla maladepurazione. Una situazione denunciata non solo da Legambiente con Goletta Verde, ma anche dalla stessa Unione Europea. La nuova procedura di infrazione europea sul trattamento dei reflui urbani piazza, infatti la Calabria tra le regioni peggiori in Italia, con ben 129 agglomerati urbani in cui vengono segnalate “anomalie” sulla depurazione. Legambiente per questo ha chiesto alla Regione Calabria e a tutti gli enti locali di fare chiarezza innanzitutto rispetto agli oltre 700 milioni di euro stanziati dal 2000 per colmare le gravi lacune del sistema depurativo calabrese che solo non hanno prodotto soluzioni reali al problema ma che rischiano di tornare a Bruxelles.

“Quello che serve – dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – è un cambio di passo e di rottura rispetto al passato. Un’azione da avviare al più presto, perché la Calabria e i suoi cittadini non possono più aspettare. La mancanza di programmazione fa sì che in Calabria tutto sia sempre gestito in forma “straordinaria”, nel frattempo si continuano a pagare multe salate per la violazione delle Direttive Ue, ad attentare alla salute dei calabresi, a devastare ambiente e territorio e a compromettere il turismo. Per questo è ora che alla politica delle tante parole segua, invece, quella dei fatti e delle azioni per la tutela del territorio e del mare, attivando anche delle sinergie con gli amministratori locali, gli operatori del settore e i cittadini. Soprattutto ci aspettiamo dalla nuova giunta che raccolga in pieno l'appello del nuovo Capo dello Stato Sergio Mattarella per riunire la parte migliore del paese contro le mafie e la corruzione. La Calabria merita questo e tant’altro”.

“La Calabria – aggiunge Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – deve dimostrare che esiste una buona politica in grado di risolvere i problemi dei cittadini. Per questo dal nuovo esecutivo regionale ci aspettiamo scelte forti e decise che facciano uscire dalle emergenze e possano porci nelle condizioni di programmare il futuro e la speranza di futuro delle donne e dei giovani calabresi: è ora di porre la parole fine alle tante vergogne ambientali calabresi. Oltre all’emergenza maladepurazione, c’è poi quella dei rifiuti che rischia di rendere vano il buon lavoro portato avanti da quei comuni calabresi virtuosi come Roccella Jonica, tra i vincitori dei comuni ricicloni, Cosenza, Saracena, San Fili. Comuni che dimostrano come anche in Calabria sia possibile un’altra gestione dei rifiuti che non guardi più alla discarica. In quest’ottica crediamo che sia importante attivare un piano straordinario che incentivi la raccolta differenziata “porta a porta” soprattutto dell’organico, che porti alla realizzazione di tanti impianti a supporto della raccolta differenziata ed alla realizzazione di impianti di digestione anaerobica e compostaggio e di centri comunali di raccolta, che preveda il divieto di conferimento in discarica dei rifiuti non pretrattati, partendo da un accordo efficace, efficiente e trasparente con i Consorzi di filiera per il riciciclaggio dei materiali differenziati”.

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