L'Espresso in edicola: la Lega e i rapporti con le ndrine di Rosarno

ROMA – L'Espresso in edi­co­la dome­ni­ca pub­bli­ca un'inchiesta sul­la Lega a Rosar­no, in pro­vin­cia di Reg­gio Cala­bria, dove è sta­to elet­to sena­to­re Mat­teo Sal­vi­ni e il Car­roc­cio ha supe­ra­to la dop­pia cifra. Il pae­se cala­bre­se, scri­ve il set­ti­ma­na­le in una nota, "è feu­do di poten­ti fami­glie di ndran­ghe­ta e sim­bo­lo del­lo sfrut­ta­men­to dei brac­cian­ti afri­ca­ni nei cam­pi". L'exploit leghi­sta, scri­ve L'Espresso, è sta­to pos­si­bi­le "gra­zie al respon­sa­bi­le del­la sezio­ne loca­le Vin­cen­zo Giof­frè" che, can­di­da­to non elet­to alla Came­ra, "è sta­to uno degli orga­niz­za­to­ri del­la festa-comi­zio post elet­to­ra­le con Sal­vi­ni ospi­te d'onore nel liceo del pae­se". Secon­do il set­ti­ma­na­le, Giof­frè, "per oltre 10 anni ha avu­to rap­por­ti d'affari con uomi­ni sospet­ta­ti di esse­re con­ti­gui ai clan loca­li. Clas­se '81, a soli 19 anni ha fon­da­to una coo­pe­ra­ti­va agri­co­la con un per­so­nag­gio lega­to al clan Pesce, mar­chio doc del­la ndran­ghe­ta, con rami­fi­ca­zio­ni nel Nord Ita­lia e in Euro­pa – si leg­ge nel­la nota de L'Espresso – e lea­der nel nar­co­traf­fi­co inter­na­zio­na­le. Secon­do alcu­ni atti giu­di­zia­ri, il part­ner d'affari di Giof­frè è sta­to tra gli armie­ri del­la cosca. Nel 2012 fu inda­ga­to dal­la pro­cu­ra anti­ma­fia di Reg­gio Cala­bria per favo­reg­gia­men­to del­la ndri­na rosar­ne­se, tut­ta­via quel filo­ne non ha avu­to fino­ra uno sboc­co pro­ces­sua­le".

Giof­frè, pro­se­gue il set­ti­ma­na­le, "risul­ta tra i fon­da­to­ri di una secon­da azien­da, un con­sor­zio di pro­dut­to­ri agri­co­li. Tra gli azio­ni­sti, indi­ca­no i docu­men­ti socie­ta­ri, ci sono due uomi­ni che l'antimafia col­le­ga diret­ta­men­te alla fami­glia Bel­loc­co, allea­ta del clan Pesce". L'attuale segre­ta­rio leghi­sta di Rosar­no ha ade­ri­to al Car­roc­cio nel 2016 dopo aver lascia­to Fra­tel­li d'Italia. "Il pri­mo a dar­gli il ben­ve­nu­to uffi­cia­le è sta­to Dome­ni­co Fur­giue­le, respon­sa­bi­le regio­na­le del par­ti­to e, dal 4 mar­zo, depu­ta­to", scri­ve il set­ti­ma­na­le, secon­do il qua­le il suo­ce­ro di Fur­giue­le "è in car­ce­re per estor­sio­ne aggra­va­ta dal meto­do mafio­so e ha i beni sot­to seque­stro su richie­sta dell'Antimafia: per i giu­di­ci di pri­mo gra­do, è con­ti­guo alle cosche di Lame­zia". L'Espresso aggiun­ge che "nel con­ge­la­men­to del patri­mo­nio socie­ta­rio e immo­bi­lia­re è fini­ta anche la moglie del depu­ta­to cala­bre­se" alla qua­le il tri­bu­na­le "ha seque­stra­to un immo­bi­le e una socie­tà".

Intan­to, la Lega ha già que­re­la­to il grup­po Espres­so e tut­ti quel­li che han­no asso­cia­to al nome di Sal­vi­ni la ndran­ghe­ta, la mafia e la camor­ra. E con­ti­nue­rà con que­sta linea anche nel­la cir­co­stan­za del ser­vi­zio annun­cia­to dall'Espresso che sarà in edi­co­la dome­ni­ca. È quan­to scrit­to in una nota del par­ti­to che fa rife­ri­men­to al ser­vi­zio anti­ci­pa­to dall'Espresso. "Mar­te­dì mat­ti­na sarò a Pal­mi – dice poi Mat­teo Sal­vi­ni – pro­prio per testi­mo­nia­re la vici­nan­za mia per­so­na­le, del gover­no e del­la Lega ai cit­ta­di­ni per­be­ne con­tro ogni mafia inau­gu­ran­do un nuo­vo com­mis­sa­ria­to di Poli­zia in un immo­bi­le seque­stra­to alla ndran­ghe­ta"

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