M5s: il candidato è Francesco Aiello, ma il movimento è spaccato

Repubblica.it ROMA – La scel­ta del M5S sul­le regio­na­li in Emi­lia Roma­gna e Cala­bria avrà riper­cus­sio­ni sul gover­no? "No, non ce ne saran­no". Così ha rispo­sto ai cro­ni­sti Lui­gi Di Maio al ter­mi­ne del­la cena con gli altri mini­stri in un risto­ran­te roma­no, dopo il voto degli iscrit­ti sul­la piat­ta­for­ma Rous­seau. Ma la deci­sio­ne dei mili­tan­ti ha inne­sca­to una cor­sa alle ele­zio­ni che pro­ce­de spe­di­ta. Il pri­mo pas­so è sta­to sta­mat­ti­na una ope­ra­ti­va tra Di Maio, e i coor­di­na­to­ri del­la cam­pa­gna elet­to­ra­le dei pen­ta­stel­la­ti per le Regio­na­li del­la Cala­bria, il depu­ta­to Pao­lo Paren­te­la, e dell'Emilia Roma­gna, il con­si­glie­re regio­na­le Andrea Ber­ta­ni e il sena­to­re Gabrie­le Lan­zi Alla fine Paren­te­la ha fat­to sape­re che "In siner­gia abbia­mo con­cor­da­to le linee prin­ci­pa­li del­la nostra cam­pa­gna elet­to­ra­le: pre­sen­za del Movi­men­to con liste civi­che col­le­ga­te e nes­su­na allean­za con il Par­ti­to demo­cra­ti­co".

L'altra acce­le­ra­zio­ne arri­va dal­la Cala­bria, dove fon­ti del Movi­men­to han­no fat­to sape­re che si è offer­ta la can­di­da­tu­ra alla pol­tro­na di pre­si­den­te del­la regio­ne al docen­te uni­ver­si­ta­rio Fran­ce­sco Aiel­lo. Pro­fes­so­re di Poli­ti­ca eco­no­mi­ca all'Università del­la Cala­bria e fon­da­to­re del por­ta­le di eco­no­mia "Open Cala­bria", Aiel­lo si é pre­so qual­che gior­no per scio­glie­re la riser­va sull'accettazione del­la pro­po­sta di can­di­da­tu­ra.

La noti­zia ha subi­to susci­ta­to la rea­zio­ne di Daneia Nesci, depu­ta­ta che si era can­di­da­ta a gui­da­re il Movi­men­to nel­la cor­sa elet­to­ra­le. "A mag­gio­ran­za i col­le­ghi par­la­men­ta­ri cala­bre­si han­no pro­po­sto come can­di­da­to a pre­si­den­te Fran­ce­sco Aiel­lo. Figu­ra rispet­ta­bi­le e che non ho alcu­na inten­zio­ne di deni­gra­re o inde­bo­li­re Anzi – dice la Nesci – gli fac­cio gli augu­ri ed un in boc­ca al lupo. Io ho espres­so una linea poli­ti­ca dif­fe­ren­te, pre­ci­sa che meri­ta altret­tan­to rispet­to, visto che par­te da lon­ta­no e per moti­vi ben pre­ci­si, che il voto di ieri ha ben pale­sa­to".


Così, all'indomani del­la con­sul­ta­zio­ne inter­na nel Movi­men­to si dibat­te. Il pre­si­den­te del­la Came­ra Rober­to Fico invi­ta il M5s a una seria rifles­sio­ne: "Di ele­zio­ni regio­na­li ne abbia­mo fat­te tan­te, ce ne sono e ce ne saran­no anco­ra. Quel­lo che urge è un momen­to di rifles­sio­ne impor­tan­te rispet­to all'organizzazione, ai temi e all'identità e sul posi­zio­na­men­to gene­ra­le nel futu­ro di que­sto Movi­men­to", ha det­to par­lan­do con i gior­na­li­sti a mar­gi­ne dell'XI con­gres­so di Legam­bien­te in cor­so a Pie­trar­sa.

Più dura l'esponente gril­li­na Rober­ta Lom­bar­di, con­si­glie­re M5s alla Regio­ne Lazio, che attac­ca Di Maio Su Face­book: "Usia­mo Rous­seau per dav­ve­ro, non come scu­do die­tro cui nascon­der­si! E non per pro­cra­sti­na­re la pre­sa di coscien­za dell'inevitabile, ovve­ro che il ruo­lo del #Capo­Po­li­ti­co sin­go­lo ha fal­li­to e che l'unica gran­de riap­pro­pria­zio­ne del­la pro­pria iden­ti­tà è lavo­ra­re come #Intel­li­gen­za­Col­let­ti­va, rico­no­scen­do­la e rispet­tan­do­la". La Lom­bar­di nel pome­rig­gio tor­na all'attacco e chie­de di rivo­ta­re su Ros­sueau per deci­de se anda­re da soli o in coa­li­zio­ne. "Mi aspet­to ora che Il pros­si­mo immi­nen­te que­si­to su Rous­seau sia dedi­ca­to ai soli cit­ta­di­ni emi­lia­no-roma­gno­li e cala­bre­si, con una vera pos­si­bi­li­tà di scel­ta tra: anda­re al voto da soli, cer­can­do di coin­vol­ge­re liste civi­che vere; anda­re al voto in coa­li­zio­ne con il cen­tro­si­ni­stra; anda­re in coa­li­zio­ne con il cen­tro­de­stra", dice.

Insom­ma le acque nel Movi­men­to sono agi­ta­te al pun­to che Di Maio ha con­vo­ca­to l'assemblea dei depu­ta­ti mer­co­le­dì 27 novem­bre alle 20.30 nell'Auletta dei grup­pi di Mon­te­ci­to­rio. Intan­to le paro­le del capo poli­ti­co del M5s sono sta­te subi­to ripre­se anche dal mini­stro del­la Giu­sti­zia Alfon­so Bona­fe­de: "Indi­pen­den­te­men­te dal­le ele­zio­ni regio­na­li il gover­no va avan­ti. Per­ché il voto su Rous­seau dovreb­be met­ter­lo in dif­fi­col­tà? Duran­te la cena non si è par­la­to di que­sto. Ci sono tan­te que­stio­ni com­pli­ca­te da affron­ta­re, a comin­cia­re da quel­la di Taran­to".

Le scel­te dei Cin­que Stel­le sono osser­va­te con mol­ta atten­zio­ne dal can­di­da­to dem emi­lia­no Ste­fa­no Bonac­ci­ni. Il gover­na­to­re uscen­te dice: "Se vor­ran­no anda­re, come pare, per la loro stra­da, ami­ci come pri­ma, avver­sa­ri lea­li. Cre­do però si schiac­ce­ran­no in una pola­riz­za­zio­ne tra noi e la Lega". " Vin­ce­ran­no o Ste­fa­no Bonac­ci­ni, come è mol­to pro­ba­bi­le, o Lucia Bor­gon­zo­ni. Non c'è alter­na­ti­va. Il M5s non gover­na in nes­su­na del­le 20 regio­ni ita­lia­ne. Quin­di cre­do che una doman­da se la deb­ba­no por­re – osser­va Bonac­ci­ni – rispet­to alla capa­ci­tà di con­di­zio­na­re le poli­ti­che del ter­ri­to­rio".

Secon­do il can­di­da­to dem, cre­do ci sia­no mol­te più cose che ci uni­sco­no rispet­to a quel­le che ci divi­do­no. Però sta a loro la scel­ta. Non ho mai con­di­vi­so l'idea di fare allean­ze solo per bat­te­re gli avver­sa­ri. Sareb­be­ro pre­se in giro degli elet­to­ri. Se ci si vuo­le sede­re per tro­va­re un accor­do pro­gram­ma­ti­co – con­clu­de – biso­gna far­lo e vede­re se ci sono spun­ti che pos­so­no met­te­re in cam­po poli­ti­che che daran­no un futu­ro anco­ra miglio­re all'Emilia Roma­gna".

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