Mafie a Roma, per l'associazione DaSud "serve una operazione-verità"

ROMA – "Oggi Roma è a rischio: ser­ve una gran­de ope­ra­zio­ne veri­tà. Per que­sto da oltre un anno chie­dia­mo la con­vo­ca­zio­ne di un con­si­glio comu­na­le aper­to: per­ché nes­su­no – la poli­ti­ca, le clas­si diri­gen­ti dif­fu­se, i cit­ta­di­ni – pos­sa più dire non lo sape­vo, per­ché nes­su­no pos­sa più sot­to­va­lu­ta­re quel­lo che sta acca­den­do, per­ché nes­su­no pos­sa sot­trar­si alle pro­prie respon­sa­bi­li­tà. Da lì, da que­sta immer­sio­ne den­tro una real­tà che nes­su­no ha volu­to vede­re, pos­sia­mo ripar­ti­re". Lo dichia­ra Dani­lo Chi­ri­co, por­ta­vo­ce dell'associazione anti-mafie daSud. 

"Nel 2013 – ricor­da – alle­stim­mo un auto­bus turi­sti­co per fare un Roma mafie tour: un cen­ti­na­io di per­so­ne attra­ver­sa­ro­no il cen­tro del­la cit­tà alla sco­per­ta dei luo­ghi in mano alle mafie. Una pro­vo­ca­zio­ne, si dis­se. Non era affat­to così. E i fat­ti pur­trop­po sono anda­ti ben oltre le pre­vi­sio­ni: gior­no dopo gior­no sco­pria­mo che nuo­vi risto­ran­ti e hotel, nego­zi e bar sono in mano ai pre­sta­no­me dei clan. Tut­to que­sto è avve­nu­to nel cor­so di un tren­ten­nio con la com­pli­ci­tà di pez­zi impor­tan­ti del mon­do del­le pro­fes­sio­ni, dell'impresa, del­la buro­cra­zia roma­na, con il silen­zio del­la poli­ti­ca e del­la socie­tà civi­le. Il risul­ta­to del nega­zio­ni­smo e di que­sta stra­te­gia del­la sot­to­va­lu­ta­zio­ne è che oggi le mafie sono radi­ca­te den­tro l'economia roma­na e i sol­di del­le cosche fan­no gira­re gli affa­ri", con­clu­de.