Mattiello (Pd): “Maria Concetta Cacciola testimone e non pentita. Qualcuno lo spieghi al Corriere della Sera”

ROMA – "Qualcuno spieghi al titolista del Corriere della Sera la differenza tra pentiti e testimoni di giustizia": lo afferma il deputato Pd Davide Mattiello, componente della Commissione Antimafia in cui coordina il V Comitato sui testimoni di giustizia, i collaboratori e le vittime di mafia, in relazione all'articolo di Bianconi sul Corsera di oggi che ricostruisce la drammatica vicenda di Maria Concetta Cacciola.

"Un articolo importante – lo definisce Mattiello – perchè non deve abbassarsi mai l'attenzione nei confronti di chi in contesti difficilissimi preferisce la legge dello Stato alla legge dei clan. Ma il titolo dell'articolo – osserva l'esponente del Pd – è una offesa: Maria Concetta non era una pentita, cioè una collaboratrice, era una testimone, cioè una persona che senza aver mai preso parte alla commissione di delitti di ndrangheta orditi dalla famiglia alla quale apparteneva, decide di rompere e di raccontare tutto quel che sa. L'onore di Maria Concetta Cacciola è già stato vilipeso dai familiari e dai sodali di questi che hanno cercato di accreditare la versione del suicidio e far passare Maria Concetta come una povera pazza, massima attenzione allora a non aggigere offesa a offesa".

"La proposta di legge di riforma della materia sulla tutela dei testimoni di giustizia sulla quale stiamo lavorando in Commissione Antimafia – conclude Mattiello – servirà anche a ribadire nella maniera più chiara e concreta la distanza tra testimoni e collaboratori".

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