Ndrangheta a Brescello, il prefetto nomina una commissione d’accesso al Comune. Il sindaco sul boss disse “è educato”

Marcello Coffrini

David Mar­ced­du Ilfattoquotidiano.it REGGIO EMILIA – Il pre­fet­to di Reg­gio Emi­lia Raf­fae­le Ruber­to ha nomi­na­to la com­mis­sio­ne per effet­tua­re l’accesso nel comu­ne di Bre­scel­lo, pae­se dell’Emilia sul­le rive del Po ammi­ni­stra­to da una mag­gio­ran­za di cen­tro­si­ni­stra. Secon­do la leg­ge è il pri­mo pas­so di una lun­ga pro­ce­du­ra che deve valu­ta­re l’eventuale pre­sen­za di infil­tra­zio­ni mafio­se nell’amministrazione comu­na­le. E se que­ste fos­se­ro riscon­tra­te ci sareb­be lo scio­gli­men­to per mafia, un caso, quest’ultimo, che fino­ra non si è mai veri­fi­ca­to in Emi­lia Roma­gna. Il pae­si­no di Bre­scel­lo, noto in tut­to il mon­do per la saga di don Camil­lo e Pep­po­ne, nell’ultimo anno era pas­sa­to alle cro­na­che per quel­le paro­le del sin­da­co elet­to con una lista appog­gia­ta dal Pd, Mar­cel­lo Cof­fri­ni, su un con­dan­na­to per mafia e rac­col­te duran­te un docu­men­ta­rio del­la web tv Cor­to­cir­cui­to: “Uno mol­to com­po­sto, edu­ca­to che ha sem­pre vis­su­to a bas­so livel­lo”, dis­se il sin­da­co rife­ren­do­si a Fran­ce­sco Gran­de Ara­cri, da tem­po a Bre­scel­lo, con­dan­na­to per asso­cia­zio­ne mafio­sa e fra­tel­lo di Nico­li­no, con­si­de­ra­to capo del­la omo­ni­ma cosca ori­gi­na­ria di Cutro e atti­va in Emi­lia. Le paro­le di Cof­fri­ni rila­scia­te ai ragaz­zi del­la web tv dopo un bre­ve incon­tro fac­cia a fac­cia con Fran­ce­sco Gran­de Ara­cri (anche que­sto ripre­so in video), die­de­ro il via a mol­te cri­ti­che nei con­fron­ti dell’amministratore. Il con­si­glio comu­na­le dopo qual­che gior­no gli votò la fidu­cia, ma la bufe­ra intor­no a Cof­fri­ni non si è mai pla­ca­ta.

Qual­che mese fa Clau­dio Fava, par­la­men­ta­re e vice pre­si­den­te del­la com­mis­sio­ne Anti­ma­fia, chie­se espli­ci­ta­men­te le sue dimis­sio­ni e man­dò una let­te­ra al pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca Ser­gio Mat­ta­rel­la e al pre­fet­to di Reg­gio Emi­lia Ruber­to chie­den­do loro che inter­ve­nis­se­ro, dis­se Fava, per “valu­ta­re l’effettiva auto­no­mia del­la ammi­ni­stra­zio­ne comu­na­le da pos­si­bi­li inge­ren­ze del­la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta”. Ora la pre­fet­tu­ra si muo­ve. Il pre­fet­to Ruber­to, sul­la base di un lavo­ro pro­pe­deu­ti­co di ana­li­si che sareb­be sta­to sup­por­ta­to anche dal­le for­ze di poli­zia, ha fat­to richie­sta al mini­ste­ro dell’Interno che ha auto­riz­za­to la nomi­na del­la com­mis­sio­ne d’accesso. Nel pome­rig­gio di mer­co­le­dì 10 giu­gno la com­mis­sio­ne – for­ma­ta da Adria­na Cogo­de, vice­pre­fet­to di Reg­gio, da Giu­sep­pe Zar­co­ne, diri­gen­te del ser­vi­zio con­ta­bi­li­tà e gestio­ne finan­zia­ria del­la pre­fet­tu­ra di Tori­no, e dal capi­ta­no dell’Arma Dario Cam­pa­nel­la, coman­dan­te del­la com­pa­gnia di Castel­no­vo Mon­ti, è anda­ta in comu­ne a Bre­scel­lo per noti­fi­ca­re il prov­ve­di­men­to al sin­da­co. Cof­fri­ni, dal can­to suo, inter­pel­la­to da ilfattoquotidiano.it per un com­men­to alla noti­zia si è limi­ta­to a un bre­ve comu­ni­ca­to stam­pa: “In data odier­na è sta­ta noti­fi­ca­ta al Comu­ne di Bre­scel­lo la nomi­na di Com­mis­sio­ne di Inda­gi­ne ai sen­si dell’articolo 143, com­ma 2, del decre­to legi­sla­ti­vo 267 del 2000”. 

Poi il comu­ni­ca­to pro­se­gue: “Il sin­da­co, come già dichia­ra­to più vol­te in pre­ce­den­za, acco­glie favo­re­vol­men­te l’iniziativa del Pre­fet­to di Reg­gio Emi­lia, in quan­to ido­nea a chia­ri­re defi­ni­ti­va­men­te la posi­zio­ne del sot­to­scrit­to e dell’amministrazione che rap­pre­sen­ta. Si assi­cu­ra sin d’ora la più ampia col­la­bo­ra­zio­ne ai mem­bri del­la Com­mis­sio­ne”. In pas­sa­to Cof­fri­ni ave­va spie­ga­to di non ave­re nul­la da teme­re da even­tua­li con­trol­li: “Non sono mai sta­to sot­to­po­sto ad alcu­na inda­gi­ne giu­di­zia­ria per mafia, per il sem­pli­ce moti­vo che non ce ne sono le ragio­ni. Ho fat­to auto­cri­ti­ca sul con­te­nu­to del­le mie dichia­ra­zio­ni, e ho rice­vu­to sul pun­to la fidu­cia del mio con­si­glio comu­na­le”, ave­va com­men­ta­to a mar­zo scor­so.