Ndrangheta in Val d'Aosta, al via il processo. "Il gruppo influenzò le elezioni"

TORINO – Si è aper­to oggi in Tri­bu­na­le, a Tori­no, il pro­ces­so sul­le infil­tra­zio­ni del­la ndran­ghe­ta in Val­le d'Aosta. Nei gior­ni scor­si la Pro­cu­ra ha depo­si­ta­to nuo­ve car­te: si trat­te­reb­be di 800 pagi­ne di atti­vi­tà inte­gra­ti­ve dei cara­bi­nie­ri del Ros che riguar­de­reb­be­ro anche le ele­zio­ni regio­na­li in Val­le D'Aosta del 2018. Dician­no­ve gli impu­ta­ti tra cui il boss Bru­no Nir­ta (det­to La bestia), refe­ren­te del­la cosca Nir­ta-Scal­zo­ne di San Luca, il con­si­glie­re regio­na­le Mar­co Sor­ba­ra (elet­to nel­le fila dell'Union val­do­tai­ne), Moni­ca Car­cea, l'assessore di un pic­co­lo comu­ne alle por­te di Aosta e l'avvocato tori­ne­se Car­lo Maria Romeo. Le accu­se, a vario tito­lo, sono asso­cia­zio­ne di tipo mafio­so, estor­sio­ne ten­ta­ta e con­su­ma­ta, traf­fi­co di dro­ga, deten­zio­ne e ricet­ta­zio­ne di armi, ten­ta­to scam­bio elet­to­ra­le poli­ti­co-mafio­so. Han­no chie­sto di costi­tuir­si par­te civi­le la Regio­ne Val­le D'Aosta, il Comu­ne di Aosta, il Comu­ne di Saint Pier­re, l'associazione Libe­ra.

"Il soda­li­zio mafio­so di matri­ce ndran­ghe­ti­sta capeg­gia­to dai fra­tel­li Mar­co e Rober­to Di Dona­to è riu­sci­to a influen­za­re le ele­zio­ni per il rin­no­vo del Con­si­glio regio­na­le del­la Val­le d'Aosta del 20 mag­gio 2018. Infat­ti è riu­sci­to a con­di­zio­na­re le scel­te elet­to­ra­li di una par­te degli elet­to­ri al fine di sod­di­sfa­re gli inte­res­si o le esi­gen­ze del soda­li­zio". Lo scri­ve il pm Vale­rio Lon­gi, tito­la­re dell'inchiesta deno­mi­na­ta Egom­nia e con­dot­ta dai cara­bi­nie­ri di Aosta su quel­la tor­na­ta elet­to­ra­le, nel­la nota­zio­ne tra­smes­sa ad inte­gra­zio­ne nell'ambito dell'udienza pre­li­mi­na­re per l'operazione Geen­na su infil­tra­zio­ni del­la ndran­ghe­ta in Val­le d'Aosta.

"Le dichia­ra­zio­ni dell'avvocato Del­la Val­le get­ta­no, evi­den­te­men­te, una pesan­te ombra sui mas­si­mi ver­ti­ci regio­na­li, un'ombra che la Val­le d'Aosta non può per­met­ter­si. Per que­sto moti­vo il nostro grup­po con­si­lia­re chie­de al pre­si­den­te del­la Giun­ta Anto­nio Fos­son di fare imme­dia­ta­men­te chia­rez­za, a tute­la dell'immagine del­la nostra Regio­ne o, qua­lo­ra gli ele­men­ti rife­ri­ti fos­se­ro fon­da­ti, a fare urgen­te­men­te le con­se­guen­ti oppor­tu­ne valu­ta­zio­ni". Lo scri­ve, in una nota, la Lega Val­le d'Aosta in meri­to all'avvio del pro­ces­so dell'operazione Geen­na per infil­tra­zio­ni del­la ndran­ghe­ta in Val­le d'Aosta.

"Pare, da indi­scre­zio­ni, che Anto­nio Fos­son, pre­si­den­te del­la Val­le D'Aosta sia indi­ca­to dal­le nuo­ve atti­vi­tà inve­sti­ga­ti­ve come bene­fi­cia­rio in ter­mi­ni elet­to­ra­li del­la loca­le di Aosta". Così l'avvocato Raf­fae­le Del­la Val­le, difen­so­re di Mar­co Sor­ba­ra, con­si­glie­re regio­na­le impu­ta­to con altre 18 per­so­ne nel pro­ces­so per le infil­tra­zio­ni del­la ndran­ghe­ta in Val­le D'Aosta ini­zia­to oggi a Tori­no. "Noi non cre­dia­mo al coin­vol­gi­men­to di Fos­son. Per que­sto voglio ave­re il tem­po di leg­ge­re le car­te".

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