Nicotera, raccolta di firme per fermare la cronista anti-cosche

Enza Dell'Acqua

Car­lo Macrì Corriere.it NICOTERA – Com­mis­sa­ria­to per mafia per la ter­za vol­ta in 15 anni, Nico­te­ra, cen­tro del Vibo­ne­se, rischia di esse­re ricor­da­to anche per l'inedita ini­zia­ti­va mes­sa su da un grup­po di cit­ta­di­ni, mem­bri del «Movi­men­to 14 luglio», il cui sco­po sareb­be quel­lo di tap­pa­re la boc­ca alla liber­tà di infor­ma­zio­ne e in par­ti­co­lar modo alla gior­na­li­sta loca­le Enza Dell'Acqua, cor­ri­spon­den­te del Quo­ti­dia­no del Sud.

Da lune­dì mat­ti­na in alcu­ni eser­ci­zi com­mer­cia­li di Nico­te­ra è in atto una rac­col­ta fir­ma che ha il sapo­re del­la dele­git­ti­ma­zio­ne nei con­fron­ti del­la cro­ni­sta da anni in pri­ma linea con­tro le cosche loca­li. Nel docu­men­to i 40 mem­bri del Movi­men­to accu­sa­no la gior­na­li­sta di fare una «scor­ret­ta infor­ma­zio­ne» su alcu­ni tem­pi impor­tan­ti per la comu­ni­tà come quel­lo del ser­vi­zio idri­co. A Nico­te­ra da anni, ormai, l'acqua che fuo­rie­sce dai rubi­net­ti non è pota­bi­le e su que­sti dis­ser­vi­zi anche la magi­stra­tu­ra da tem­po ha aper­to una inchie­sta. Gli arti­co­li sul­la pota­bi­li­tà dell'acqua sono però l'ultima goc­cia che ha fat­to tra­boc­ca­re il vaso.

Negli ulti­mi mesi Enza Dell'Acqua si è occu­pa­ta anche del­la vicen­da del nipo­te del boss e del­la spo­sa arri­va­ti nel­la piaz­za prin­ci­pa­le del pae­se a bor­do di un eli­cot­te­ro. Per l'occasione le vie del cen­tro furo­no chiu­se per dare sfar­zo a quell'iniziativa che qual­che gior­no dopo por­tò il sin­da­co Fran­co Paga­no alle dimis­sio­ni. Poco tem­po dopo il gover­no sciol­se per infil­tra­zio­ni mafio­se l'amministrazione comu­na­le. La magi­stra­tu­ra aprì un'inchiesta. Enza Dell'Acqua per gli arti­co­li scrit­ti sul­la sto­ria dell'elicottero, fu accu­sa­ta, insul­ta­ta, minac­cia­ta. Come lei stes­sa scri­ve in un memo­ria­le alle­ga­to alla denun­cia pre­sen­ta­ta dopo aver sapu­to del­la rac­col­ta del­le fir­me con­tro di lei, la cro­ni­sta del Quo­ti­dia­no del Sud par­la di "attac­chi giun­ti dal­la socie­tà sana e dal­la Chie­sa".

In par­ti­co­lar modo ci sareb­be­ro tre don­ne e Ema­nue­le Man­cu­so, figlio del boss "Luni" Man­cu­so, det­to "u nge­gne­ri", al ver­ti­ce dell'omonimo clan tra i più agguer­ri­ti in Cala­bria, die­tro que­ste minac­ce con­ti­nue. In que­sti gior­ni, poi, con­tro Enza Dell'Acqua e Lia Sta­ro­po­li, pre­si­den­te dell'associazione anti­ma­fia Con­Di­vi­sa, era sta­to atti­va­to un pro­fi­lo Face­book fon­da­to da alcu­ne fami­glie di ndran­ghe­ta del vibo­ne­se attra­ver­so il qua­le le due don­ne veni­va­no ripe­tu­ta­men­te insul­ta­te. Il fon­da­to­re del sito era sta­to appun­to Ema­nue­le Man­cu­so. Il grup­po qual­che gior­no fa è sta­to chiu­so dal­la poli­zia posta­le. Oggi la sot­to­scri­zio­ne pub­bli­ca per impe­di­re alla gior­na­li­sta di svol­ge­re il suo mestie­re.

Gli attivisti del "Movimento 14 luglio" sono scesi in piazza per raccogliere firme contro Enza Dell'Acqua. Albanese (Fnsi): violenza pura

Corrieredellacalabria.it VIBO VALENTIA – In alcu­ni nego­zi di Nico­te­ra, nel vibo­ne­se, è in atto una rac­col­ta fir­me per una peti­zio­ne pro­mos­sa dal "Movi­men­to 14 luglio" con­tro la gior­na­li­sta del Quo­ti­dia­no del Sud Enza Dell'Acqua accu­sa­ta di fare «scor­ret­ta infor­ma­zio­ne». Accu­sa che si rife­ri­reb­be alla pota­bi­li­tà dell'acqua che a Nico­te­ra sta pro­vo­can­do pro­ble­mi da tem­po e che è al cen­tro di un'inchiesta del­la magi­stra­tu­ra. Sul­la vicen­da è inter­ve­nu­to Miche­le Alba­ne­se, dele­ga­to nazio­na­le alla Lega­li­tà del­la Fnsi, il sin­da­ca­to dei gior­na­li­sti.

«La repli­ca ad un arti­co­lo è un dirit­to san­ci­to dal­la leg­ge – affer­ma in una dichia­ra­zio­ne Alba­ne­se – ma arri­va­re ad avvia­re una peti­zio­ne per accu­sa­re un gior­na­li­sta, in que­sto caso una gior­na­li­sta, di kil­le­rag­gio e di dif­fa­ma­zio­ne è vio­len­za pura, ver­ba­le per il momen­to, ma di vio­len­za si trat­ta. Un atto che crea scon­cer­to per il meto­do usa­to che potreb­be crea­re peri­co­li alla col­le­ga Enza dell'Acqua, cor­ri­spon­den­te del Quo­ti­dia­no del Sud da Nico­te­ra in pro­vin­cia di Vibo Valen­tia, pro­ta­go­ni­sta di que­sta tri­ste ed inac­cet­ta­bi­le vicen­da. Avvia­re una peti­zio­ne pub­bli­ca può por­ta­re qual­cu­no a gesti incon­sul­ti e quin­di espor­re a rischi la col­le­ga. Mi augu­ro che il movi­men­to civi­co che ha dato ori­gi­ne all'iniziativa recu­pe­ri il valo­re del con­fron­to civi­le e demo­cra­ti­co e abban­do­ni scel­te ed ini­zia­ti­ve che avve­le­na­no il cli­ma già di per se pesan­te in una zona ad alta den­si­tà ndran­ghe­ti­sti­ca».

Nico­te­ra, nei mesi scor­si, è sta­ta tea­tro del­la vicen­da dell'elicottero atter­ra­to nel­la piaz­za del pae­se in occa­sio­ne di un matri­mo­nio. Vicen­da su qua­le sta inda­gan­do la Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca e che ha con­tri­bui­to allo scio­gli­men­to del comu­ne per infil­tra­zio­ni mafio­se – per la ter­za vol­ta in 15 anni – al ter­mi­ne di un'istruttoria avvia­ta ben pri­ma del­la vicen­da degli spo­si in eli­cot­te­ro.

1 Commento

  1. Sia­mo sem­pre gli stes­si, quel­li che han­no ucci­so Pisa­ca­ne e i fra­tel­li Ban­die­ra che veni­va­no a libe­rar­ci, o, più di recen­te, quel­li che se un eli­cot­te­ro atter­ra in piaz­za "e che ci fa? Sie­te voi gior­na­li­sti che esa­ge­ra­te". Una gigan­te­sca, antro­po­lo­gi­ca sin­dro­me di Stoc­col­ma che ci por­ta a difen­de­re i nostri aguz­zi­ni in nome di un pre­sun­to ono­re o imma­gi­ne da difen­de­re che non abbia­mo mai avu­to in real­tà, e del­la qua­le c'è ben poco da difen­de­re.

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