Oliverio: "Lanzetta parla a sproposito". E definisce "destabilizzanti" le critiche su De Gaetano

CATANZARO – "Ora basta. Fino­ra il rispet­to dovu­to al ruo­lo isti­tu­zio­na­le rive­sti­to dal­la signo­ra Lan­zet­ta nel­le vesti di Mini­stro mi ha sug­ge­ri­to di evi­ta­re rispo­ste a posi­zio­ni stru­men­ta­li e pro­vo­ca­to­rie da lei assun­te. Tut­ta­via c'è un limi­te a tut­to". Ad affer­mar­lo, in una nota, è il pre­si­den­te del­la Regio­ne Cala­bria Mario Oli­ve­rio. "Mi augu­ro – pro­se­gue – che la signo­ra Lan­zet­ta sia solo ani­ma­ta da sin­dro­me di esal­ta­zio­ne del pro­prio ego e che, con­sa­pe­vol­men­te o meno, non si pre­sti ad esse­re stru­men­to di una inte­res­sa­ta stra­te­gia desta­bi­liz­zan­te. Che gio­co fa la Lan­zet­ta? Qua­li inte­res­si poli­ti­ci o di altro gene­re inten­de difen­de­re?

E' inspie­ga­bi­le che pos­sa esse­re solo oggi dive­nu­ta improv­vi­sa­men­te detrat­tri­ce di Nino De Gae­ta­no, quan­do, inve­ce, fino al gior­no del­la nomi­na del­la Giun­ta ne ha sem­pre par­la­to, non solo a me, come un bra­vo e sti­ma­to diri­gen­te poli­ti­co. Imma­gi­no sap­pia la signo­ra Lan­zet­ta che la mafia si favo­ri­sce anche quan­do si sol­le­va­no pol­ve­ro­ni e si gio­ca ad inde­bo­li­re e fiac­ca­re la cre­di­bi­li­tà di una Isti­tu­zio­ne. Per quan­to mi riguar­da, nel­la mia lun­ga espe­rien­za di ammi­ni­stra­to­re non ho mai con­ces­so nul­la alle ille­ga­li­tà e men che meno alle rap­pre­sen­tan­ze mafio­se. A me non è mai capi­ta­to di dover­mi tro­va­re nel­la con­di­zio­ne in cui è inve­ce incor­sa, pro­ba­bil­men­te suo mal­gra­do, la signo­ra Lan­zet­ta da sin­da­co di Mona­ste­ra­ce; non ho mai dovu­to giu­sti­fi­ca­re affi­da­men­ti ille­ga­li di lavo­ri a cau­sa del­la pre­sen­za nel­le mie Giun­te di paren­ti stret­ti di boss mafio­si, rico­no­sciu­ti tali da sen­ten­ze di con­dan­na emes­se nel­le aule di tri­bu­na­li.

Se ha ele­men­ti vali­di e non dif­fa­ma­to­ri, dun­que, la signo­ra Lan­zet­ta si rivol­ga alla magi­stra­tu­ra piut­to­sto che con­ti­nua­re a par­la­re a spro­po­si­to in talk show tele­vi­si­vi com­pia­cen­ti, maga­ri col pro­po­si­to di tro­va­re spa­zio nei cir­cui­ti media­ti­ci. La signo­ra Lan­zet­ta avreb­be potu­to già in com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re anti­ma­fia espli­ci­ta­re le sue accu­se. Da quan­to risul­ta non l'ha fat­to. Anzi, ai com­mis­sa­ri di Palaz­zo San Macu­to ha dichia­ra­to di non esse­re in pos­ses­so di alcun ele­men­to. Sap­pia la signo­ra Lan­zet­ta che non può sali­re su nes­sun pul­pi­to per impar­ti­re lezio­ni di anti­ma­fia, tan­to­me­no al cospet­to del­la mia per­so­na, del­la mia sto­ria e del­la mia espe­rien­za poli­ti­ca ed ammi­ni­stra­ti­va. Una sto­ria lim­pi­da e tra­spa­ren­te, segna­ta da con­dot­te coe­ren­ti e da impe­gno con­cre­to nel con­tra­sto alla cri­mi­na­li­tà ed al malaf­fa­re. Pur­trop­po, e me ne duo­le, è sta­ta la signo­ra Lan­zet­ta ad esse­re richia­ma­ta ad una coe­ren­za anti­ma­fia, come è noto, anche da auto­re­vo­le stam­pa nazio­na­le". "Se si doves­se insi­ste­re, dun­que, in que­sta cam­pa­gna dif­fa­ma­to­ria – con­clu­de Oli­ve­rio – sarò costret­to a valu­ta­re qua­li ini­zia­ti­ve assu­me­re a tute­la del­la mia inte­gri­tà mora­le e del­la fun­zio­ne isti­tu­zio­na­le che i cit­ta­di­ni cala­bre­si con lar­go con­sen­so han­no inte­so affi­dar­mi".

"Ricor­do che nel cor­so del­la sua audi­zio­ne in Com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re anti­ma­fia, così com'è agli atti del­la stes­sa, Maria Car­me­la Lan­zet­ta, da me inter­ro­ga­ta sul suo rifiu­to di entra­re a far par­te del­la Giun­ta, dichia­rò che il cosid­det­to 'caso De Gae­ta­no' era esclu­si­va­men­te di carat­te­re poli­ti­co e non di altra natu­ra". Lo affer­ma, in una nota, Erne­sto Magor­no segre­ta­rio regio­na­le del Pd del­la Cala­bria e com­po­nen­te la Com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re anti­ma­fia, in meri­to alle ulti­me dichia­ra­zio­ni dell'ex mini­stro. "Per­tan­to – pro­se­gue Magor­no – se la Lan­zet­ta ha da denun­cia­re con pre­ci­sio­ne fat­ti, rife­ri­ti alla Giun­ta regio­na­le e ai suoi com­po­nen­ti, ha il dove­re di rife­rir­li alle com­pe­ten­ti Pro­cu­re del­la Repub­bli­ca e di ren­der­li noti pub­bli­ca­men­te e non in manie­ra allu­si­va e gra­ve­men­te inqui­nan­te del cli­ma poli­ti­co, dell'attività del par­ti­to al qua­le appar­tie­ne e del lavo­ro del gover­no regio­na­le in cari­ca". "Come già annun­cia­to ieri – con­clu­de il segre­ta­rio regio­na­le – il Pd cala­bre­se, uni­to, si ritro­ve­rà il 12 apri­le ad Ama­ro­ni, oggi luo­go sim­bo­lo di chi com­bat­te ogni gior­no con­cre­ta­men­te l'illegalità, per tene­re la Dire­zio­ne regio­na­le".

Ildispaccio.it "Le ulti­me dichia­ra­zio­ni dell'ex mini­stro Maria Car­me­la Lan­zet­ta non pos­so­no pas­sa­re sot­to silen­zio. L'affermazione secon­do la qua­le la ndran­ghe­ta avreb­be trat­to van­tag­gio dal suo man­ca­to ingres­so in giun­ta regio­na­le è gra­vis­si­ma quan­to pale­se­men­te infon­da­ta. Non è con­sen­ti­to, a chi ha pri­ma accet­ta­to e poi, suc­ces­si­va­men­te, rinun­cia­to a far par­te del­la giun­ta, get­ta­re fan­go sul pre­si­den­te Oli­ve­rio e sul Par­ti­to Demo­cra­ti­co. Rite­nia­mo che, dopo l'imbarazzante audi­zio­ne in com­mis­sio­ne anti­ma­fia nel­la qua­le la Lan­zet­ta ha defi­ni­to il cosid­det­to 'caso De Gae­ta­no' come poli­ti­co, non abbia più sen­so allu­de­re, misti­fi­ca­re ed equi­vo­ca­re uti­liz­zan­do un lin­guag­gio mol­to simi­le a quel­lo che, nel Mez­zo­gior­no d'Italia, è noto come tipi­co di una cul­tu­ra mafio­sa. Se l'ex mini­stro Lan­zet­ta è a cono­scen­za di rea­ti o di qual­si­vo­glia intrec­cio poli­ti­co-mafio­so lo denun­ci alla Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca, il resto è un pale­se ten­ta­ti­vo di costruir­si una car­rie­ra poli­ti­co-elet­to­ra­le che, inve­ce, ha biso­gno del lavo­ro quo­ti­dia­no e dei con­sen­si. È fini­to il tem­po del­le nomi­ne e del­le car­rie­re costrui­te su quell'antimafia di fac­cia­ta che ha pro­dot­to stor­tu­re ai dan­ni del­la Cala­bria, del Mez­zo­gior­no e dell'Italia inte­ra. La giun­ta regio­na­le ed il Par­ti­to Demo­cra­ti­co sono impe­gna­ti in un'azione di con­tra­sto, net­ta e sen­za quar­tie­re, con­tro la 'ndran­ghe­ta ed i pote­ri cri­mi­na­li che han­no affa­ma­to la Cala­bria, come dimo­stra­no i pri­mi prov­ve­di­men­ti del­la giun­ta Oli­ve­rio e le ulte­rio­ri ini­zia­ti­ve che saran­no mes­se in cam­po". E' quan­to affer­ma­no in una nota stam­pa i cin­que segre­ta­ri di fede­ra­zio­ne del Par­ti­to Demo­cra­ti­co del­la Cala­bria.

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