Oliverio si schiera con Mimmo Lucano. «Da criminali chiudere l’esperienza di Riace»

Fran­ce­sco Sor­gio­van­ni Quo­ti­dia­no del Sud RIACE – Si fa sem­pre più con­cre­to il rischio di chiu­su­ra dei pro­get­ti di acco­glien­za di Ria­ce. Ne è coscien­te più di tut­ti il sin­da­co Dome­ni­co Luca­no, che insie­me ai
suoi rifu­gia­ti ieri ha orga­niz­za­to un altro incon­tro per sen­si­bi­liz­za­re l’opinione pub­bli­ca e le isti­tu­zio­ni sul­le dif­fi­col­tà che i pro­get­ti a favo­re dei migran­ti stan­no attra­ver­san­do. Al capez­za­le di quel­lo che fino­ra è sta­to il “model­lo Ria­ce” è giun­to il pre­si­den­te del­la Regio­ne Cala­bria, Mario Oli­ve­rio, insie­me a qual­che sin­da­co del com­pren­so­rio, ex ammi­ni­stra­to­ri loca­li, rap­pre­sen­tan­ti sin­da­ca­li e poli­ti­ci.

Ma soprat­tut­to, ieri a Ria­ce c’erano i rifu­gia­ti anco­ra rima­sti e gli ope­ra­to­ri impe­gna­ti nei pro­get­ti di acco­glien­za. Sono sta­ti loro ad acco­glie­re, nel­la piaz­zet­ta Don­na Rosa, nel cuo­re del bor­go dell’alta Locri­de, il gover­na­to­re cala­bre­se, al qua­le han­no dona­to alcu­ni lavo­ri ese­gui­ti nei labo­ra­to­ri arti­gia­na­li aper­ti per gli stes­si migran­ti. Sono sta­ti i più pic­co­li a por­ta­re tali doni, quel­li che han­no con­sen­ti­to nel cor­so di que­sti anni di man­te­ne­re aper­ta la scuo­la del pae­se. Ora però rischia di sal­ta­re tut­to, nume­ro­si posti di lavo­ro e la chiu­su­ra di un ambu­la­to­rio medi­co volu­to dai tito­la­ri del cen­tro di radio­lo­gi­co di Sider­no per cura­re gra­tui­ta­men­te i rifu­gia­ti e la popo­la­zio­ne di Ria­ce.

«Sareb­be da cri­mi­na­li met­te­re in discus­sio­ne il model­lo Ria­ce» – ha gri­da­to il pre­si­den­te Oli­ve­rio, che già in pas­sa­to ha fat­to la voce gros­sa pres­so il mini­ste­ro dell’Interno, al fine di rece­pi­re le esi­gen­ze del sin­da­co Luca­no, mes­so alle stret­te per l’annoso ritar­do nel­la devo­lu­zio­ne dei finan­zia­men­ti gover­na­ti­vi. «Biso­gna soste­ne­re Luca­no e sgom­be­ra­re il cam­po da approc­ci buro­cra­ti­ci – ha aggiun­to Oli­ve­rio nel cor­so dell’assemblea che si è svol­ta in una media­te­ca stra­col­ma di gen­te. L’immigrazione, per il pre­si­den­te Oli­ve­rio, »pro­se­gui­rà anche in futu­ro e biso­gna inten­der­la come occa­sio­ne di svi­lup­po». Ma a Ria­ce le emer­gen­ze non allen­ta­no. I finan­zia­men­ti riman­go­no bloc­ca­ti. Così come sono bloc­ca­ti da tem­po i nuo­vi inse­ri­men­ti.

E poi c’è l’indagine giu­di­zia­ria scat­ta­ta ad otto­bre dell’anno scor­so in segui­to ad alcu­ne ispe­zio­ni mini­ste­ria­li e pre­fet­ti­zie, e anco­ra aper­ta. Il sin­da­co Dome­ni­co Luca­no è uno degli inda­ga­ti. I magi­stra­ti del­la Pro­cu­ra di Locri gli con­te­sta­no l’ipotesi di truf­fa aggra­va­ta, con­cus­sio­ne e abu­so d’ufficio per la pre­sun­ta gestio­ne ano­ma­la dei pro­get­ti di acco­glien­za di migran­ti nel comu­ne di Ria­ce. Bloc­ca­ta, da quel momen­to, anche la mes­sa in onda del­la fic­tion pro­dot­ta per Rai 1 con l’attore Bep­pe Fio­rel­lo nei pan­ni del sin­da­co Luca­no. “Cer­chia­mo di resi­ste­re” – ha dichia­ra­to il sin­da­co Luca­no. Ma in una nota spe­di­ta nei gior­ni scor­si al Pre­fet­to Mario Mor­co­ne, capo di gabi­net­to del mini­ste­ro dell’Interno e già capo del Dipar­ti­men­to per le liber­tà civi­li e l’immigrazione del­lo stes­so dica­ste­ro, ha scrit­to che «tut­to rischia di scom­pa­ri­re e di fare tor­na­re la comu­ni­tà nell’oblio del­la ras­se­gna­zio­ne e ci sarà un eso­do dei rifu­gia­ti».

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.