Oliverio "Sono in campo". Graziano: "Se si candida fuori è dal Pd"

CATANZARO – "No com­ment". Così il pre­si­den­te del­la Regio­ne Cala­bria Mario Oli­ve­rio ha rispo­sto ai gior­na­li­sti che gli chie­de­va­no le sue deter­mi­na­zio­ni dopo che il suo par­ti­to, il Pd, ha scel­to di soste­ne­re la can­di­da­tu­ra dell'imprenditore Pip­po Cal­li­po. Per doma­ni, a Lame­zia Ter­me, è in pro­gram­ma l'apertura del comi­ta­to "Oli­ve­rio pre­si­den­te".

"Ho mes­so in cam­po una dispo­ni­bi­li­tà e non ho mai det­to: o Oli­ve­rio o la mor­te". "Natu­ral­men­te sono in cam­po – ha aggiun­to Oli­ve­rio, che ha ripro­po­sto la sua can­di­da­tu­ra alla pre­si­den­za del­la Regio­ne – e mi augu­ro che si pos­sa costrui­re la mas­si­ma uni­tà pos­si­bi­le nel cen­tro­si­ni­stra. Non man­ca la mia dispo­ni­bi­li­tà in que­sta dire­zio­ne. Sono in cam­po, spe­ro che si pos­sa rea­liz­za­re l'unità neces­sa­ria e che la Cala­bria, nel sol­co di quan­to fat­to nel cor­so dei que­sti cin­que anni, pos­sa rea­liz­za­re tra­guar­di impor­tan­ti. Tra­guar­di di libe­ra­zio­ne e di occu­pa­zio­ne, di cre­sci­ta e di svi­lup­po".

Il segre­ta­rio nazio­na­le del Pd, Nico­la Zin­ga­ret­ti, sarà in Cala­bria nel fine set­ti­ma­na per par­te­ci­pa­re ad un'assemblea con gli iscrit­ti e con colo­ro che "voglio­no soste­ne­re il pre­si­den­te Cal­li­po. Per­ché que­sto è il vero tema da saba­to, il cam­bia­men­to, il rin­no­va­men­to del­la Cala­bria". Lo ha annun­cia­to il com­mis­sa­rio del Pd cala­bre­se Ste­fa­no Gra­zia­no incon­tran­do i gior­na­li­sti a Lame­zia Ter­me. "Quin­di – ha aggiun­to – rivol­gia­mo un appel­lo a tut­te le for­ze vive nuo­ve che voglio­no cam­bia­re la Cala­bria e soste­ne­re Pip­po Cal­li­po. Lo abbia­mo scel­to per tre ragio­ni di fon­do: per­ché è un uomo che ha una gran­de one­stà e ha fat­to denun­ce con­tro la 'ndran­ghe­ta; è un impren­di­to­re che sa rap­pre­sen­ta­re la Cala­bria nel mon­do; è un impren­di­to­re che uma­niz­za la pro­pria azien­da e quin­di per il ver­san­te socia­le di quest'uomo, in una paro­la l'Adriano Oli­vet­ti del­la Cala­bria degli anni 2000. In pas­sa­to ha soste­nu­to il cen­tro­de­stra? A mio avvi­so Cal­li­po rap­pre­sen­ta una spe­ran­za per la Cala­bria, soprat­tut­to per le nuo­ve gene­ra­zio­ni, per­ché ho visto che da quan­do lui ha scel­to di scen­de­re in cam­po per cam­bia­re la Cala­bria c'è sta­ta una gran­de mobi­li­ta­zio­ne, una gran­de voglia di cam­bia­men­to che lui inter­pre­ta. One­sta­men­te io guar­do al futu­ro e non al pas­sa­to".

Se il pre­si­den­te uscen­te del­la Regio­ne Cala­bria Mario Oli­ve­rio andrà avan­ti col suo pro­po­si­to di rican­di­dar­si andrà incon­tro all'espulsione dal Pd. Lo ha det­to il com­mis­sa­rio del Pd cala­bre­se Ste­fa­no Gra­zia­no rispon­den­do alle doman­de dei gior­na­li­sti. C'è la pro­spet­ti­va di un'espulsione di Oli­ve­rio? è sta­to chie­sto a Gra­zia­no. "Que­sta – è sta­ta la rispo­sta – è un'ovvietà. E' lo Sta­tu­to del Pd che lo dice. Chi si posi­zio­na in con­di­zio­ni oppo­ste è fuo­ri dal par­ti­to. Pos­si­bi­li­tà di media­zio­ni? Noi abbia­mo indi­ca­to la linea mol­to chia­ra­men­te, un can­di­da­to civi­co. É sce­so in cam­po Pip­po Cal­li­po e noi abbia­mo scel­to, con il segre­ta­rio Zin­ga­ret­ti, di soste­ner­lo. Il tema spet­ta a chi vuo­le fare altro non a noi. Per quel­lo che ci riguar­da, voglia­mo lavo­ra­re a cam­bia­re la Cala­bria e il cam­bia­men­to pas­sa per Cal­li­po. Chi fa un'altra cosa si posi­zio­na fuo­ri dal Pd". E le richie­ste di pri­ma­rie di espo­nen­ti dem e del cen­tro­si­ni­stra cala­bre­se? "Abbia­mo det­to chia­ra­men­te da oltre tre mesi che non si face­va­no. Stia­mo par­lan­do di una roba del pas­sa­to".

"Noi sia­mo aper­ti, sem­pre, e spe­ria­mo che, come dire, il Movi­men­to 5 Stel­le pos­sa esse­re fol­go­ra­to sul­la via di Dama­sco per­ché rispet­to ad un can­di­da­to come Pip­po Cal­li­po è dif­fi­ci­le dire di no". A dir­lo è sta­to il com­mis­sa­rio del Pd cala­bre­se Ste­fa­no Gra­zia­no rispon­den­do ai gior­na­li­sti sull'eventualità che in Cala­bria il Movi­men­to 5 Stel­le pos­sa con­flui­re su Pip­po Cal­li­po, la cui can­di­da­tu­ra è già soste­nu­ta dal Pd. "Soprat­tut­to – ha aggiun­to – per­ché stia­mo lavo­ran­do a liste nuo­ve dove, insie­me ad alcu­ni con­si­glie­ri regio­na­li uscen­ti, ci saran­no mol­ti gio­va­ni, don­ne, pro­fes­sio­ni­sti e rap­pre­sen­tan­ti del­la socie­tà civi­le. Ci saran­no alme­no 4 o 5 liste che soster­ran­no Cal­li­po".

"Ades­so basta. Sono set­ti­ma­ne che il com­mis­sa­rio regio­na­le del Pd Cala­bria con­tri­bui­sce a risol­ve­re la situa­zio­ne che si è crea­ta minac­cian­do espul­sio­ni ad ogni pas­so. Io que­sto atteg­gia­men­to lo con­si­de­ro inu­ti­le, dan­no­so e con­tra­rio pure allo spi­ri­to con cui Nico­la Zin­ga­ret­ti si era pre­sen­ta­to a gui­da­re il par­ti­to". Lo affer­ma Anna Piat­tel­li, indi­ca­ta da Nico­la Zin­ga­ret­ti come com­po­nen­te del­la Dire­zio­ne nazio­na­le del Pd, in rispo­sta al com­mis­sa­rio del Pd Cala­bria Ste­fa­no Gra­zia­no. "Per quan­to mi riguar­da – pro­se­gue Piat­tel­li – se anche un solo iscrit­to fini­sce sul­la lista nera di Gra­zia­no, allo­ra che pri­ma del suo nome ci sia il mio. Smet­te­rò di fare poli­ti­ca quan­do di fron­te ad un'ingiustizia sarò indif­fe­ren­te e non avver­ti­rò il desi­de­rio di spor­car­mi le mani per cam­bia­re quel­la situa­zio­ne. Non per decre­to. Chiun­que sia a fir­mar­lo".

Un incon­tro al segre­ta­rio Nico­la Zin­ga­ret­ti è sta­to chie­sto da quat­tro con­si­glie­ri regio­na­li del Pd dopo la scel­ta di Pip­po Cal­li­po qua­le can­di­da­to del par­ti­to alle pros­si­me regio­na­li. "Si con­vo­chi con urgen­za – scri­vo­no i con­si­glie­ri Giu­sep­pe Aie­ta, Mau­ro D'Acri, Miche­le Mira­bel­lo e Gian­ni Nuce­ra – un tavo­lo poli­ti­co in cui affron­ta­re con estre­ma velo­ci­tà la dram­ma­ti­ca situa­zio­ne poli­ti­ca cala­bre­se. Lo si fac­cia per­ché c'è in bal­lo il desti­no di una regio­ne e non dei sin­go­li. Il meto­do uti­liz­za­to nel­la scel­ta di Cal­li­po appa­re divi­si­vo e rischia di allar­ga­re le distan­ze nel­lo stes­so Pd e nel cam­po del cen­tro­si­ni­stra ali­men­tan­do con­trac­col­pi nega­ti­vi di cui é faci­le pre­ve­de­re gli esi­ti. Si fac­cia una discus­sio­ne inclu­si­va di tut­te le par­ti ribal­tan­do il meto­do uti­liz­za­to in que­ste set­ti­ma­ne che ha visto, nel­le inter­lo­cu­zio­ni roma­ne, coin­vol­ta solo una par­te del Pd cala­bre­se a dan­no del­la varie­ga­ta ric­chez­za di posi­zio­ni. Voglia­mo esse­re coin­vol­ti nel­la discus­sio­ne per­ché come con­si­glie­ri regio­na­li del Pd abbia­mo la neces­si­tà di dire la nostra essen­do rap­pre­sen­tan­ti dei ter­ri­to­ri". "Un Pd così dram­ma­ti­ca­men­te divi­so – con­clu­do­no – é un dan­no per la Cala­bria e per la comu­ni­tà dei demo­cra­ti­ci. Atten­dia­mo un atto di respon­sa­bi­li­tà dai ver­ti­ci roma­ni così come stia­mo chie­den­do da tem­po".

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