Omicidio Raciti a Catania, il Pg della Cassazione chiede una istanza di revisione a Reggio Calabria

CATANIA – "Annul­la­re l'ordinanza e rin­via­re per il giu­di­zio di revi­sio­ne alla Cor­te d'appello, sezio­ne mino­ren­ni, di Reg­gio Cala­bria". E' la richie­sta alla pri­ma sezio­ne del­la Cor­te di Cas­sa­zio­ne del Pg Lui­gi Riel­lo sull'istanza avan­za­ta dai lega­li di Anto­ni­no Spe­zia­le, uno dei due gio­va­ni ultras etnei con­dan­na­ti per l'uccisione dell'ispettore capo di poli­zia Filip­po Raci­ti duran­te il der­by Cata­nia-Paler­mo del 2 feb­bra­io 2007. 

La richie­sta di revi­sio­ne era sta­ta dichia­ra­ta inam­mis­si­bi­le dal­la Cor­te Appel­lo di Mes­si­na il 18 gen­na­io del 2013. Anto­ni­no Spe­zia­le, all'epoca dei fat­ti mino­ren­ne, sta scon­tan­do una con­dan­na defi­ni­ti­va, com­mi­na­ta il 14 novem­bre del 2012 dal­la Cor­te d'appello di Cata­nia, a 8 anni di reclu­sio­ne per omi­ci­dio pre­te­rin­ten­zio­na­le, che sono sta­ti poi ride­ter­mi­na­ti in sei anni. Con la stes­sa accu­sa è dete­nu­to Danie­le Mica­le, che ha avu­to inflit­ti 11 anni. Le due sen­ten­ze sono defi­ni­ti­ve. La richie­sta di revi­sio­ne del pro­ces­so a Spe­zia­le è sta­ta pre­sen­ta­ta dal suo lega­le, l'avvocato Giu­sep­pe Lipe­ra, che sostie­ne la tesi del 'fuo­co ami­co': l'ispettore Raci­ti non sareb­be sta­to feri­to mor­tal­men­te da un sot­to­la­vel­lo in lamie­ri­no lan­cia­to a mo' d'ariete da Spe­zia­le e Mica­le duran­te gli scon­tri al Mas­si­mi­no, ma col­pi­to acci­den­tal­men­te da un fuo­ri­stra­da del­la poli­zia nel piaz­za­le davan­ti lo sta­dio.

La teo­ria è sta­ta rite­nu­ta non cre­di­bi­le in tut­ti i gra­di di giu­di­zio fin'ora soste­nu­ti. Secon­do il Pg Lui­gi Riel­lo "per­ché pos­sa ammet­ter­si la revi­sio­ne di una sen­ten­za di con­dan­na, non è neces­sa­rio che i nuo­vi ele­men­ti sia­no tali da dimo­stra­re 'ictu ocu­li' l'ingiustizia del­la con­dan­na e da con­dur­re da soli al pro­scio­gli­men­to pie­no, ma – sot­to­li­nea il pro­cu­ra­to­re gene­ra­le del­la Cas­sa­zio­ne – è suf­fi­cien­te che essi abbia­no tali requi­si­ti di ido­nei­tà a far modi­fi­ca­re il pre­ce­den­te giu­di­zio di col­pe­vo­lez­za da ren­de­re pro­ba­bi­le che, attra­ver­so nuo­vo giu­di­zio di meri­to, a tale risul­ta­to oppo­sto si pos­sa per­ve­ni­re". "La revi­sio­ne del­la sen­ten­za di con­dan­na – sostie­ne il Pg – è ammes­sa anche se l'esito del giu­di­zio pos­sa con­dur­re al ragio­ne­vo­le dub­bio cir­ca la col­pe­vo­lez­za dell'imputato a cau­sa dell'insufficienza, dell'incertezza o del­la con­trad­dit­to­rie­tà del­le pro­ve di accu­sa". L'udienza, in came­ra di con­si­glio, del­la pri­ma sezio­ne pena­le del­la Cor­te di Cas­sa­zio­ne sul­la richie­sta di revi­sio­ne del pro­ces­so a Anto­ni­no Spe­zia­le si ter­rà doma­ni.