Operazione Aemilia, arrestato in Germania Gaetano Blasco, ritenuto uno degli organizzatori della rete di ndrangheta del clan Grande-Aracri

BOLOGNA – E' sta­to arre­sta­to in Ger­ma­nia dal­la poli­zia di Aug­sburg Gae­ta­no Bla­sco, 52 anni, rite­nu­to uno degli orga­niz­za­to­ri dell'associazione di tipo mafio­so sman­tel­la­ta in Emi­lia e ieri irre­pe­ri­bi­le all'esecuzione del­la misu­ra di custo­dia cau­te­la­re. Bla­sco è l'imprenditore inter­cet­ta­to men­tre par­la con Anto­nio Vale­rio, un altro inda­ga­to, nel­la tele­fo­na­ta in cui i due scher­za­no sul ter­re­mo­to, il 29 mag­gio 2012. I poli­ziot­ti tede­schi era­no in con­tat­to con i cara­bi­nie­ri.

L'operazione 'Aemi­lia' che ieri ha col­pi­to un'associazione di stam­po ndran­ghe­ti­sti­co con 'epi­cen­tro' a Reg­gio Emi­lia, lega­ta alla cosca Gran­de Ara­cri di Cutro (Cro­to­ne) non ha se non in pic­co­la par­te riguar­da­to il capo­luo­go regio­na­le, Bolo­gna. E' sta­to lo stes­so pro­cu­ra­to­re Rober­to Alfon­so, tor­nan­do sull'argomento coi gior­na­li­sti, a spie­ga­re che sot­to le Due Tor­ri non sono emer­si segni di un radi­ca­men­to del­la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta, come inve­ce rile­va­to in altre pro­vin­ce. "A Bolo­gna non abbia­mo avu­to riscon­tri di azien­de ricon­du­ci­bi­li a mafio­si che fan­no affa­ri con azien­de sane pre­sen­ti in cit­tà", ha det­to, aggiun­gen­do che "le veri­fi­che con­ti­nua­no, ovvia­men­te a 360 gra­di".

Il pro­cu­ra­to­re ha ricor­da­to poi l'arresto a Bolo­gna di Rober­ta Tat­ti­ni, con­su­len­te ban­ca­ria e finan­zia­ria, accu­sa­ta di con­cor­so ester­no all'associazione. "La sua atti­vi­tà non è secon­da­ria", ha det­to Alfon­so, citan­do la visi­ta che la pro­fes­sio­ni­sta rice­vet­te in cit­tà la visi­ta di Nico­li­no Gran­de Ara­cri per trat­ta­re di affa­ri. L'operazione con­tro la ndran­ghe­ta "è un pun­to fer­mo" nel­le con­si­de­ra­zio­ni sul­la pre­sen­za del­la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta in Emi­lia. Lo fa nota­re il pro­cu­ra­to­re capo di Bolo­gna Rober­to Alfon­so, man­dan­do un mes­sag­gio alle isti­tu­zio­ni: "La svol­ta è que­sta: ora la mafia non è solo una rela­zio­ne in un con­ve­gno, ma un prov­ve­di­men­to giu­di­zia­rio. E' una cosa ben diver­sa. Pos­so­no leg­ger­lo anche loro e capi­re qua­li sono le fra­gi­li­tà del siste­ma", evi­den­zia­te dall'indagini del­la Dda e dei cara­bi­nie­ri che ieri han­no arre­sta­to 117 per­so­ne.

Ai gior­na­li­sti che han­no doman­da­to quin­di se a suo avvi­so le isti­tu­zio­ni potreb­be­ro fare di più per con­tra­sta­re le mafie, Alfon­so ha rispo­sto: "Cia­scu­no sa per leg­ge il com­pi­to che deve svol­ge­re e può impe­gnar­si per far­lo". "La ricer­ca del con­sen­so media­ti­co, in pale­se con­tro­ten­den­za rispet­to alle rego­le fer­ree del­la dis­si­mu­la­zio­ne e dell'understatement mafio­so, costi­tui­sce a buon dirit­to una del­le nuo­ve fron­tie­re aper­te dal­la pro­gres­si­va infil­tra­zio­ne nel tes­su­to socia­le, ciò con un dupli­ce effet­to: ampli­fi­ca­re la capa­ci­tà espan­si­va del soda­li­zio, in gra­do di repe­ri­re diret­ta­men­te e non l'accesso ai mez­zi di infor­ma­zio­ne e crea­re le con­di­zio­ni per un diver­so, più mor­bi­do, atteg­gia­men­to dell'opinione pub­bli­ca, indot­ta ripe­tu­ta­men­te a cre­de­re che la par­ti­ta si gio­chi tra uno Sta­to ves­sa­to­re e one­sti fati­ca­to­ri". Lo ha scrit­to il Gip, Alber­to Zirol­di, nell'ordinanza dell'operazione Aemi­lia del­la Dda di Bolo­gna. Sono infat­ti diver­si gli inda­ga­ti che si sono ser­vi­ti dei mez­zi di infor­ma­zio­ne, con inter­vi­ste su quo­ti­dia­ni e in tv, attra­ver­so l'aiuto gior­na­li­sta Mar­co Giber­ti­ni, rag­giun­to da misu­ra di custo­dia cau­te­la­re per con­cor­so ester­no in asso­cia­zio­ne mafio­sa. "Del resto – con­ti­nua il Gip – la for­mi­da­bi­le poten­za del Quar­to pote­re non sfug­ge a Anto­nio Mat­ta­ce che, con­ver­san­do con Nico­li­no Sarcone,commenta '- è uno .…. è uno come si dice? E' un aggeg­gio che vera­men­te dove toc­ca toc­ca taglia e fa male il gior­na­li­smo…'".

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