Oppido Mamertina, torna in carcere Giuseppe Mazzagatti, il boss dell'"inchino"

Ildispaccio.it REGGIO CALABRIA – E' sta­to arre­sta­to que­sta not­te Giu­sep­pe Maz­za­gat­ti, clas­se 1932, il famo­so boss dell' "inchi­no" che sareb­be sta­to fat­to fare alla sta­tua del­la Madon­na di fron­te la sua abi­ta­zio­ne, duran­te una pro­ces­sio­ne reli­gio­sa a Oppi­do, la qua­le ave­va sca­te­na­to cruen­te pole­mi­che e pro­fon­de rifles­sio­ni in seno alla Chie­sa. L'anziano boss era sta­to già con­dan­na­to nel 2004 all'ergastolo per plu­ri­mi rea­ti qua­li asso­cia­zio­ne di tipo mafio­so e omi­ci­dio, rite­nu­to lo sto­ri­co capo­ba­sto­ne del­la omo­ni­ma cosca, e dal 2006 sta­va scon­tan­do la sua pena pres­so la pro­pria abi­ta­zio­ne.

Il prov­ve­di­men­to restrit­ti­vo emes­so dal Tri­bu­na­le di Sor­ve­glian­za di Reg­gio Cala­bria deri­va dall'istanza di revo­ca del­la deten­zio­ne domi­ci­lia­re avan­za­ta dal­la Pro­cu­ra Distret­tua­le di Reg­gio Cala­bria, sul­la base sia degli ele­men­ti rac­col­ti duran­te le inda­gi­ni dei Cara­bi­nie­ri rela­ti­ve all' "Ope­ra­zio­ne Erin­ni" (che ha inte­res­sa­to stret­ti con­san­gui­nei del Maz­za­gat­ti, tra i qua­li il figlio Roc­co, con­si­de­ra­to dagli inqui­ren­ti a capo del­la loca­le di ndran­ghe­ta di Oppi­do Mamer­ti­na), sia sul­la scor­ta del­le risul­tan­ze dei nume­ro­si con­trol­li effet­tua­ti dal­la Sta­zio­ne Cara­bi­nie­ri di Oppi­do Mamer­ti­na. In for­za degli ele­men­ti rac­col­ti, l'autorità giu­di­zia­ria ha dispo­sto nuo­vi con­trol­li medi­ci sull'ergastolano, deter­mi­nan­do che le con­di­zio­ni del Maz­za­gat­ti non sono incom­pa­ti­bi­li con il regi­me deten­ti­vo in un strut­tu­ra car­ce­ra­ria assi­sti­ta da ido­neo cen­tro cli­ni­co. Maz­za­gat­ti tor­no dun­que in car­ce­re, tra­sfe­ri­to in un peni­ten­zia­rio del cen­tro Ita­lia.

Il prov­ve­di­men­to restrit­ti­vo è sta­to emes­so dai giu­di­ci del Tri­bu­na­le di sor­ve­glian­za di Reg­gio Cala­bria. Maz­za­gat­ti, con­dan­na­to nel 2004 all'ergastolo per diver­si rea­ti tra cui asso­cia­zio­ne di tipo mafio­so e omi­ci­dio, è rite­nu­to dagli inqui­ren­ti lo sto­ri­co boss dell'omonima cosca e dal 2006 sta­va scon­tan­do la sua pena nel­la pro­pria abi­ta­zio­ne. L'anziano boss bene­fi­cia­va del­la deten­zio­ne domi­ci­lia­re in ragio­ne del­le sue con­di­zio­ni sani­ta­rie, appa­ren­te­men­te
incom­pa­ti­bi­li con il regi­me car­ce­ra­rio. Il prov­ve­di­men­to restrit­ti­vo emes­so dal Tri­bu­na­le di sor­ve­glian­za di Reg­gio Cala­bria deri­va dall'istanza di revo­ca del­la deten­zio­ne domi­ci­lia­re avan­za­ta dal­la Dda di Reg­gio Cala­bria a segui­to degli ele­men­ti emer­si duran­te le inda­gi­ni dell'inchiesta 'Erin­ni' e dal­le risul­tan­ze dei nume­ro­si con­trol­li effet­tua­ti dai cara­bi­nie­ri di Oppi­do Mamer­ti­na.
Il tri­bu­na­le di sor­ve­glian­za di Reg­gio Cala­bria ha quin­di dispo­sto nuo­vi con­trol­li medi­ci a cari­co dell'ergastolano, da cui è emer­so che le con­di­zio­ni di Maz­za­gat­ti non sono incom­pa­ti­bi­li con il regi­me deten­ti­vo in un strut­tu­ra car­ce­ra­ria assi­sti­ta da ido­neo cen­tro cli­ni­co. Il boss è sta­to così con­dot­to in un car­ce­re del cen­tro Ita­lia.

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