Patto di ferro tra ndrangheta e impresa, a Savona le cose oggi vanno così

Davi­de Milo­sa Ilfattoquotidiano.it MILANO – Impu­ta­ti per eva­sio­ne fisca­le, costi­tu­zio­ne di fon­di neri e rici­clag­gio, di più: for­te­men­te sospet­ta­ti di lega­mi con la ndran­ghe­ta dei Mora­bi­to-Bruz­za­ni­ti-Pala­ma­ra. E nono­stan­te que­sto le impre­se del­la fami­glia Fotia, ori­gi­na­ria di Afri­co ma da anni tra­pian­ta­ta nel comu­ne di Vado Ligu­re, navi­ga­no con il ven­to in pop­pa. Ben­ve­nu­ti a Savo­na, in quel­la ter­ra di ponen­te dove i fuo­chi dei clan ten­go­no in scac­co i com­mer­cian­ti e i col­let­ti bian­chi fan­no affa­ri con i boss. Ben­ve­nu­ti, ma sen­za fare rumo­re, per non sve­glia­re la poli­ti­ca che non sen­te, non vede, non par­la. Poli­ti­ca, ma non solo. Di mio­pia sem­bra­no sof­fri­re anche i sin­da­ca­ti, la Cisl in par­ti­co­la­re, le cui ban­die­re, il 17 set­tem­bre 2012, gar­ri­va­no sui camion del­la Sca­vo-ter e del­la Pdf, azien­de di sca­vi ricon­du­ci­bi­li ai Fotia. Moti­vo del­la pro­te­sta: la misu­ra inter­dit­ti­va del 10 mar­zo 2012 che vie­ta alle socie­tà di “con­trat­ta­re con la pub­bli­ca Ammi­ni­stra­zio­ne”. Nien­te appal­ti pub­bli­ci, ma solo fino al 12 set­tem­bre scor­so, visto che il tri­bu­na­le di Savo­na ha ridot­to il divie­to da nove a sei mesi. 

Non un vero e pro­prio via libe­ra, visto che l’ok defi­ni­ti­vo deve arri­va­re dal­lo stes­so pre­fet­to. Il par­ti­co­la­re, comun­que, gene­ra la con­te­sta­zio­ne. L’allarme è per i lavo­ra­to­ri. Il sin­da­ca­to caval­ca la pro­te­sta. Sull’interdittiva pesa­no le 6o pagi­ne di ordi­nan­za che nel mag­gio 2011 han­no por­ta­to in car­ce­re Pie­tro Fotia, pri­mo­ge­ni­to del capo­sti­pi­te Seba­stia­no. Sul tavo­lo dell’indagine, da un lato l’architettura con­ta­bi­le costrui­ta per accu­mu­la­re fon­di neri, dall’altro gli inten­si rap­por­ti tra i Fotia e Rober­to Droc­chi (anche lui arre­sta­to e man­da­to a giu­di­zio), capo del set­to­re lavo­ri pub­bli­ci nel comu­ne di Vado Ligu­re, il qua­le, rile­va il gip, si è reso col­pe­vo­le di “di atti con­tra­ri ai dove­ri del pro­prio uffi­cio, con­si­sti­ti nell’assegnazione alla Sca­vo-ter, in assen­za di pre­sup­po­sti di leg­ge, di appal­ti pub­bli­ci”. In cifre: oltre un milio­ne di euro dal 2006 al 2009. In cam­bio, il diri­gen­te comu­na­le incas­sa­va dai Fotia dena­ro per spon­so­riz­za­re la squa­dra di basket di cui Droc­chi è pre­si­den­te. Ma, anno­ta sem­pre il giu­di­ce, gli impor­ti ver­sa­ti “solo in par­te sono giu­sti­fi­ca­bi­li in rela­zio­ne all’effettivo ritor­no pub­bli­ci­ta­rio”. Il resto del teso­ret­to vie­ne let­to dal tri­bu­na­le di Savo­na come “la volon­tà dell’impresa di indi­riz­za­re in pro­prio favo­re le scel­te del pub­bli­co fun­zio­na­rio”.

Eppu­re que­sto è solo l’ultimo atto di un allar­me mafio­so che, sedi­men­ta­to nei decen­ni, oggi rie­splo­de in tut­ta la sua dram­ma­ti­ci­tà, dispo­nen­do sul tavo­lo una serie di docu­men­ti uffi­cia­li che testi­mo­nia­no il col­le­ga­men­to tra la ndran­ghe­ta e i Fotia, i qua­li, va det­to, nel pro­prio casel­la­rio giu­di­zia­rio, ad oggi, non con­ta­no con­dan­ne per asso­cia­zio­ne mafio­sa. E nono­stan­te que­sto la rela­zio­ne 2011 del­la Dire­zio­ne nazio­na­le anti­ma­fia regi­stra come “il 21 dicem­bre 2010 il R.o.s. di Reg­gio Cala­bria nell’ambito dell’operazione Rea­le 3 arre­sta­va a Savo­na pres­so l’abitazione di Dona­to Fotia il pre­giu­di­ca­to Mario Ver­sa­ci”, lati­tan­te e lega­to alla cosca Pel­le di San Luca. Nel 2008 e nel 2009, sem­pre il report del­la Dna inse­ri­sce la fami­glia Fotia nel­la map­pa del­la ndran­ghe­ta pre­sen­te nel Savo­ne­se. Di più: una nota di poli­zia segna­la come al fune­ra­le di Fran­ce­sco Faz­za­ri – “noto espo­nen­te del­la cosca Raso-Gul­la­ce- Alba­ne­se” – cele­bra­to il 26 feb­bra­io 2009 a Bor­ghet­to San­to Spi­ri­to (Savo­na), “veni­va docu­men­ta­ta la pre­sen­za di Seba­stia­no Fotia e del pro­prio Pie­tro Fotia, noti espo­nen­ti in que­sto ter­ri­to­rio del­la cosca del­la ndran­ghe­ta Mora­bi­to-Pala­ma­ra-Bruz­za­ni­ti”.

Nel 1993 Pie­tro Fotia vie­ne arre­sta­to e pro­ces­sa­to per una spa­ra­to­ria nel cen­tro di Savo­na. L’accusa è ten­ta­to omi­ci­dio. Sarà assol­to per insuf­fi­cien­za di pro­ve. Anni pri­ma il padre Seba­stia­no vie­ne arre­sto per due chi­li di eroi­na. Duran­te il bli­tz, nel covo di Vez­zi Por­tio, gli inve­sti­ga­to­ri sco­pro­no otto fuci­li mitra­glia­to­ri, tre­di­ci pisto­le, cin­que­cen­to pro­iet­ti­li e alcu­ne bom­be a mano. Di tut­to que­sto, però, i sin­da­ca­ti sem­bra­no non curar­si. E nem­me­no la poli­ti­ca che, tran­ne il Movi­men­to cin­que stel­le, non scen­de in cam­po per difen­de­re dal­le minac­ce chi le infil­tra­zio­ni le denun­cia da anni. Capi­ta tut­to l’8 set­tem­bre 2012 quan­do la Casa del­la Lega­li­tà con in testa il pre­si­den­te Cri­stian Abbon­dan­za, met­te in pie­di un volan­ti­nag­gio nel cen­tro di Savo­na. Obiet­ti­vo: denun­cia­re i rap­por­ti dei Fotia con la ndran­ghe­ta. Ne nasce una con­tro­ma­ni­fe­sta­zio­ne di pre­sun­ti ope­rai Sca­vo-ter alla cui testa si pone un plu­ri­pre­giu­di­ca­to in rap­por­ti con il clan degli zin­ga­ri. Il 9 set­tem­bre, mate­ma­ti­che, arri­va­no le minac­ce e cor­ro­no via Face­book. Sul pro­fi­lo per­so­na­le di Abbon­dan­za, un pre­sun­to paren­te avver­te: “Fotia e Bruz­za­ni­ti sono miei cugi­ni e quin­di non ti osa­re dire che sia­mo mafio­si o cos’altro per­ché ti pren­do e ti spac­co il culo”. Pas­sa­no pochi minu­ti e magi­ca­men­te il com­men­to scom­pa­re, assie­me al pro­fi­lo Fb del fami­lia­re degli impren­di­to­ri cala­bre­si. Rea­zio­ni? Nes­su­na. Nel frat­tem­po il 19 set­tem­bre il tri­bu­na­le di Savo­na ridu­ce l’interdittiva ai Fotia. Il docu­men­to del gip por­ta la data del 10 mar­zo. In quel momen­to la Sca­vo-ter, che ha una pro­du­zio­ne annua di oltre 10 milio­ne di euro, è socia al 100% di un’altra srl la Pdf nel cui asset­to socie­ta­rio, fino al mag­gio 2011, figu­ra anche Pie­tro Fotia, il qua­le, però, abban­do­na ogni cari­ca dopo l’arresto.

Nel frat­tem­po, il gip, acco­glien­do la richie­sta del pm, fir­ma l’interdittiva. Ad apri­le 2012, gli altri due fra­tel­li di Pie­tro Fotia, apro­no la Se.le.ni. Srl. Pochi gior­ni dopo la nuo­va socie­tà acqui­ste­rà dal­la Sca­vo-ter le quo­te socie­ta­ria del­la Pdf. Un bel risi­ko socie­ta­rio che sem­bra fat­to appo­sta per allon­ta­na­re il nome Sca­vo-ter dal­la Pdf pur man­te­nen­do­la nell’alveo fami­lia­re dei Fotia. Ades­so, però, il pro­ble­ma non si pone più visto che il tri­bu­na­le di Savo­na ha ridot­to l’interdittiva. Un pun­to impor­tan­te al qua­le va aggiun­ta la boc­cia­tu­ra sem­pre dei giu­di­ci savo­ne­si alla richie­sta di seque­stro e con­fi­sca con­te­nu­ta in oltre 200 pagi­ne fir­ma­te dal­la Dia. Sul caso, però, pen­de il ricor­so in Appel­lo a cui sta già lavo­ran­do la Pro­cu­ra con la Dia. Suc­ces­si­va­men­te, però, il ricor­so è sta­to respin­to per­ché gli ele­men­ti dedot­ti dal­la Dia riguar­do ai col­le­ga­men­ti dei Fotia con la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta sono defi­ni­ti come “pri­vi di riscon­tri con­cre­ti ovve­ro illa­zio­ni inve­sti­ga­ti­ve“. “Oggi la Ligu­ria, in fat­to di lot­ta alla mafia, è die­tro di decen­ni”, rac­con­ta un inve­sti­ga­to­re che qui ha lavo­ra­to per mol­to tem­po. Trop­pi i per­so­nag­gi che gio­ca­no su i tavo­li del­le isti­tu­zio­ni e del­la ndran­ghe­ta. Uno di loro, Anto­nio Fame­li, ori­gi­na­rio di San Fer­di­nan­do di Rosar­no, dopo esse­re sta­to arre­sta­to il 6 mar­zo 2012 per rici­clag­gio, è tor­na­to libe­ro per la sca­den­za dei ter­mi­ni cau­te­la­ri. Impren­di­to­re ric­chis­si­mo, Fame­li van­ta con­dan­ne per mafia e col­le­ga­men­ti impor­tan­ti con il gotha del­la ndran­ghe­ta.

Ma i suoi con­tat­ti van­no oltre. Tra i più cla­mo­ro­si quel­li con l’ex capo del­la Dda di Geno­va, non­ché ex pro­cu­ra­to­re di Savo­na Vin­cen­zo Sco­la­sti­co. Ecco allo­ra cosa ascol­ta­no gli inve­sti­ga­to­ri il 13 mag­gio 2011. “A me Sco­la­sti­co – dice Fame­li – mi ha det­to: in qua­lun­que situa­zio­ne ti tro­vi fai il mio nome”. Mafia, poli­ti­ca e magi­stra­tu­ra. In Ligu­ria oggi le cose van­no così. Modi­fi­ca­to da Reda­zio­ne Web alle 16.44 del 29 otto­bre 2012