Platì ed elezioni amministrative: ne parla Romano De Grazia

Ilpaese.info LA NOTIZIA della candidatura di Romano De Grazia già Magistrato della Suprema Corte di Cassazione e Presidente del Centro Studi Regionale “G. Lazzati”, sta suscitando attenzioni non solo nella popolazione platiese ma in tutta la Locride. Platì, è stato detto dall’ex Michele Strangio e dal rappresentante della seconda lista alle elezioni del 2009 dott. Rosario Sergio ha sete di democrazia e vuole riscattarsi da un lunghissimo retaggio di vacanza della rappresentanza locale, pur riconoscendo ai Commissari prefettizi lungimiranza e fattività operativa.

Il dott. De Grazia interviene con una nota personale nel dibattito precisando che la sua candidatura alla poltrona di Sindaco del comune di Platì, avanzata qualche giorno addietro, “non era una provocazione fine a sé stessa ma, invece, costituisce un vero progetto elettorale per la cittadina aspromontana. In queste ore la mia attività è rivolta alla formazione di una lista di candidati e, in questo delicato compito, sto ricevendo un valido supporto da parte del Segretario Regionale calabrese del COISP, il Sindacato Indipendente di Polizia che si sta distinguendo per le numerose battaglie portate avanti nel nome della legalità e della sicurezza dei cittadini, e dal Coordinatore Provinciale catanzarese di Futuro e Libertà per l’Italia, persona a me molto vicina da molti anni e che, tra l’altro, risulta tra i cofondatori del Centro Studi regionale “Lazzati”, da me istituito e che ho l’onore di presiedere, dal quale prende il nome la “famosa” legge da me scritta personalmente e che nell’ottobre 2010 è entrata nell’ordinamento giudiziario dello Stato Italiano, introducendo una norma essenziale che impone il divieto di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misura di prevenzione per reati di mafia e colpisce il voto di scambio politico-mafioso, colmando una grave lacuna legislativa e sanando un’anomalia tutta italiana.

Se il mio progetto andrà in porto, per me e la mia squadra sarà un onore potere condividere i problemi e contribuire a creare le condizioni di crescita economico-sociale dei platiesi ai quali, fin d’ora, prometto il massimo impegno non solo come ex magistrato ma soprattutto come calabrese che ha a cuore la propria terra e che crede nella possibilità di riscatto dei propri corregionali. Platì potrà diventare la mia città d’adozione e sono certo che i platiesi sapranno dimostrare che nessun obiettivo è impossibile e che, assieme, riusciremo a far uscire la storica cittadina dalla difficile condizione in cui si dibatte da anni e che, in questi periodi di profonda crisi economico-finanziaria italiana e mondiale, colpisce maggiormente gli strati più disaguati della popolazione e le comunità con economie deboli”. Per Maria Grazia Messineo dirigente Pd Siderno- esponente del Centro studi regionale “Lazzati” “Si tratta di una valorosa iniziativa promossa dall’ex presidente di Cassazione Romano De Grazia, nonché presidente del Centro Studi regionale “Lazzati” e fautore della Legge 13 ottobre 2010, n. 175, ( c.d. legge “Lazzati” ) che impone il divieto di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misura di prevenzione per reati di mafia, che ha deciso di scendere in campo, in prima persona, candidandosi a sindaco di Platì nelle elezioni del prossimo maggio . Ho appoggiato con convinzione il progetto di De Grazia, che seguo oramai da anni in tutte le sue battaglie per il ripristino della legalità, perché occorre “rompere il muro del silenzio” in un territorio dimenticato da tutti, in primis dallo Stato. E dai partiti politici, che non “osano” organizzarsi ed impegnarsi nel comune aspromontano noto un tempo come la patria dei sequestri di persona. La nostra è una battaglia che ha dietro un disegno ben più ampio di una ordinaria candidatura: l’esposizione personale a Platì e in tutti i comuni sciolti per mafia è indispensabile “ per riportare alla luce- così come ha dichiarato il giudice De Grazia- la vera essenza della politica”.

La nostra è una lista di protesta, dall’alto valore simbolico, o forse, sarebbe meglio definirla una “lista-denuncia” nei confronti di tutta la politica fuggitiva, dinnanzi alla tacita richiesta di un territorio che urla in silenzio di essere soccorso. A Platì e in tutti i comuni in cui si registra una presenza pervasiva della criminalità organizzata serve un rinnovato impegno antimafia che miri al recupero dell’identità collettiva e della fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini, dei quali solo una bassissima percentuale, alle ultime elezioni, si è recata alle urne. Questo è l’indicatore più eloquente del perché le amministrazioni non durano e del motivo per cui persino l’ufficio del segretario comunale stagna in regime di “vacatio”, ormai da tempo. A Platì non c’è lo Stato, perché tutti scappano. Con amarezza, in qualità di dirigente di partito, voglio denunciare questo inammissibile assenteismo da parte di tutti i partiti politici, che si rifiutano di penetrare nel tessuto sociale platiese e presentano le loro liste solo nei comuni in cui si sentono “garantiti”. Così come le stesse commissioni regionali antimafia, guidate dai c.d. “professionisti dell’antimafia” che, anziché impegnarsi in questo senso, propongono “parate” e “pagliacciate”, come gadget anti ndrina. E’ un dovere morale, prima ancora che un impegno politico, mettersi all’opera concretamente: “ a che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca”? Lo diceva Don Milani. Lo dimostriamo noi, assieme a tutti i cittadini onesti e pervasi da quel senso di libertà di coscienza e di rigore morale che in questi giorni hanno aderito alla nostra battaglia, come i membri della Coisp, il sindacato autonomo della Polizia di Stato, con a capo il suo segretario generale Giuseppe Brugnano, che ha dichiarato di candidarsi nelle nostre liste. Il prossimo 2 marzo, invece, saremo a Lecco con il giudice De Grazia, l’On. Angela Napoli e l’On. Lucia Codurelli, a spiegare il contenuto delle legge “Lazzati” agli amministratori della Lombardia, interessati alla normativa per il massiccio radicamento del connubio mafia-politica al nord. Basti pensare al comune di Ventimiglia, che è uno degli ultimi sciolti per mafia”.

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