Rosarno, dopo la sparatoria scomparso l'obiettivo dell'agguato

Dome­ni­co Lati­no Gaz­zet­ta del Sud ROSARNO — Pote­va acca­de­re l'irreparabile, maga­ri ai dan­ni di qual­che inno­cen­te e igna­ro pas­san­te, duran­te l'incredibile spa­ra­to­ria di saba­to sera veri­fi­ca­ta­si intor­no alle 21 lun­go la cen­tra­lis­si­ma e traf­fi­ca­ta via Nazio­na­le Nord. Sce­ne da vero e pro­prio "Far West", deci­sa­men­te inac­cet­ta­bi­li per una comu­ni­tà che sta cer­can­do di eman­ci­par­si dal gio­go strin­gen­te del­le più poten­ti ndri­ne del pano­ra­ma cri­mi­na­le. Ma anco­ra più scon­vol­gen­te è il sol pen­sa­re che pro­ba­bil­men­te i tan­ti auto­mo­bi­li­sti in tran­si­to a quell'ora abbia­no sen­ti­to fischia­re le pal­lot­to­le a un tiro di schiop­po dal­le loro teste. Oltre all'indignazione, maga­ri sot­ta­ciu­ta o comun­que ester­na­ta con estre­ma pru­den­za e a den­ti stret­ti, resta tut­ta­via un alo­ne di miste­ro intor­no ad un epi­so­dio alquan­to inquie­tan­te che potreb­be mina­re gli equi­li­bri tra le con­sor­te­rie mafio­se cit­ta­di­ne.

Secon­do una pri­ma rico­stru­zio­ne, infat­ti, l'obiettivo dei sica­ri o comun­que uno dei pro­ta­go­ni­sti del con­flit­to a fuo­co risul­ta esse­re il 37enne Sal­va­to­re Con­si­glio, rite­nu­to vici­no alla poten­te fami­glia di ndran­ghe­ta dei Pesce e per que­sto fini­to in manet­te nell'ambito dell'operazione "All Insi­de" che, nel 2010, ne disar­ti­co­lò in modo net­to la strut­tu­ra. L'uomo, stan­do alle poche infor­ma­zio­ni tra­pe­la­te, sta­va per­cor­ren­do la nevral­gi­ca arte­ria a bor­do di un'utilitaria Toyo­ta, model­lo "Yaris", quan­do si pre­su­me sia avve­nu­to una sor­ta di inci­den­te (la mac­chi­na posta sot­to seque­stro risul­ta tam­po­na­ta sia ante­rior­men­te che die­tro) a cui gli inqui­ren­ti stan­no cer­can­do di dare la giu­sta "let­tu­ra". L'ipotesi più plau­si­bi­le sem­bra pro­prio quel­la del fal­li­to aggua­to: Con­si­glio, dopo aver fre­na­to l'auto, per scam­pa­re alla furia omi­ci­da dei sica­ri, giun­ti for­se a bor­do di una moto­ci­clet­ta, avreb­be dap­pri­ma ten­ta­to di fug­gi­re in retro­mar­cia, sen­za riu­scir­ci, sal­vo poi deci­de­re di impu­gna­re l'arma che evi­den­te­men­te por­ta­va con sé rispon­den­do al fuo­co. Sem­bra ora­mi chia­ro, di fat­to, che alme­no un col­po sia par­ti­to dall'interno dell'abitacolo ver­so l'esterno.

Il gio­va­ne sem­pre secon­do quel­la che sin qui appa­re come una plau­si­bi­le rico­stru­zio­ne avreb­be poi abban­do­na­to la vet­tu­ra in mez­zo alla stra­da per met­ter­si in sal­vo riu­scen­do a dile­guar­si a pie­di. Non si sa se feri­to (come sem­bra­to in un pri­mo momen­to) o meno: all'interno dell'autovettura e negli spa­zi intor­no da un pri­mo esa­me non sareb­be­ro sta­te riscon­tra­te trac­ce di san­gue. Ad ogni modo, da saba­to sera il gio­va­ne è irre­pe­ri­bi­le. Sul posto, nel giro di pochi minu­ti, sono inter­ve­nu­ti i Cara­bi­nie­ri del­la Com­pa­gnia di Gio­ia Tau­ro, coor­di­na­ti dal capi­ta­no Gabrie­le Lom­bar­do e i mili­ta­ri del­la Tenen­za di Rosar­no che han­no rin­ve­nu­to vici­no alla vet­tu­ra alme­no quat­tro bos­so­li esplo­si da una pisto­la auto­ma­ti­ca cali­bro 9x21. La dina­mi­ca esat­ta resta però tut­ta da veri­fi­ca­re. Un aiu­to (e una svol­ta) per le inda­gi­ni potreb­be veni­re dal­le imma­gi­ni del­le tele­ca­me­re di vide­sor­ve­glian­za sia pub­bli­che che pri­va­te dislo­ca­te nel­la zona.

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