San Ferdinando, al canalone dei veleni la Iam assicura: "Chiusi i punti di immissione dei liquami"

Pasqua­le Loia­co­no Gaz­zet­ta del Sud SAN FERDINANDO — Sot­to osser­va­zio­ne per le pro­ble­ma­ti­che ambien­ta­li — oltre al fiu­me Mesi­ma, ma dal­la par­te oppo­sta del ter­ri­to­rio comu­na­le — anche il cana­le di sco­lo pas­sa­to alle cro­na­che come "Cana­lo­ne dei vele­ni". I volon­ta­ri del Comi­ta­to popo­la­re "7 Ago­sto" costi­tui­to pro­prio in quel­la data per la boni­fi­ca tota­le del "Cana­lo­ne" al con­fi­ne tra por­to di Gio­ia Tau­ro e comu­ne di San Fer­di­nan­do, stan­no attuan­do una atten­ta vigi­lan­za «in atte­sa di un'estate diver­sa, col mare puli­to e sen­za sver­sa­men­ti». Dopo l'ultima con­fe­ren­za di ser­vi­zi tenu­ta­si a Lame­zia, nel­la sede del Con­sor­zio regio­na­le per io svi­lup­po del­le atti­vi­tà pro­dut­ti­ve, si atten­do­no infat­ti ini­zia­ti­ve con­cre­te e defi­ni­ti­ve per il cana­le. L'ing. Filip­po Mai­da, rap­pre­sen­tan­te del­la lam spa, ha rife­ri­to sui risul­ta­ti del­le veri­fi­che ese­gui­te con Arpa­cal, Poli­zia pro­vin­cia­le e Capi­ta­ne­ria di Por­to: «Sono sta­ti chiu­si e veri­fi­ca­ti i pun­ti di immis­sio­ne come pre­ce­den­te­men­te sta­bi­li­to», ha chia­ri­to.

Per la pro­get­ta­zio­ne degli inter­ven­ti pre­vi­sti, l'arch. Aldo Fudu­li (Corap) ha comu­ni­ca­to che «la I e ll Zona indu­stria­le ver­ran­no con­vo­glia­te in un'unica gran­de vasca, rac­co­glien­do le acque sia del col­let­to­re 4 che del 4.1 e que­sto con­sen­ti­rà il pre­ven­ti­vo con­trol­lo di tut­te le acque bian­che». Il sin­da­co Tri­po­di ha chie­sto di esse­re costan­te­men­te infor­ma­to degli svi­lup­pi e del­le pro­ce­du­re in iti­ne­re e, intro­du­cen­do­la pro­ble­ma­ti­ca relativa«all'indunamento e lagu­nag­gio del­la foce del cana­le», ha con­se­gna­to all'ing. Filip­po Valot­ta, diri­gen­te dell'area Reti del Corap, una rela­zio­ne tec­ni­ca con alcu­ne pos­si­bi­li solu­zio­ni. Come si rile­va dal ver­ba­le fina­le del­la con­fe­ren­za, reso noto ieri dal Comu­ne, la socie­tà lam (con il sup­por­to tec­ni­co del Corap) si è impe­gna­ta per la «puli­zia dei resi­dui di inqui­na­men­to pre­sen­ti sul fon­do e sul­le pare­ti del cana­lo­ne, con le solu­zio­ni tec­ni­che più oppor­tu­ne da defi­ni­re con sopral­luo­ghi suc­ces­si­vi». È pre­vi­sta anche l'installazione di «una tele­ca­me­ra di video­sor­ve­glian­za in cor­ri­spon­den­za del­la foce, alla fine del­la spon­da in cemen­to» per il tele­con­trol­lo e la tem­pe­sti­va tra­smis­sio­ne dei dati alla cen­tra­le ope­ra­ti­va.

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