Sarzana, il convegno dell’antimafia “invaso” dai presunti mafiosi

Pietro Bellantoni Corrieredellacalabria.it  LAMEZIA TERME – Il convegno dell'antimafia "invaso" dai presunti mafiosi. Gli attivisti della Casa della legalità di Sarzana, in provincia di La Spezia, certo non avevano messo in conto che al tavolo dei relatori si sarebbero accomodati i parenti dei boss la cui attività criminale è finita nel nuovo rapporto "Sarzana tra sinistra, ndrangheta e speculazioni". Il convegno, tra l'altro – secondo quanto riferisce il sito del Secolo XIX – è stato boicottato sia dal sindaco Alessio Cavarra, sia e dal Pd. Assenze che hanno fatto scoppiare le polemiche, alimentate soprattutto dalla partecipazione, del tutto inaspettata, di Rosa Romeo, moglie di Antonio, finito in carcere in quanto considerato il capo del "locale" ligure, ancorché assolto in primo grado. «Con che diritto e a quale titolo fate i nomi di persone che sono state assolte?», ha gridato, rivolta ai relatori, la donna. In platea c'erano altri membri della famiglia Romeo. Uno di loro si sarebbe addirittura seduto al tavolo dei relatori. La situazione, insomma, non poteva essere più surreale.

L'acme è stato raggiunto quando ha preso la parola Rolando Fazzari, membro di una famiglia ndranghetista che ha però scelto di ripudiare e finanche di combattere. Inevitabile il faccia a faccia con la moglie di Antonio Romeo. Ma è stato Christian Abbondanza, presidente della Casa della legalità, ad alzare le barricate: «A noi non interessa l'aspetto penale dei Romeo, ci basta sapere chi sono: vigliacchi che vanno in 5 o 6 ad ammazzare una persona e che, come oggi, mandano le donne avanti per difenderli. A Sarzana la situazione si è ormai incancrenita. Da decenni non si verificano fatti eclatanti, ma questo non significa che la mafia non ci sia. I clan non hanno bisogno di alzare polveroni per ottenere ciò che vogliono. La famiglia Romeo ha sempre avuto rapporti importanti con la politica di Sarzana. Dalla ndrangheta ci si può dissociare, denunciare come ha fatto Fazzari». Poi l'attacco diretto alle donne del clan: «Non sono povere ingenue – ha detto Abbondanza –, ma un tassello essenziale della ndrangheta. Perché non sono venuti i vostri mariti oggi?».

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