Se Gioia Tauro si trasformasse in Rotterdam?

Corriere.it LUNEDI SERA alle 21.15 su Rai3, Report pro­po­ne una simu­la­zio­ne in for­ma d’inchiesta per cal­co­la­re l’impatto eco­no­mi­co di un siste­ma por­tua­le nazio­na­le inte­gra­to, dal­la Cala­bria al resto d’Italia. Il gros­so dei flus­si del­la ric­chez­za glo­ba­le pas­sa dal mare e i por­ti sono le posta­zio­ni miglio­ri per pren­de­re e resti­tui­re ric­chez­za. Nel Medi­ter­ra­neo ci pas­sa sot­to il naso la mag­gior par­te del­le rot­te com­mer­cia­li via nave che, attra­ver­so il Cana­le di Suez, col­le­ga­no l’Oriente con il Nord Euro­pa e la costa atlan­ti­ca ame­ri­ca­na.

Rot­ter­dam da sola movi­men­ta ogni anno un nume­ro di con­tai­ner supe­rio­re a quel­lo che movi­men­ta­no tut­ti i por­ti ita­lia­ni mes­si insie­me, con un impat­to eco­no­mi­co e sull’occupazione che dal por­to si irra­dia a tut­to il pae­se. L’Italia ha 7.600 chi­lo­me­tri di coste, pie­ne di por­ti, nel cen­tro del Medi­ter­ra­neo. Solo a qual­che miglia­io di chi­lo­me­tri da noi c’è il cana­le di Suez che ha rad­dop­pia­to la sua capa­ci­tà. Quin­di, l’Italia si tro­va ora su una stra­da che da peri­fe­ri­ca è diven­ta­ta cen­tra­le. È come se si fos­se capo­vol­to il mon­do. Se Gio­ia Tau­ro si inte­gras­se con il resto dei por­ti ita­lia­ni, l’intera peni­so­la diven­te­reb­be un immen­so retro­por­to; ci sareb­be un impat­to eco­no­mi­co nazio­na­le: nuo­ve impre­se, volu­mi di affa­ri tri­pli­ca­ti, cre­sci­ta e posti di lavo­ro.

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