Seimila salvati in due giorni nel Mediterraneo. Dieci le vittime recuperate. A Reggio Calabria arrivano in 779

REGGIO CALABRIA – Nel porto di Reggio Calabria è giunta la nave militare 'Bersagliere' con a bordo 779 migranti di varie nazionalità. Ci sono 633 uomini, 114 donne ed una trentina di minori. Sono iniziate le operazioni di assistenza e accoglienza, coordinate dalla Prefettura di Reggio Calabria. Dai primi accertamenti è emerso che le condizioni dei migranti sono buone tranne qualche caso di scabbia. Una parte dei migranti resterà in Calabria mentre gli altri saranno trasferiti in altre regioni.

Sono oltre 2.000 i migranti soccorsi dalle navi della Marina Militare nel lungo fine settimana del Primo Maggio nelle acque dello Stretto di Sicilia, tra Lampedusa e la Libia, secondo il bilancio della Marina Militare. E a bordo del pattugliatore Bettica, che sta portando a riva 654 migranti recuperati in 4 interventi di soccorso, nella notte è nata una bambina. La piccola e la madre, imbarcata a travaglio iniziato, stanno bene. A bordo di un rimorchiatore che aveva soccorso alcuni migranti alla deriva in varie imbarcazioni, sono invece decedute due persone.

Questa mattina nel porto di Reggio Calabria la fregata Bersagliere sbarcherà 778 migranti soccorsi nei giorni scorsi in 5 differenti interventi. Il pattugliatore Vega sbarcherà nel porto di Augusta 675 migranti. Il pattugliatore Foscari ieri sera ha soccorso un gommone in difficoltà trasbordando i 103 migranti sulla M/V Zeran. I 99 occupanti di un altro gommone sono stati invece tratti in salvo dal pattugliatore Borsini. La Marina Militare è intervenuta anche con un team sanitario della nave Borsini a bordo del rimorchiatore italiano Med Otto, intervenuto in precedenza in soccorsi ad imbarcazioni di migranti, per uno screening sanitario richiesto dal comandante dello stesso rimorchiatore. I medici della Marina Militare, dopo aver appurato il decesso di due migranti a bordo del rimorchiatore, sono rientrati a bordo della nave Borsini.

Di fronte all'emergenza migranti nel Mediterraneo, "i Paesi europei non fanno a sufficienza, non fanno quello che è loro richiesto". Lo ha dichiarato l'ex Premier Enrico Letta, ai microfoni di Europe 1, spiegando che oggi "si è passati da una migrazione per questioni economiche a una questione di rifugiati", ed "è uno dei grandi valori europei dire che l'accoglienza dei rifugiati dev' essere una priorità".

"Vorrei ricordare tutti i fratelli che partono dall'Africa in cerca di pace e devono affondare in mezzo al mare, così, come se non fossero neppure degli uomini, ma degli scarti. Quello che stupisce è l'indifferenza del mondo, perché questo è un fenomeno di emigrazione mondiale". A dirlo è stato l'arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Ceu, Gualtiero Bassetti, oggi a Paola per partecipare alla seconda giornata di festeggiamenti in onore di San Francesco, protettore dei calabresi e della gente di mare. Il mantello del Santo è stato portato per mare da una motovedetta della Guardia costiera in memoria di un episodio molto importante della vita del Santo: il passaggio dello stretto di Messina. Questo evento avvenne a bordo di un'insolita imbarcazione: il suo mantello. "Devo ammirare – ha aggiunto mons. Bassetti – i nostri fratelli di Lampedusa, che come tutta la gente di mare, sanno accogliere ciò che il mare porta. Questo è il cuore della gente di mare. Speriamo che cambi la politica a livello mondiale, intanto noi cristiani dobbiamo accogliere questi fratelli, non fare un cordone. La mafia li ha già spogliati di tutto, noi non possiamo non aiutarli, perché è disumano e il nostro mare, che è il più bello del mondo, non può diventare una tomba per migliaia di nostri fratelli". A fine cerimonia è stata lanciata in mare una corona, a ricordo di tutti i marinai scomparsi.

"Dobbiamo renderci conto che quello dell'emigrazione è un fenomeno che l'Italia non può affrontare da sola". Lo ha detto il direttore della Caritas diocesana di Reggio Calabria, don Antonio Pangallo, dopo l'arrivo di 779 migranti con la nave militare Bersagliere. "Il mio augurio – ha aggiunto – è che non ci si interessi al problema soltanto quando assisteremo nuovamente, mi auguro di no, ad un nuovo genocidio nelle acque del Mediterraneo. L'Italia ha bisogno di aiuto. Ci sono altre alte responsabilità; l'Onu e l'Unione Europea hanno il dovere di intervenire. Un realtà fragile e debole come la nostra non può andare oltre il possibile. C'è una grande sensibilità da parte degli organi della Prefettura, di tutte le istituzioni civili, del volontariato che stiamo cercando di mettere in rete. Non siamo nelle condizioni di accogliere migliaia di persone. Però abbiamo dimostrato che si può fare. Il fatto stesso che il Porto di Reggio sia stato individuato come porto di attracco e che qui si possa offrire un servizio immediato di prima accoglienza a chi a rischiato la vita per cercare condizioni di vita migliori, è già tanto".

"Davanti a numeri come quelli di oggi – ha proseguito Pangallo – c'è da avere attenzione soprattutto per le categorie più deboli: neonati, solo questi sono 14, 100 donne, minori non accompagnati, ma contemporaneamente bisogna attrezzarci per organizzare la prima e la seconda accoglienza. Teniamo conto che il sistema dell'accoglienza è già in grosse difficoltà. Ci troviamo di fronte ad un fenomeno epocale davanti al quale non possiamo chiudere gli occhi. Davanti a questo mondo che cambia dobbiamo tutti insieme sentirci coinvolti. Come Caritas diocesana siamo di supporto e di sostegno alla rete istituzionale, al quale offriamo la collaborazione del coordinamento delle Associazioni cattoliche: una dozzina di realtà di volontariato impegnate ad offrire prima accoglienza, soprattutto ai più deboli".

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*