Stop Glifosato: "Fate come la Calabria"

Anto­nio Cian­ciul­lo Repubblica.it  “SMETTETE DI paga­re chi inqui­na. Fate come la Cala­bria”. E’ l’appello lan­cia­to ai pre­si­den­ti del­le Regio­ni dal­la Coa­li­zio­ne Ita­lia­na #Sto­p­Gli­fo­sa­to. Par­lia­mo di un erbi­ci­da estre­ma­men­te dif­fu­so al cen­tro di una bat­ta­glia in cui sono in gio­co enor­mi inte­res­si e di cui vale la pena ricor­da­re gli epi­so­di salien­ti. Nel mar­zo del 2015 lo Iarc, l’Agenzia inter­na­zio­na­le per la ricer­ca sul can­cro di Lio­ne stret­ta­men­te col­le­ga­ta all’Oms, defi­ni­sce il gli­fo­sa­to “pro­ba­bi­le can­ce­ro­ge­no” sca­te­nan­do una furi­bon­da pro­te­sta del­la Mon­san­to (la mul­ti­na­zio­na­le che pro­du­ce il dif­fu­sis­si­mo Roun­dup con­te­nen­te il gli­fo­sa­to ha par­la­to di “deci­sio­ne irre­spon­sa­bi­le”).

Poco dopo l’Efsa, l’agenzia ali­men­ta­re euro­pea, giu­di­ca inve­ce il gli­fo­sa­to non can­ce­ro­ge­no, ma arri­va a que­sta valu­ta­zio­ne con­si­de­ran­do anche i risul­ta­ti di stu­di pro­mos­si dal­le indu­strie del set­to­re, stu­di che lo Iarc non ave­va pre­so in con­si­de­ra­zio­ne per­ché ave­va deci­so di con­cen­tra­re l’analisi sul­le ricer­che pub­bli­ca­te nel­la let­te­ra­tu­ra scien­ti­fi­ca e sot­to­po­ste a peer review. Nel mag­gio del 2016 nuo­vo col­po di sce­na: Oms e Fao –sem­pre con­si­de­ran­do un insie­me di stu­di simi­le a quel­lo pre­so in con­si­de­ra­zio­ne dall’Efsa – deci­do­no di non espri­mer­si sul­la can­ce­ro­ge­ni­ci­tà del gli­fo­sa­to ma solo sul rischio col­le­ga­to all’uso di ali­men­ti con­te­nen­ti resi­dui di gli­fo­sa­to: lo defi­ni­sco­no impro­ba­bi­le alle dosi pre­se in esa­me.

Di fron­te a que­sto bal­let­to di pare­ri, che in real­tà non entra­no in aper­ta con­trad­di­zio­ne tra di loro ma osser­va­no il pro­ble­ma da vari pun­ti di vista (da una par­te un’analisi limi­ta­ta agli stu­di sot­to­po­sti al mec­ca­ni­smo scien­ti­fi­ca­men­te avan­za­to del peer review, dall’altra l’esame allar­ga­to agli stu­di soste­nu­ti dal­le indu­strie dei pesti­ci­di), l’opinione pub­bli­ca è rima­sta scon­cer­ta­ta e pre­oc­cu­pa­ta. Ora si atten­de la deci­sio­ne euro­pea sull’eliminazione del com­po­sto chi­mi­co dai cam­pi e quin­di dal­la tavo­la (come resi­dui): dovreb­be arri­va­re alla fine del 2017. Ma nel frat­tem­po le Regio­ni ita­lia­ne pos­so­no esclu­de­re il gli­fo­sa­to dai disci­pli­na­ri di pro­du­zio­ne inte­gra­ta. Lo ha fat­to la Cala­bria inter­rom­pen­do i finan­zia­men­ti a chi lo uti­liz­za.

“La deci­sio­ne di fat­to acco­glie e met­te in atto la pro­po­sta che la Coa­li­zio­ne ave­va avan­za­to a tut­te le Regio­ni Ita­lia­ne, come pas­so neces­sa­rio ver­so l’obiettivo ‘Gli­fo­sa­to Zero’ più vol­te annun­cia­to dal mini­stro del­le Poli­ti­che agri­co­le Mau­ri­zio Mar­ti­na”, si leg­ge nel­la let­te­ra fir­ma­ta dal­la por­ta­vo­ce Maria Gra­zia Mam­muc­ci­ni per con­to dei pre­si­den­ti del­le 45 asso­cia­zio­ni che fan­no par­te del­la coa­li­zio­ne. ”Si trat­ta di un esem­pio con­cre­to di come le Regio­ni, in atte­sa del­la deci­sio­ne sul gli­fo­sa­to a livel­lo euro­peo, abbia­no la pos­si­bi­li­tà di inter­rom­pe­re imme­dia­ta­men­te il finan­zia­men­to del­le pra­ti­che agro­no­mi­che che pre­ve­do­no l’utilizzo di un pro­dot­to can­ce­ro­ge­no per gli ani­ma­li e pro­ba­bi­le can­ce­ro­ge­no per l’uomo, oltre che prin­ci­pa­le inqui­nan­te del­le acque super­fi­cia­li e sot­ter­ra­nee come evi­den­zia­to dai dati Ispra”.

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