Tendopoli di San Ferdinando, la Protezione civile è fuori dalla gestione

Nella tendopoli di San Ferdinando. Foto Mediacalabria.it

A.n. Gazzetta del Sud REGGIO CALABRIA — Il Dipartimento nazionale di Protezione civile ha comunicato a Carlo Tansi che l’attività di gestione della tendopoli dei migranti di San Ferdinando non rientra nelle attività di emergenza alle quali l’Ente è destinato. E questa la novità emersa in queste ultime ore che complica i piani della Prefettura di Reggio Calabria inerenti il campo di accoglienza, quasi del tutto realizzato ma non ancora attivato. Nel corso di una riunione a Reggio Calabria si è tentato di progettare il futuro: adesso bisognerà trovare chi gestirà il sito, dal momento che la Protezione civile potrà coordinare le operazioni ma poi dovrà concentrarsi su altre attività nella regione. n responsabile della Prociv regionale Carlo Tansi ha dichiarato che non appena avrà Pok provvederà immediatamente a montare le tende che sono state già acquistate e sono arrivate.

Ma questo intervento non inizierà se non dopo l’indicazione di un soggetto che si prenderà cura della tendopoli, anche perché l’area è stata già oggetto di furti, per l’esattezza un cavo di rame di oltre duecento metri. Il progetto di gestione che era stato presentato dal Comune di San Ferdinando non è stato considerato congruo soprattutto per ragioni di tipo economico, ma adesso si deve trovare una soluzione dal momento che il protocollo per la tendopoli risale al febbraio del 2016 e ancora oggi la struttura non è stata attivata. Ci potrebbero essere le associazioni a gestirla: ma come? Ci sarà una gara? Oppure sarà il Comune di San Ferdinando direttamente col suo progetto ad assumere la gestione del campo? Tutti dubbi che devono essere risolti dalla Prefettura che vuole quanto prima aprire il nuovo sito di accoglienza dei migranti e vuole soprattutto evitare che torni una sorta di anarchia nel campo.

Nei prossimi giorni ci dovrebbe un nuovo incontro a Reggio Calabria per trovare la quadra su questa vicenda che va avanti da troppo tempo e che non trova una soluzione. Mentre i migranti che di solito andavano via sono rimasti in numero elevato nella tendopoli. Il tutto mentre il nuovo campo sito nell’area industriale è deserto e oggetto delle prime devastazioni.

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