Torrenti inquinati, indagato il sindaco di Messina. “Voglio essere interrogato”

Renato Accorinti

Giu­sep­pe Pipi­to­ne Ilfattoquotidiano.it MESSINA – Sot­to l’albero ha tro­va­to un avvi­so di garan­zia per rea­ti ambien­ta­li. È pro­prio alla vigi­lia di Nata­le, infat­ti, che il sin­da­co di Mes­si­na Rena­to Acco­rin­ti ha appre­so di esse­re inda­ga­to dal­la pro­cu­ra pelo­ri­ta­na. Gio­ve­dì scor­so nel­la cit­tà del­lo Stret­to, il pool inter­for­ze com­po­sto da uomi­ni dei cara­bi­nie­ri, del­la guar­dia fore­sta­le e del­la guar­dia costie­ra ha seque­stra­to nove pun­ti in cui le con­dot­te fogna­rie sca­ri­ca­no in mare liqua­mi con­si­de­ra­ti “alta­men­te inqui­nan­ti”. Si trat­ta del­le foci di nove tor­ren­ti più il qua­dro dei coman­di del depu­ra­to­re di Mili. L’indagine è coor­di­na­ta dal pro­cu­ra­to­re Vin­cen­zo Bar­ba­ro, che dopo l’addio di Gui­do Lo For­te reg­ge l’interim del­la pro­cu­ra pelo­ri­ta­na.

Dopo il seque­stro dei pun­ti di sca­ri­co, sono dun­que sta­ti noti­fi­ca­ti gli avvi­si di garan­zia al sin­da­co Acco­rin­ti, al diri­gen­te comu­na­le Anto­nio Ama­to, a Leo­nar­do Ter­mi­ni e a Lui­gi La Rosa, rispet­ti­va­men­te pre­si­den­te ed ex diret­to­re gene­ra­le di Anam, la socie­tà par­te­ci­pa­ta mes­si­ne­se che gesti­sce il ser­vi­zio idri­co: sono tut­ti accu­sa­ti a vario tito­lo di diver­si rea­ti di natu­ra ambien­ta­le. Nel giu­gno del 2006 a nomi­na­re Ter­mi­ni al ver­ti­ce di Anam era sta­to lo stes­so Acco­rin­ti, che un anno dopo ne ave­va però chie­sto le dimis­sio­ni, dato che il mana­ger era sta­to nel frat­tem­po rin­via­to a giu­di­zio per truf­fa: ades­so sono entram­bi coin­vol­ti in una deli­ca­ta inchie­sta per inqui­na­men­to.

Una con­te­sta­zio­ne che – nel caso del sin­da­co del­la cit­tà – appa­re più che altro come atto dovu­to, ma che a Mes­si­na fa comun­que rumo­re: pri­ma di esse­re elet­to pri­mo cit­ta­di­no, infat­ti, Acco­rin­ti ave­va lan­cia­to nume­ro­se bat­ta­glie in dife­sa dell’ambiente. Ed è anche per que­sto moti­vo che ades­so il sin­da­co pelo­ri­ta­no ci tie­ne ad esse­re ascol­ta­to pri­ma pos­si­bi­le dai magi­stra­ti. “Chie­de­rò subi­to di esse­re inter­ro­ga­to dai magi­stra­ti: capi­sco che l’avviso di garan­zia sia un atto dovu­to, ma se a io fini­sco inda­ga­to qual­che altro sin­da­co dovreb­be esse­re tor­tu­ra­to”, dice al fattoquotidiano.it Acco­rin­ti, che in atte­sa di esse­re con­vo­ca­to in pro­cu­ra ha dif­fu­so una det­ta­glia nota per difen­der­si da even­tua­li adde­bi­ti.

“Appe­na inse­dia­ta, pur in assen­za di risor­se spe­ci­fi­che, l’amministrazione ha avvia­to inter­ven­ti di puli­zia, diser­bo, boni­fi­che e sago­ma­tu­ra dei tor­ren­ti – spie­ga il sin­da­co – La cit­tà di Mes­si­na ha desti­na­to oltre il 30% del­le risor­se del Master­plan (32,3 milio­ni di euro su 105) per inter­ven­ti di tute­la dell’ambiente, pro­te­zio­ne del rischio idro­geo­lo­gi­co e inter­ven­ti sul­le infra­strut­tu­re stra­te­gi­che (acque­dot­to), di cui 1 milio­ne espres­sa­men­te dedi­ca­to a inter­ven­ti di ade­gua­men­to e con­trol­lo degli sca­ri­chi fogna­ri su nove impian­ti del cana­le col­let­to­re Cas­si­na nel trat­to Guar­dia-Mili”.

“In meri­to ai depu­ra­to­ri – si leg­ge sem­pre nel­la nota dif­fu­sa dal pri­mo cit­ta­di­no – l’amministrazione ha com­piu­to tut­to ciò che era nel­le sue com­pe­ten­ze per la rea­liz­za­zio­ne degli inter­ven­ti finan­zia­ti (40 milio­ni) sul depu­ra­to­re di Tono; la Regio­ne non ha però emes­so i decre­ti di finan­zia­men­to. L’opera è ades­so com­mis­sa­ria­ta dal Gover­no che ha nomi­na­to come com­mis­sa­rio l’assessora Con­traf­fat­to, l’iter dopo il com­mis­sa­ria­men­to è final­men­te ripar­ti­to. Per il depu­ra­to­re di Mili sono sta­te acqui­sta­te le coper­tu­re per le vasche degli ispes­si­to­ri e del­la vasca di sol­le­va­men­to ini­zia­le per eli­mi­na­re i cat­ti­vi odo­ri a Mili, le coper­tu­re sono già pre­so il depu­ra­to­re e la loro istal­la­zio­ne è pre­vi­sta per il mese di gen­na­io 2017”.

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