Trovato cadavere l'uomo accusato delle minacce telefoniche ai magistrati reggini

REGGIO CALABRIA – Fran­ce­sco Gen­na­ro Trio­lo, 47 anni, l'uomo denun­cia­to nel gen­na­io scor­so come il respon­sa­bi­le del­le minac­ce tele­fo­ni­che al pm del­la Dda di Reg­gio Cala­bria Giu­sep­pe Lom­bar­do ed all'aggiunto Nico­la Grat­te­ri, è sta­to tro­va­to mor­to nel suo appar­ta­men­to, nel­la peri­fe­ria sud di Reg­gio. Sul posto sono inter­ve­nu­ti poli­zia e cara­bi­nie­ri. Al momen­to non si cono­sco par­ti­co­la­ri sul­le cau­se del­la mor­te: secon­do una pri­ma ipo­te­si potreb­be esser­si trat­ta­to di un malo­re. Non pre­sen­ta segni di vio­len­za il cor­po di Fran­ce­sco Gen­na­ro Trio­lo, l'autore del­le tele­fo­na­te di minac­ce ai pm di Reg­gio Cala­bria, il cui cada­ve­re è sta­to tro­va­to sta­ma­ni all'interno del suo appar­ta­men­to. È que­sto l'esito di un pri­mo esa­me ester­no com­piu­to dal medi­co lega­le.

La Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca di Reg­gio Cala­bria, comun­que, dispor­rà quan­to pri­ma l'esame autop­ti­co e tos­si­co­lo­gi­co sul­la sal­ma per risa­li­re all'esatta cau­sa del deces­so. Il cor­po di Trio­lo è sta­to tro­va­to river­so a ter­ra. Sul posto è inter­ve­nu­ta la poli­zia. Mito­ma­ne o tele­fo­ni­sta per con­to di qual­cu­no? E' l'interrogativo a cui han­no cer­ca­to di dare una rispo­sta – e che ades­so for­se reste­rà inso­lu­to – gli inve­sti­ga­to­ri dopo la denun­cia di Fran­ce­sco Gen­na­ro Trio­lo, l'operaio qua­ran­ta­set­ten­ne il cui cada­ve­re è sta­to tro­va­to sta­ma­ni nel suo appar­ta­men­to di Reg­gio Cala­bria, qua­le auto­re di tele­fo­na­te mina­to­rie ai dan­ni dei pm del­la Dda reg­gi­na. Ad inca­strar­lo era­no sta­te le tele­ca­me­re col­lo­ca­te dai finan­zie­ri del Gico nel­le vici­nan­ze di alcu­ne cabi­ne tele­fo­ni­che dal­le qua­li Trio­lo ave­va chia­ma­to una deci­na di vol­te i cen­tra­li­ni del­la Guar­dia di finan­za e dei cara­bi­nie­ri pro­nun­cian­do fra­si di minac­ce nei con­fron­ti del pm Giu­sep­pe Lom­bar­do e, in un caso, anche del pro­cu­ra­to­re aggiun­to Nico­la Grat­te­ri.

Le minac­ce era­no anda­te avan­ti per tre mesi, dal novem­bre scor­so fino alla fine di gen­na­io, quan­do l'uomo fu denun­cia­to. "Sia­mo pron­ti a ucci­de­re Lom­bar­do al par­co Caser­ta"; "c'e' una bom­ba al par­co Caser­ta per il giu­di­ce Lom­bar­do" era­no sta­te alcu­ne del­le fra­si pro­nun­cia­te da Trio­lo. L'interrogativo rima­sto aper­to è per­ché l'uomo aves­se fat­to le tele­fo­na­te. Secon­do il fra­tel­lo Giu­sep­pe, Fran­ce­sco Gen­na­ro era solo una "per­so­na sof­fe­ren­te psi­co­lo­gi­ca­men­te", ma dal­le inda­gi­ni è emer­so che l'uomo era sta­to in con­tat­to con sog­get­ti rite­nu­ti con­ti­gui a cosche di 'ndran­ghe­ta, anche se non era mai sta­to sfio­ra­to da inda­gi­ni. Tra l'altro, anche il fra­tel­lo Giu­sep­pe era sta­to accu­sa­to e poi assol­to di ave­re rivol­to minac­ce tele­fo­ni­che ad un magi­stra­to. In quel caso si trat­ta­va del pro­cu­ra­to­re gene­ra­le di Reg­gio Cala­bria Sal­va­to­re Di Lan­dro ed il perio­do era il 2010, l'anno del­le bom­be alla Pro­cu­ra gene­ra­le reg­gi­na ed a casa del­lo stes­so Di Lan­dro. Il sospet­to degli inve­sti­ga­to­ri, in defi­ni­ti­va, è che Trio­lo pos­sa esse­re sta­to indot­to da qual­cu­no a fare le tele­fo­na­te.

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