Un calabrese in Val d'Ossola dietro un traffico di droga attraverso la Svizzera

DOMODOSSOLA – Viag­gia­va dal­la Cala­bria alla Sviz­ze­ra, pas­san­do per il Pie­mon­te e per la Lom­bar­dia, il traf­fi­co di dro­ga sman­tel­la­to dal­la poli­zia del Ver­ba­no Cusio Osso­la. L'operazione, deno­mi­na­ta San­ta Cruz, è scat­ta­ta all'alba e ha por­ta­to ad ese­gui­re tre­di­ci ordi­nan­ze di custo­dia. L'indagine, coor­di­na­ta dal sosti­tu­to pro­cu­ra­to­re del­la Repub­bli­ca di Ver­ba­nia, Gian­lu­ca Peria­ni, era ini­zia­ta un anno fa.

La men­te del­la ban­da, secon­do l'accusa, era Gio­van­ni Rosa­rio Rus­so, 66 anni, negli anni Novan­ta già coin­vol­to in alcu­ne ope­ra­zio­ni con­tro la mala­vi­ta in Val d'Ossola. Ingen­ti i quan­ti­ta­ti­vi di dro­ga che dal­la Cala­bria arri­va­va­no al nord e che ser­vi­va a rifor­ni­re gli spac­cia­to­ri in nume­ro­se piaz­ze di Pie­mon­te, Lom­bar­dia ma anche in quel­le del­la vici­na Sviz­ze­ra.

Rus­so man­te­ne­va i con­tat­ti con la Cala­bria, da cui face­va arri­va­re la dro­ga pro­ve­nien­te dal Sud Ame­ri­ca. Per sfug­gi­re alle inter­cet­ta­zio­ni, usa­va una cabi­na tele­fo­ni­ca e non il cel­lu­la­re per man­te­ne­re i suoi con­tat­ti cri­mi­na­li. L'operazione è sta­ta deno­mi­na­ta San­ta Cruz per­ché uno degli arre­sta­ti ave­va cer­ca­to più vol­te di entra­re in Boli­via, ma era sem­pre sta­to respin­to per­ché con pas­sa­por­to fal­so.

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