Val d'Aosta, il presidente Fosson è indagato e vota per la Regione parte civile contro le ndrine

AOSTA – Il pre­si­den­te del­la Regio­ne auto­no­ma Val­le d'Aosta, Anto­nio Fos­son, sape­va di esse­re inda­ga­to per scam­bio elet­to­ra­le poli­ti­co-mafio­so quan­do, il 6 dicem­bre scor­so, ha appro­va­to – con il resto del­la Giun­ta – la richie­sta di costi­tu­zio­ne di par­te civi­le dell'amministrazione regio­na­le nel pro­ces­so Geen­na – con­tro la ndran­ghe­ta in Val­le d'Aosta – da cui deri­va l'inchiesta Egom­nia che lo vede coin­vol­to.

Nell'esercizio del­le fun­zio­ni pre­fet­ti­zie attri­bui­te­gli dal­la Sta­tu­to spe­cia­le, il 21 novem­bre scor­so Fos­son ave­va fat­to sape­re, inter­ve­nen­do duran­te il Con­si­glio regio­na­le, di aver tra­smes­so "da qual­che gior­no" al mini­stro dell'Interno Lucia­na Lamor­ge­se le due rela­zio­ni rela­ti­ve alle veri­fi­che avvia­te nei comu­ni di Aosta e Saint-Pier­re sull'eventuale sus­si­sten­za di for­me di infil­tra­zio­ne o di con­di­zio­na­men­to mafio­so. Veri­fi­che che era­no scat­ta­te a segui­to dell'arresto di tre elet­ti nell'ambito dell'operazione Geen­na

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