La cooperativa "Valle del Marro-Libera Terra” ancora nel mirino. Tagliate oltre 200 piante di kiwi su un terreno dei Molè

Miche­le Alba­ne­se Quo­ti­dia­no del Sud GIOIA TAURO – Anco­ra nel miri­no dei cri­mi­na­li la Coo­pe­ra­ti­va anti­ma­fia “Val­le del Mar­ro” Libe­ra Ter­ra sot­to­po­sta ad uno stil­li­ci­dio sen­za fine. La not­te scor­sa in un ter­re­no di C.da Sove­re­to a Gio­ia Tau­ro, affi­da­to alla coop sono sta­ti estir­pa­ti e taglia­te oltre 200 pian­te di kiwi. La sco­per­ta è sta­ta fat­ta nel­la mat­ti­na­ta quan­do i ragaz­zi si sono reca­ti nel cam­po con­fi­sca­to anni fa ai poten­ti Molè di Gio­ia Tau­ro, rin­ve­nen­do lo scem­pio. Inte­ri fila­ri di pian­te che era­no sta­te mes­se a dimo­ra da poco era­no sta­te estir­pa­te e lascia­te per ter­ra altre era­no sta­te taglia­te di net­to . Un enne­si­mo brut­to segna­le che inquie­ta visto che si trat­ta del quar­to atto inti­mi­da­to­rio avve­nu­to in un solo anno in quel ter­re­no. Sul­la vicen­da han­no avvia­to inda­gi­ni i Cara­bi­nie­ri del Grup­po di Gio­ia Tau­ro pres­so i qua­li i respon­sa­bi­li del­la Coo­pe­ra­ti­va han­no fat­to denun­cia. L’intimidazione segue di pochi mesi nume­ro­se altre che si era­no veri­fi­ca­te nei mesi scor­si nel­la stes­sa zona.

Un’escalation di gesti che appa­re ormai chia­ra, com­pren­si­bi­lis­si­ma, che por­ta un mes­sag­gio ine­qui­vo­ca­bi­le: “ Ve ne dove­te anda­re” da que­ste ter­re. Pro­prie­tà che un tem­po appar­te­ne­va­no ai Piro­mal­li, ai Molè, ai Mam­mo­li­ti, fami­glie tra le più cruen­te ed impor­tan­ti nel pano­ra­ma del­la ‘ndran­ghe­ta che con­ta nel­la Pia­na. Ter­re con­fi­sca­te ed affi­da­te ai ragaz­zi del­la coo­pe­ra­ti­va. Ma mai come in que­sto caso la ‘ndran­ghe­ta ha agi­to da vigliac­ca, sce­glien­do un modo sub­do­lo per agi­re. Se l’è pre­sa con pic­co­le pian­ti­ne di kiwi alte poco più di un metro, gio­va­nis­si­me vir­gul­ti del­la ter­ra che solo dopo qual­che anno potran­no dare frut­ti. Pian­te che qual­cu­no ha volu­to distrug­ge­re. I vigliac­chi han­no agi­to come sem­pre nel cuo­re del­la not­te con la codar­dia, pene­tran­do nel ter­re­no dopo aver taglia­to la rete di recin­zio­ne. In pas­sa­to nel­lo stes­so luo­go i cri­mi­na­li han­no anche ruba­to gli impian­ti elet­tri­ci, le pom­pe idrau­li­che ed il dis­sab­bia­to­re. Allo­ra l'attrezzatura ruba­ta o dan­neg­gia­ta i ragaz­zi del­la coop, pro­mos­sa dal refe­ren­te di Libe­ra don Pino De Masi, allo­ra la sosti­tui­ro­no subi­to. «E la stes­sa cosa – ha det­to Dome­ni­co Faza­ri pre­si­den­te del­la coo­pe­ra­ti­va – fare­mo ades­so, ripian­tan­do le pian­ti­ne estir­pa­te o taglia­te». Cer­to, davan­ti a que­sto enne­si­mo scem­pio la spe­ran­za di cam­bia­re que­sta ter­ra male­det­ta dagli uomi­ni del diso­no­re, può pro­vo­ca­re disap­pun­to ma non pau­ra o impe­di­men­ti alla deter­mi­na­zio­ne di con­ti­nua­re. Nei mesi scor­si la coop ave­va subi­to altri fur­ti di attrez­za­tu­re e dan­neg­gia­men­ti tra cui un incen­dio di uli­vi seco­la­ri a San Pro­co­pio e a Castel­la­ce.

Un attac­co a lar­go rag­gio in ter­ri­to­rio dif­fe­ren­ti, in zone con­trol­la­te da fami­glie di ndran­ghe­ta dif­fe­ren­ti e que­sto da l’idea di una pos­si­bi­le stra­te­gia pen­sa­ta e pia­ni­fi­ca­ta nel det­ta­glio. La coop nasce da un pro­get­to di Libe­ra nel dicem­bre 2004 e ades­so col­ti­va nel­la Pia­na di Gio­ia Tau­ro oltre 100 etta­ri di ter­re­ni con­fi­sca­ti alla ‘ndran­ghe­ta. I soci fon­da­to­ri sono un grup­po di gio­va­ni che con la loro scel­ta eti­ca e impren­di­to­ria­le, net­ta e ine­qui­vo­ca­bi­le, han­no deci­so da qua­le par­te sta­re, rifiu­tan­do la logi­ca del com­pro­mes­so, l’apatia del quie­to vive­re e la ras­se­gna­zio­ne cul­tu­ra­le all’onnipotenza mafio­sa. Scom­met­ten­do il pro­prio futu­ro sul recu­pe­ro pro­dut­ti­vo e socia­le dei beni sot­trat­ti all’illegalità, la “Val­le del Mar­ro – Libe­ra Ter­ra” si pone in un ter­ri­to­rio com­ples­so come una real­tà posi­ti­va e pro­po­si­ti­va, aper­ta alle oppor­tu­ni­tà del­la ricer­ca e dell’innovazione scien­ti­fi­ca, sen­za can­cel­la­re gli anti­chi sape­ri custo­di­ti nel­le sag­ge con­sue­tu­di­ni e tra­di­zio­ni dell’arte con­ta­di­na. La mis­sio­ne dell’impresa è quel­la di con­tri­bui­re allo svi­lup­po dure­vo­le del­la comu­ni­tà, crean­do nel com­par­to agri­co­lo un rin­no­va­to spi­ri­to di ini­zia­ti­va impren­di­to­ria­le, sti­mo­lan­do nuo­ve for­me di coo­pe­ra­zio­ne e tenen­do alta l’attenzione anti­ma­fia.

L’attività pro­dut­ti­va in regi­me di agri­col­tu­ra bio­lo­gi­ca si muo­ve nel­la dire­zio­ne di un’imprenditorialità inno­va­ti­va, capa­ce di rap­por­tar­si quo­ti­dia­na­men­te con la doman­da di un mer­ca­to sem­pre più atten­to alla sicu­rez­za e genui­ni­tà ali­men­ta­re. Melan­za­ne a filet­ti, pesto di pepe­ron­ci­ni pic­can­ti, mie­le, olio extra­ver­gi­ne di oli­va sono i pro­dot­ti che han­no vin­to la dop­pia sfi­da sul pia­no del­la lega­li­tà e del­la qua­li­tà, rap­pre­sen­tan­do uno svi­lup­po eco­no­mi­co che inten­de coin­vol­ge­re i cit­ta­di­ni anche tra­mi­te for­me di con­su­mo con­sa­pe­vo­le e respon­sa­bi­le. Un’economia puli­ta e vin­cen­te quel­la di Libe­ra Ter­ra che sti­mo­la nel ter­ri­to­rio feno­me­ni emu­la­ti­vi tra azien­de che abbia­no la poten­zia­li­tà di pro­dur­re “qua­li­tà” e sia­no dispo­ste a met­ter­si in gio­co con­tro le logi­che mafio­se dell’oppressione e dell’economia ille­ga­le. Pro­prio per la for­te voca­zio­ne allo svi­lup­po lega­le e per l’impegno ver­so il cam­bia­men­to cul­tu­ra­le, la coo­pe­ra­ti­va dà vita ad ini­zia­ti­ve e pro­get­ti tesi a rilan­cia­re l’impegno anti­ma­fia nel ter­ri­to­rio. Gli inter­ven­ti edu­ca­ti­vi nel­le scuo­le, i cam­pi di lavo­ro e tut­te le altre for­me di ani­ma­zio­ne, con­tri­bui­sco­no a for­ma­re dei gio­va­ni che non si limi­ta­no alla denun­cia o a postu­la­re novi­tà, che non si auto emar­gi­na­no o si arren­do­no al vit­ti­mi­smo e alla ras­se­gna­zio­ne, ma che for­ti del­la loro ric­chez­za uma­na e fre­schez­za di spi­ri­to, pos­so­no riu­sci­re ad affer­ma­re la voglia di riscat­to socia­le e la voca­zio­ne allo svi­lup­po.

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