Verso la chiusura dell'anno scolastico. Come cambiano gli esami di licenzia media

Gui­do Leo­ne, già Diri­gen­te tec­ni­co dell’USR Cala­bria, Comu­ni­ca­to REGGIO CALABRIA – Con la chiu­su­ra dell’anno sco­la­sti­co fis­sa­ta per saba­to 9 giu­gno arri­va­no le vacan­ze lun­ghe per gli 80.000 allie­vi del­le scuo­le di ogni ordi­ne e gra­do del­la pro­vin­cia di Reg­gio Cala­bria. L’ultima cam­pa­nel­la sta, dun­que, per suo­na­re ma non per i qua­si die­ci­mi­la allie­vi del­la scuo­la dell’infanzia che ter­mi­ne­ran­no le loro atti­vi­tà edu­ca­ti­ve il pros­si­mo 30 giu­gno. Poi sarà vacan­za per i più fino al 17 set­tem­bre 2018 ini­zio del nuo­vo anno sco­la­sti­co, tre mesi pie­ni lon­ta­ni da compiti,interrogazioni e libri. Però,non per tut­ti sarà così. Per i ragaz­zi di ter­za media la fine del­le lezio­ni di fat­to è sino­ni­mo di esa­mi di Sta­to. Per i quat­tor­di­cen­ni le vere vacan­ze scat­te­ran­no il 30 giu­gno, ulti­mo gior­no uti­le fis­sa­to dal mini­ste­ro del­la Pub­bli­ca istru­zio­ne per gli esa­mi di Sta­to. I diciot­ten­ni, inve­ce, saran­no alle pre­se con gli esa­mi alme­no fino a metà luglio. Intan­to, è già tem­po di scru­ti­ni e i pros­si­mi gior­ni saran­no dedi­ca­ti nel­le scuo­le alle valu­ta­zio­ni fina­li: scru­ti­ni per le ammis­sio­ni alla clas­se suc­ces­si­va e agli esa­mi di Sta­to. Gli sco­la­ri di scuo­la pri­ma­ria non affron­te­ran­no alcun esa­me, visto che quel­lo di licen­za è sta­to abro­ga­to dal 2005. Si sta con­clu­den­do, dun­que, un anno di lavo­ro mol­to inten­so, che ha visto le scuo­le reg­gi­ne impe­gna­te ogni gior­no nell’offrire un ser­vi­zio alta­men­te qua­li­ta­ti­vo dal pun­to di vista didat­ti­co, edu­ca­ti­vo e for­ma­ti­vo, atten­to alle istan­ze dell’utenza e vol­to alla valo­riz­za­zio­ne di cono­scen­ze, abi­li­tà per­so­na­li e com­pe­ten­ze di cia­scu­no stu­den­te. Ulti­ma­ti gli scru­ti­ni, per­ciò, mol­ti stu­den­ti e docen­ti saran­no impe­gna­ti negli esa­mi di Sta­to. A comin­cia­re per pri­mi saran­no i cin­que­mi­la e quat­tro­cen­to­ses­san­tre alun­ni di ter­za del­la scuo­la secon­da­ria di pri­mo gra­do che affron­te­ran­no la loro ulti­ma fati­ca, il con­se­gui­men­to del­la cosid­det­ta mini­ma­tu­ri­tà. A segui­re i qua­si cin­que­mi­la­tre­cen­to matu­ran­di del­le scuo­le secon­da­rie supe­rio­ri che ini­zie­ran­no i loro esa­mi di sta­to il 20 giu­gno.

Così cam­bia l’esame di ter­za media. Quest’anno ci sarà l’esordio del­la nuo­va for­mu­la di esa­mi intro­dot­ta dal decre­to legi­sla­ti­vo 62/2017 che ha intro­dot­to del­le modi­fi­che. Ma vedia­mo le novi­tà nei vari pas­sag­gi.

Ammis­sio­ne. L’ammissione agli esa­mi che con­clu­do­no il pri­mo ciclo di istru­zio­ne com­pe­te al Con­si­glio di clas­se che può dispor­re, in via gene­ra­le, l’ammissione anche nel caso di par­zia­le o man­ca­ta acqui­si­zio­ne dei livel­li di appren­di­men­to in una o più disci­pli­ne, con voto di ammis­sio­ne anche infe­rio­re a sei deci­mi. Per esse­re ammes­si occor­re aver fre­quen­ta­to alme­no tre quar­ti del mon­te ore annua­le e aver fat­to in apri­le le pro­ve Inval­si ,con­di­tio sine qua non. E’ abro­ga­to il voto in con­dot­ta che vie­ne sosti­tui­to da un giu­di­zio. Non può però par­te­ci­pa­re chi ha rice­vu­to san­zio­ni disci­pli­na­ri.

Il calen­da­rio. Gli esa­mi ini­zia­no dopo gli scru­ti­ni e le date varia­no da isti­tu­to a isti­tu­to. Tut­ta­via è pre­su­mi­bi­le che la riu­nio­ne pre­li­mi­na­re di inse­dia­men­to del­le com­mis­sio­ni avven­ga subi­to dopo la chiu­su­ra del­le lezio­ni tra l’ 11 ed il 13 giu­gno. Il calen­da­rio del­le ope­ra­zio­ni d’esame vie­ne defi­ni­to e comu­ni­ca­to al col­le­gio dei docen­ti dal diri­gen­te sco­la­sti­co, che ha le fun­zio­ni di pre­si­den­te di com­mis­sio­ne d’esame nel­la pro­pria scuola,una novi­tà per que­sto anno sco­la­sti­co, con­si­de­ra­to che fino all’anno scor­so il pre­si­den­te del­le com­mis­sio­ni d’esame pro­ve­ni­va da altra scuo­la. In caso di assen­za, impe­di­men­to o di reg­gen­za, le fun­zio­ni di pre­si­den­te sono svol­te da un docen­te suo col­la­bo­ra­to­re, appo­si­ta­men­te dele­ga­to. Pres­so ogni scuo­la è costi­tui­ta una com­mis­sio­ne che si arti­co­la in un nume­ro di sot­to­com­mis­sio­ni cor­ri­spon­den­ti alle ter­ze clas­si. Le sot­to­com­mis­sio­ni sono com­po­ste da tut­ti i docen­ti dei sin­go­li con­si­gli di clas­se com­pre­si gli inse­gnan­ti di soste­gno, reli­gio­ne, mate­rie alter­na­ti­ve.

Quat­tro pro­ve. Tre scrit­ti e un col­lo­quio. Le pro­ve scrit­te riguar­da­no ita­lia­no, com­pe­ten­ze logi­co-mate­ma­ti­che, lin­gue stra­nie­re arti­co­la­ta in due sezio­ni in un’unica gior­na­ta. Il col­lo­quio deve tene­re con­to anche dei livel­li di padro­nan­za del­le com­pe­ten­ze con­nes­se alle atti­vi­tà svol­te nell’ambito di Cit­ta­di­nan­za e Costi­tu­zio­ne. Ogni scrit­to non può dura­re più di quat­tro ore. Spet­ta alla com­mis­sio­ne, nell’ambito del­la riu­nio­ne pre­li­mi­na­re, pre­di­spor­re le trac­ce del­le pro­ve sul­la base del­le pro­po­ste dei docen­ti del­le disci­pli­ne coin­vol­te e in coe­ren­za con i tra­guar­di di svi­lup­po del­le com­pe­ten­ze pre­vi­ste dal­le Indi­ca­zio­ni nazio­na­li, non­ché defi­ni­re cri­te­ri comu­ni per la cor­re­zio­ne e la valu­ta­zio­ne.

Il voto fina­le. Il voto fina­le dell’esame vie­ne espres­so in deci­mi. Supe­ra­no l’esame con­clu­si­vo del pri­mo ciclo di istru­zio­ne gli alun­ni e le alun­ne che con­se­guo­no un voto fina­le non infe­rio­re a sei deci­mi. Può veni­re attri­bui­ta la lode ai can­di­da­ti che otten­go­no il voto di 10/decimi, tenen­do a rife­ri­men­to sia gli esi­ti del­le pro­ve d’esame sia il per­cor­so sco­la­sti­co trien­na­le. Al voto in deci­mi si accom­pa­gna la cer­ti­fi­ca­zio­ne del­le com­pe­ten­ze acqui­si­te redat­ta in sede di scru­ti­nio fina­le, inte­gra­ta da una par­te a cura dell’Invalsi con­te­nen­te la descri­zio­ne dei livel­li con­se­gui­ti nel­le pro­ve Inval­si di apri­le.

Com'è anda­ta lo scor­so anno. Il tas­so di ammis­sio­ne agli esa­mi si è atte­sta­to sul 98,7% con un tas­so di licen­zia­ti del 99,7% in linea con la media nazio­na­le. Le vota­zio­ni con­se­gui­te dai can­di­da­ti sono sta­te :voto sei, pari al 26,3 % ; voto set­te, pari al 25,6%; voto otto, pari al 20,9%; voto nove, pari al 16,5%; voto die­ci, pari al 7,7%; la lode è pari al 2,9%. Gli alun­ni che rag­giun­go­no la suf­fi­cien­za risul­ta per­ciò per­cen­tual­men­te mag­gio­ri­ta­ria.

Il gap del­la scuo­la media. Le due aree prin­ci­pa­li su cui lavo­ra­re nell’immediato futu­ro sono gli appren­di­men­ti in ita­lia­no e mate­ma­ti­ca, è un gap ter­ri­to­ria­le che par­te sin dal­la scuo­la pri­ma­ria e si accen­tua nel­la scuo­la media, il ven­tre mol­le o se voglia­mo l’anello debo­le del nostro siste­ma edu­ca­ti­vo. La scuo­la media, una ter­ra di mez­zo, è da mol­ti anni alla ricer­ca di una sua iden­ti­tà, attrat­ta dal­la scuo­la supe­rio­re (il pia­no alto del­la “secon­da­ria”), ma poi richia­ma­ta alla comu­ne appar­te­nen­za alla scuo­la di base (il c.d. “pri­mo ciclo” dell’istruzione). L’alternarsi di diver­se deno­mi­na­zio­ni (scuo­la – di vol­ta in vol­ta – media, secon­da­ria I gra­do, del pri­mo ciclo, di base) da l’imprinting a que­sta vera e pro­pria sin­dro­me piran­del­lia­na, nel­la non risol­ta ambi­gui­tà del­la sua secon­da­rie­tà – di acces­so ai sape­ri for­ma­li e al pen­sa­re per model­li – o di com­ple­ta­men­to del­la for­ma­zio­ne pri­ma­ria, quin­di di con­so­li­da­men­to dell’alfabetizzazione stru­men­ta­le. Occor­re affron­ta­re pre­sto e con ener­gia que­sta pro­fon­da cri­si del­la scuo­la media, che da mol­ti anni ha smar­ri­to la pro­pria iden­ti­tà e il sen­so del­la sua mis­sio­ne. Occor­re ridar­le una mis­sio­ne chia­ra aggior­nan­do le sua offer­ta peda­go­gi­ca e didat­ti­ca, attra­ver­so un for­te orien­ta­men­to alla per­so­na­liz­za­zio­ne dell’insegnamento da rea­liz­zar­si attra­ver­so un’estensione del tem­po scuo­la con una vera “scuo­la del pome­rig­gio”.

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