Viaggio tra i fusti gocciolanti dell'ex Bp. Siderno, ecco la fabbrica chimica abbandonata

Ari­sti­de Bava Gaz­zet­ta del Sud SIDERNO — È risul­ta­ta peg­gio­re di quan­to ci si aspet­ta­va la situa­zio­ne all'interno dell'ex Bp. Tan­to è emer­so a segui­to di un appo­si­to sopral­luo­go fat­to pres­so l'ex azien­da chi­mi­ca side­ri­te­se, nel­la qua­le sono sti­pa­ti mol­tis­si­mi fusti con­te­nen­ti mate­ria­le peri­co­lo­so che devo­no esse­re smal­ti­ti al più pre­sto per con­sen­ti­re la neces­sa­ria boni­fi­ca dell'intera area. Lo stes­so sopral­luo­go non è sta­to faci­le. È sta­ta l'Arpacal con la diri­gen­te del set­to­re Suo­lo e rifiu­ti, Ange­la Bru­no Car­di­le atti­va­ta dall'assessorato regio­na­le all'Ambiente per veri­fi­ca­re le con­di­zio­ni in cui ver­sa l'area, ad effet­tua­re la visi­ta uni­ta­men­te ai rap­pre­sen­tan­ti del­le asso­cia­zio­ni "Osser­va­to­rio ambien­ta­le alla vita" e "Comi­ta­to per la dife­sa del­la salu­te dei cit­ta­di­ni", rispet­ti­va­men­te Artu­ro Roc­ca e Fran­ce­sco Mar­ti­no, appo­si­ta­men­te invi­ta­ti dal sin­da­co Pie­tro Fuda. E quel­lo che è sta­to nota­to all'interno dell'ex indu­stria chi­mi­ca, rias­sun­to in un comu­ni­ca­to dif­fu­so da Roc­ca e Mar­ti­no, non è da con­si­de­ra­re ras­si­cu­ran­te.

Pre­sen­ti anche i cara­bi­nie­ri, la dele­ga­zio­ne ispet­ti­va è sta­to subi­to sor­pre­sa — reci­ta il comu­ni­ca­to —«dal cal­do afo­so che ha ampli­fi­ca­to il feto­re che anco­ra si spri­gio­na da tut­ta l'area». Il can­cel­lo era inca­stra­to tra i rovi, e per entra­re è sta­to neces­sa­rio infi­lar­si in una stret­ta fes­su­ra che si è riu­sci­ti a rica­va­re smuo­ven­do il can­cel­lo con una tra­ve usa­ta come leva. I Cara­bi­nie­ri (pre­sen­ti per­ché la fab­bri­ca è sot­to seque­stro) han­no fat­to stra­da tra le ster­pa­glie qua­si com­ple­ta­men­te rin­sec­chi­te. Secon­do Roc­ca e Mar­ti­no «ciò che si è pre­sen­ta­to ai nostri occhi è una situa­zio­ne al con­fi­ne con la real­tà: pro­ce­de­re sul piaz­za­le con il feto­re insi­sten­te di sostan­ze già cata­lo­ga­te come estre­ma­men­te peri­co­lo­se e vede­re i fusti cor­ro­si al limi­te del­la defi­ni­ti­va rot­tu­ra ha non poco impres­sio­na­to tut­ti noi». La dot­to­res­sa Car­di­le, dal can­to suo, ha affer­ma­to che è per­si­no impos­si­bi­le pro­ce­de­re ad ana­liz­za­re le sostan­ze in quan­to esi­ste il peri­co­lo che i fusti appe­na sfio­ra­ti pos­sa­no cede­re. Secon­do il comu­ni­ca­to, peral­tro «mol­ti han­no cedu­to e pre­sen­ta­no il fian­co aper­to, e all'interno vi sono solo trac­ce del­le sostan­ze con­te­nu­te in quan­to il liqui­do è eva­po­ra­to o ver­sa­to sul pavi­men­to».

Que­sta è l'ennesima prova—scrivono Roc­ca e Mar­ti­no —«che la situa­zio­ne è inso­ste­ni­bi­le e che biso­gna pro­ce­de­re spe­di­ta­men­te alla boni­fi­ca e mes­sa in sicu­rez­za affi­dan­do il com­pi­to a un'azienda spe­cia­liz­za­ta che non pro­vo­chi ulte­rio­ri dan­ni nel movi­men­ta­re i fusti». Altra ama­ra con­si­de­ra­zio­ne è che «il nume­ro dei fusti è rima­sto inva­ria­to ma il ton­nel­lag­gio è sen­si­bil­men­te dimi­nui­to per effet­to del­le per­di­te e dell'evaporazione». In sostan­za, insom­ma, una situa­zio­ne di note­vo­le peri­co­lo. Anche per que­sto nel comu­ni­ca­to è scrit­to testual­men­te che «bene ha fat­to il sin­da­co a con­vo­ca­re una pub­bli­ca mani­fe­sta­zio­ne per 1'8 luglio alle ore 11 in piaz­za Muni­ci­pio per illu­strar­la e per lan­cia­re un appel­lo e un segna­le agli orga­ni isti­tu­zio­nal­men­te pre­po­sti alle solu­zio­ni da adot­ta­re». Le asso­cia­zio­ni ambien­ta­li­ste con­clu­do­no con l'affermazione peren­to­ria che «non si può atten­de­re anco­rai». E, in effet­ti la situa­zio­ne meri­te­reb­be mag­gio­re atten­zio­ne da par­te degli orga­ni­smi isti­tu­zio­na­li. Stia­mo par­lan­do di una azien­da chiu­sa cir­ca 15 anni addie­tro, dove era sta­ta sti­ma­ta la pre­sen­za di cir­ca 900 ton­nel­la­te di rifiu­ti tos­si­ci sog­get­ti ad azio­ne di ori­gi­ne antro­pi­ca e a depe­ri­men­to cau­sa agen­ti atmo­sfe­ri­ci, che con­ti­nua a dete­rio­ra­re sem­pre più i fusti con­te­nen­ti i rifiu­ti con pos­si­bi­li rischi e rica­du­te per la popo­la­zio­ne che vive nei din­tor­ni dell'area ma anche con il rischio di inqui­na­men­to del­le fal­de acqui­fe­re.

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